Un gran finale salva l’ultimo Nesbo sul filo di un coltello

Joe Nesbo Il ColtelloUn finale straordinario salva anche questa volta Jo Nesbo e il suo ultimo libro della serie di Harry Hole, eroe maledetto e alcolista, genio indiscusso dell’indagine, amato dalle donne.

Ma bisogna appunto superare pagina 450 di questo Il coltello (Einaudi, traduzione di Eva Kampmann) per restare incollati al libro, come invece succede fin dalla prima pagina dei romanzi più riusciti della serie (nessuno degli ultimi, peraltro).
La sensazione di déjà-vu, di un po’ di stanchezza aleggia infatti per gran parte del libro nonostante l’indagine portante si incentri sulla vittima fin’ora più importante per Harry: la sua amatissima Rakel (questo non può essere considerato uno spoiler, si scopre a pagina 62, in totale il volume ne ha 625).

Chi conosce Harry sa da quanti anni Rakel accompagni la sua vita, sia stato il suo vero grande amore, il suo punto di equilibrio almeno a tratti e quanto Hole sia stato un padre e un modelo per Oleg, il figlio di Rakel, che conosciamo a sei anni, vediamo crescere (è anche protagonista di uno dei romanzi più duri della serie) e ora troviamo ormai adulto.

Del resto Harry si sta avvicinando ai cinquant’anni. Eppure all’inizio del libro lo ritroviamo al risveglio, completamente immemore di come sia arrivato a casa e come abbia trascorso la notte prima. E con una bottiglia vuota di Jim Bean. Sì, insomma, nulla di nuovo sotto il sole di Oslo. E poi già sentiti sono anche i meccanismi narrativi, alcuni personaggi che riappaiono dal passato, alcune false piste a cui Nesbo vuol farci credere, ma senza troppa convinzione.

Ci sono ben tre donne che ruotano attorno a Harry: Katrine, ormai felice madre del figlio di Bjorn, e due (ex?) amanti che sembrano contenderselo: Alexandra, affascinante medico legale, e Kaja Solness, un’ex riapparsa dopo anni di missione in Afghanistan, insieme a un altro misterioso personaggio.

Harry scagionerà uno a uno i sospettati grazie al solito mix di intuito e logica supportato da metodi poco convenzionali, del resto ovviamente non può occuparsi del caso, è marito della vittima in via di separazione ed è anzitutto un sospettato. Ma il suo alibi lo scagiona. Forse. E anche questa non è esattamente una novità. Non solo, Nesbo non riesce a essere del tutto convincente in quello che dovrebbe necessariamente essere il libro più drammatico della serie quello in cui Harry perde irremediabilmente l’amore della sua vita.

Eppure, nonostante questo, il finale riscatta il romanzo perché è quello che non ti aspetti (anche meno del solito, in questo caso) ed è quello che mette a posto, come sempre, tutte le tessere del puzzle. E niente, toccherà leggere anche il prossimo.

Blog a cura di: Federica Angelini
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