Un’estate di racconti tra Puglia e Sedaris

Dunque volevo scrivere di questo scrittore che ho scoperto grazie a un incontro sulla spiaggia per presentare il suo ultimo libro. È Omar Di Monopoli che era al Molo TreZero in una delle mille freddissime sere di questa estate e che lì ha toccato con mano il suo libro fresco di stampa… Una raccolta di racconti nel suo stile che, ho scoperto, viene definito vagamente “western”, lui ha questo mito della letteratura del sud statunitense che mescola all’elemento noir e grottesco con l’effetto di scrivere storie pazzesche, con personaggi che definire disadattati sarebbe un eufemismo, in famiglie violente, comunità intrise di odio e rancori, giovinezze spezzate, corpi derisi. In tutto questo, riesce a fare (anche) molto ridere. Ma tutti questi ingredienti che potrebbero (ed è sicuramente il rischio che maggiormente corre) portare a un stile un po’ di maniera, sono raccontati con una lingua che incanta, densissima, a tratti faticosa. Un mix di dialetto salentino e di italiano forbito a tratti aulico che non disdegna la poesia. Una meraviglia. Una sovrabbondanza a cui non siamo abituati, una, oserei dire, spavalderia (linguistica) davvero mirabile. Questa raccolta di racconti arriva dopo tre romanzi, ma in un certo senso è un romanzo in sé  anche se le storie cambiano di epoca, ambientazione, genere, il loro perimetro poetico è chiarissimo e il medesimo (oltre che quello geometrico). Storie per chi è in cerca di emozioni forti e non certo del libro in cui ritrovare la propria quotidianità (se quella dei protagonisti è la vostra quotidianità siete probabilmente semi-analfabeti). Se poi avete deciso che questa è l’estate del racconto, altra raccolta imperdibile è quella appena uscita per Mondandori di quel genio assoluto e cristallino di David Sedaris. Il quale peraltro potrebbe inserirsi nel famoso dibattito in corso in Italia sulla cosiddetta “autofiction”. Sedaris ne è un maestro, riesce a trasformare pressoché qualsiasi episodio della sua esistenza, dall’aggressione alla sorella alla visita dal dentista, in materiale letterario. E questo attingendo dall’infanzia alla giovinezza all’attuale maturità. Roba che fa ridere, moltissimo, che fa pensare alla nostra contemporaneità e alle sue contraddizioni, che ci fa conoscere l’America di oggi (da uno che passa gran parte del suo tempo all’estero), ma anche che racconta sentimenti universali, rapporti archetipici (su tutti quello con il padre e la madre), le paure di invecchiare o di non essere amati. Ai testi dove il protagonista è appunto Mr Sedaris, ce ne sono altri di satira di costume (i meno imperdibili, per la verità) su vari temi tra cui, particolarmente di attualità in questi giorni da queste parti, quello della legge che ha permesso le nozze gay nello stato di New York. Ah sì, perché Sedaris è gay, da anni felicemente fidanzato con Hugh a cui regala gufi impagliati per San Valentino. Ed è questa, nella loro vita, l’unica cosa strana.

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