Applausi meritati per il “Don Giovanni”, tra il meglio visto a Ravenna negli ultimi anni

Don Giovanni

foto M. L. Antonelli (AGF)

Accade, talvolta, nella frequentazione dei teatri d’opera, di imbattersi in una rappresentazione baciata da Euterpe, la musa della musica. Certamente è il caso dello spettacolo andato in scena domenica 14 gennaio al Teatro Alighieri nell’ambito della stagione d’opera di Ravenna: in cartellone il Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart, opera tra le più belle e importanti di tutto il creato lirico (co-produzione fra lo stesso Alighieri, Festival di Spoleto e Teatro Coccia di Novara). Il titolo, certamente, predisponeva alla buona riuscita dello spettacolo, ma non è sempre detto che a una eccellente opera corrisponda un’adeguata messa in scena: va invece evidenziato quanto tutte le componenti concorrenti alla buona riuscita del prodotto che lo spettatore gusta seduto a teatro si siano, qui, potute fondere in un’opera organica e ben congegnata, anche considerando le aggiunte arbitrarie come quella di proiettare qualche frase tratta dagli scritti di Søren Kierkegaard all’inizio dei due atti.
La prima cosa che salta agli orecchi nell’ascolto di un’opera è il cast; in questa circostanza gli interpreti hanno fornito una prestazione eccellente, sia vocalmente che scenicamente: perfetto il Don Giovanni di Dimitris Tiliakos, servile ma non troppo il Leporello di Andrea Concetti, lucidamente folle la Donna Elvira di Francesca Sassu, risoluta la Donna Anna di Lucia Cesaroni, principesco il Don Ottavio di Giulio Pelligra, vezzosa la Zerlina di Arianna Vendittelli (ammalata ma stoicamente in scena) e focosamente geloso il Masetto di Daniel Giulianini. Un plauso particolare merita la bellissima voce di Cristian Saitta, interprete del Commendatore, ruolo nel quale troppo spesso si sentono voci barbare ed imperfette. Se si volesse trovare una sola imperfezione ci si potrebbe aggrappare all’interpretazione un po’ diafana del primo atto, nel quale tutti recitano con animo più algido rispetto alla conclusione.
Sciabola bene sul podio Matteo Beltrami, la cui bacchetta ammansisce spesso il giovanile ardore dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, all’ultima apparizione stagionale sul palco ravennate. La regia di Giorgio Ferrara appare misurata, con innesti scenici che riempiono di simbolismo una scenografia sfavillante grazie alle amorevoli cure del duo Dante Ferretti-Francesca Lo Schiavo; storicamente impeccabili i bellissimi costumi disegnati da Maurizio Galante, vero specchio dell’anima dei personaggi.
Il pubblico, infine, ha tributato parecchi applausi a scena aperta, invero tutti meritatissimi, e una vera e propria ovazione al termine di una delle rappresentazioni più belle che il teatro ravennate abbia offerto negli ultimi anni.

LA MUCCA VIOLA – BILLB MID1 11 – 25 11 19
RAVEGAN HOME BILLB 11 – 24 11 19
BRONSON TRANSMISSIONS BILLB MID2 16 – 23 11 19
DECO – PIADINA LORIANA LEAD HOME E CULT SPETTACOLI 01 01 – 31 12 19