E dopo Kamala Harris aspettiamo le “quote grigie”

5412770 1727 Kamala HarrisL’attualità, talvolta, è un balsamo per alcune ferite che la storia infligge. Nella fattispecie le buone notizie oggi provengono da oltre oceano, in quel paese diviso in due tifoserie, coloro che si reputano civili e coloro che si ergono a difensori del globo contro un ordine mondiale demoniaco. Messa giù così fa sorridere, invece è proprio vero che c’è una buona notizia che traspare sottotraccia nelle elezioni statunitensi: Kamala Harris. Lungi da voler dare un giudizio politico o etico, si focalizzi l’attenzione su un particolare. Il sesso.

Una parola che fa tremare le moltitudini, come se questa caratteristica non fosse diffusa nel 100 percento della popolazione mondiale esattamente come i capelli o il cuore (sul cervello si potrebbe alzare qualche obiezione). Eppure è un segnale silenzioso, ma forte, il fatto che una donna sia arrivata anche solo a poter ambire a una carica così importante qual è la vicepresidenza degli Stati Uniti. Ciò è a tutti gli effetti una pietra angolare verso la parità di genere tanto decantata a parole e troppo snobbata nei fatti.

C’è chi dice, però, che in campo artistico questa uguaglianza sia già attuata. Ahinoi non è affatto così: un caso su tutti. Basterà tornare con la memoria ad agosto scorso quando su un importante giornale nazionale italiano è comparso un articolo nel quale si notava come la direttrice Joana Mallwitz guidasse l’orchestra esattamente come un uomo.

Questa considerazione, nelle volontà del giornalista sicuramente positiva, in realtà sottende un pensiero androcentrico. Lo stesso pensiero che nei secoli passati ha permesso a musiciste come Barbara Strozzi, Clara Wieck, Fanny Mendelssohn per tacere di Maria Anna «Nannerl» Mozart di non avere la giusta considerazione che solo oggi, a fatica, queste cominciano a riscuotere.
Con ciò, però, non si pensi che la soluzione sia l’istituzione di quote rosa che, come afferma la direttrice italiana Gianna Fratta in una recente intervista, sono a tutti gli effetti una sconfitta. La musicista spera, invece, che s’impongano le quote grigie, ovvero non sia ciò che è posto per natura tra le cosce, bensì ciò che si è nutrito con fatica tra le orecchie il metro di valutazione degli artisti.
Grazie a Kamala Harris forse quel giorno è più vicino.

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