giovedì
05 Novembre 2026
Rubrica Fiori musicali

Finalmente ha riaperto il Rossini

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Finalmente a Lugo è tornato il Teatro! Un sospiro di gioia si è potuto sentire, nel Rossini gremito come nei giorni migliori, il 19 ottobre scorso. Tanti, troppi i giorni passati da quella maledetta alluvione che, oltre a uno dei simboli della città, aveva annegato la gioia (e la casa, come dimenticarlo) di molti lughesi. Da maggio 2023 le amministrazioni che si sono avvicendate hanno lavorato affinché in questo autunno 2026 la cultura viva e vibrante potesse ritrovare la sua sede d’elezione. Si capiscono, dunque, le parole di entusiasmo miste a commozione della sindaca Zannoni nell’introdurre la serata di riapertura del teatro. Parole importanti, che spaziano dalla storia dell’edificio alla gioventù del celebre musicista cui lo stabile è dedicato. Non vengono dimenticate nemmeno le sfide dell’attualità, le generazioni di giovani che, non avvezzi a questo edificio se non per giocare sulle scale antincendio, sono le benvenute ad avvicinarsi a ciò che, da sempre, caratterizza nel mondo il Belpaese: la Cultura. Pure il discorso del presidente della regione de Pascale e quello del prefetto Ricciardi hanno chiosato la gioia di una città intera che, finalmente, si riappropria di un luogo storico.

A far festa al Rossini non poteva esserci un’orchestra qualsiasi, infatti, a celebrare questa serata eccezionale (talmente eccezionale da essere ripetuta anche la sera successiva) c’era proprio il gruppo degli Archi dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia guidati dal violoncellista e direttore Luigi Piovano. L’apertura sonora di questo evento è stata affidata alle note di un italiano poco ricordato, ma assai celebrato in vita, il napoletano Nicola Porpora, la cui delicatissima Aria per violoncello e archi ha incantato gli astanti prima che il celeberrimo Concerto in do maggiore di Franz Joseph Haydn, che di Porpora era allievo diretto, manifestasse tutta la perizia tecnica e la grazia del solista.

Nella seconda metà del concerto era doveroso l’omaggio a Gioacchino Rossini. La prima e la sesta delle Sonate a quattro composte dal musicista lughese (d’adozione) durante la villeggiatura a Conventello hanno dato all’orchestra romana la possibilità di mostrare a tutta la platea la bravura dei suoi componenti, se mai ci fosse stato qualche dubbio (santo cielo, che pianissimi da urlo!).

In definitiva, era la serata che a Lugo mancava e di cui la città aveva, davvero, bisogno. Ora avanti tutta con la programmazione!

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