«Quella di Diaco a Ravagnani, su Rai2, non è stata un’intervista ma un’aggressione. Le domande miravano a entrare nella sfera privata di una persona, forzandola a fare un eventuale coming out e a esprimersi sulla propria sessualità. L’umiliazione pubblica non è parte del contratto di servizio della Rai, tantomeno del suo codice etico». La deputata Pd ravennate Ouidad Bakkali interviene con un video sui social a seguito della discussa intervista all’influencer e ex sacerdote Alberto Ravagnani a “BellaMa’”. Durante lo scambio, Pierluigi Diaco insiste infatti con domande sulla sua sessualità e sulle sue esperienze intime, mettendo l’ospite in una situazione di dichiarato disagio. «Ho presentato un’interrogazione ai Ministri competenti perché il servizio pubblico non sia più il palcoscenico di questi comportamenti – continua Bakkali -, Le persone sono stufe di essere umiliate nella propria dignità: in questi giorni è sempre più palese. Soprattutto se a umiliare è qualcuno con più potere di loro. Le persone devono essere trattate con rispetto, soprattutto quando sono davanti a una telecamera e se sono in una trasmissione del servizio pubblico. Abbiamo chiesto che la Rai risponda con sanzioni e richiami verso chi utilizza il proprio spazio e potere per umiliare».
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