Fra Mozart, Haydn e Beethoven la Mitteleuropa Orchestra calca troppo sull’enfasi

Mitteleuropa OrchestraOgni esibizione ha una sua anima peculiare ed essa è la sensazione che lo spettatore si porta via uscendo dal teatro impressa nella propria mente. Quest’anima è caratteristica per ogni concerto e dipende non solo dalle opere in programma, ma anche, e soprattutto, dagli esecutori sul palcoscenico. Nel concerto della Mitteleuropa Orchestra, andato in scena lunedì 16 aprile al teatro Alighieri di Ravenna all’interno della rassegna curata dall’associazione Angelo Mariani, questa idea era sicuramente sintetizzabile in una parola: enfasi.

In retorica, arte grandemente sottovalutata in ambito musicale, l’enfasi è un espediente per ottenere un effetto più sorprendente, ma, se usato in dosi massicce, musicalmente produce l’effetto contrario, assuefacendo l’ascoltatore che viene circondato da una muscolosa sonorità che conduce solo verso stati d’animo roboanti e che spesso appiattisce le piccole articolazioni nelle quali si sviluppano le trame acustiche più fini ed eleganti.

Proprio quest’eleganza era poco presente nel brano di apertura del concerto, la celeberrima Ouverture da Die Zauberflöte di Wolfgang Amadeus Mozart, che, nell’esecuzione della Mitteleuropa Orchestra, è apparso un po’ avulso dal contesto esoterico dell’opera a favore di una lettura dalla luce più romanticamente focosa e, a tratti, selvaggia.

Sullo stesso piano è stata anche l’esecuzione del magnifico Concerto per violoncello e orchestra in Re maggiore di Franz Joseph Haydn nel quale la brava interprete, Miriam Prandi, ha sfoggiato una tecnica adamantina non riuscendo però sempre a tenere a freno il giovanile ardore che, talvolta, nella musica del compositore austriaco, risultava eccessivamente impetuoso e forse più adatto a brani più recenti. Bella la proposta delle Bourées dalla Suite n.3 per violoncello solo di Johann Sebastian Bach: la giovane solista ha deliziato il pubblico con la bellezza del suono ed una capacità di fraseggio cangiante in relazione all’affetto della composizione.

L’ultimo brano in programma nella serata ravennate è stata la Sinfonia n.5 di Ludwig van Beethoven che, nella storia della prassi esecutiva, è sicuramente uno dei vertici dell’enfasi. Il Maestro Marco Guidarini, direttore principale della Mitteleuropa Orchestra, ha proposto al pubblico presente una interessante chiave di lettura della poetica del secondo periodo beethoveniano, specialmente nel garbato ed elegante Andante con moto, nonostante il modo molto coreografico di dirigere fosse fonte di distrazione sia per il pubblico sia per qualcuno degli orchestrali.

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