giovedì
15 Ottobre 2026
Rubrica Fiori musicali

Quando la musica era un’esigenza quotidiana

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Vagando per la rete, tra una canzone neomelodica e un Va’ pensiero berciato alla meno peggio, ci si può imbattere in un disco del 2013 dell’etichetta Brilliant Classics, gli Scherzi Melodichi di Georg Philipp Telemann registrati dall’Ensemble Symposium del faentino Simone Laghi. Sulla qualità dell’incisione c’è ben poco da dire, chi ha orecchie per intendere intende fin troppo bene che i musicisti sono raffinati esecutori che hanno a cuore la prassi esecutiva dell’epoca, quel bel barocco tedesco serio che, però, non si prende davvero sul serio.

In effetti è proprio questo, forse, il segreto di questa raccolta di brani. È risaputo, infatti, che questa pubblicazione telemanniana sia conosciuta anche come Pyrmonter Kurwoche, cioè settimana di cura termale di Pyrmont, località famosa già nel 1734, anno di composizione di queste musiche, per le sue acque miracolose. Ciò mette davanti a un’evidenza lapalissiana che, all’interno del logorio della vita moderna, semplicemente, disarma. Il compositore si spende per scrivere brani, nello specifico delle sonate articolate in sei movimenti più un’introduzione per ciascuna, con un organico non proprio così usuale (violino, viola e basso continuo) per un motivo incredibilmente poco “artistico” agli occhi dell’essere umano attuale, ma molto reale per le esigenze del suo alter ego settecentesco: il bisogno di fruire dell’intrattenimento della musica nel quotidiano. E così questa raccolta graziosa e peculiare si ritrova a diventare lo strappo nel cielo di carta di pirandelliana memoria, la cartina di tornasole di una realtà che, ormai, è profondamente cambiata, lontana da Spotify, YouTube o la semplice Alexa. Ciò conduce a una consapevolezza del motivo per il quale la musica era così praticata a tutti i livelli, ossia la necessità endemica di averla nel quotidiano di tutti.

Immaginare un re, un imperatore, qualcuno che tutto poteva se tutto voleva, costretto davanti a un clavicembalo per poter ascoltare un po’ di musica è, in fin dei conti, un’umanizzazione totale del potere, per dirla col grande Totò, una Livella: la necessità di essere umani prima di essere divini. L’uguaglianza è un concetto piuttosto nuovo nella Storia, tanto che ancora c’è chi è più uguale di altri. L’arte, tuttavia, con pochi elementi, ha il potere di mettere a nudo tutte le incongruenze umane. Stavolta è bastata una settimana alle terme…

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