mercoledì
14 Ottobre 2026
rigenerazione urbana

Darsena, apre l’Orangerie: una serra all’insegna della sostenibilità

Il progetto di Regenesi e Regestech. Il bistrot in gestione allo staff dell'Acciuga. Sarà attivo un laboratorio di riciclo creativo. Spazio al verde

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Dopo anni di attese e rinvii, si apre finalmente un nuovo capitolo per l’Orangerie. La grande “serra contemporanea” della darsena di Ravenna inaugurerà il 29 ottobre, presentando al pubblico le nuove «quattro anime» tratteggiate dal brand ravennate di moda sostenibile Regenesi.

I lavori per la struttura, situata in un’area di proprietà comunale di 700 metri quadri in via Pag, sono stati approvati nel 2018 e finanziati per un milione con i contributi statali del Bando Periferie. Avviato nel 2020, il cantiere si è concluso tre anni dopo. Nel 2024 la gestione dell’Orangerie è stata rilevata dalla società Lamone Srl, mentre dal 2025 è passata a Regenesi e Regestech, in qualità di subconcessionarie. Da allora, tuttavia, l’edificio è rimasto inutilizzato. Negli ultimi mesi sono stati eseguiti alcuni interventi necessari all’apertura, tra cui la riparazione di alcuni pannelli danneggiati del tetto, che hanno fatto slittare l’inaugurazione: inizialmente prevista per aprile, poi rinviata a settembre e infine fissata per la fine di ottobre. «Abbiamo forzato la mano per aprire il prima possibile – precisano Maria Silvia Pazzi e Alfredo Montanari, ceo di Regenesi e Regestech -. Fino ad ora si è parlato dell’Orangerie per i suoi rinvii e le problematiche, ma da oggi vogliamo cambiare registro, tirandone fuori l’aspetto migliore con un progetto innovativo e di ispirazione internazionale».

Al centro ci sarà la sostenibilità: da 18 anni Regenesi si occupa infatti di economia circolare, trasformando materiali di scarto in nuovi oggetti di design e accessori moda e brevettando tecnologie apposite. La prima destinazione della serra riguarderà proprio la moda circolare e l’upcycling: oltre all’atelier con prodotti Regenesi e di brand ospiti, sarà attivo un laboratorio di riciclo creativo con 4 macchinari integrati che permetteranno al pubblico di dare nuova vita a capi vecchi o rovinati. A disposizione ci sarà anche il software Reverto, brevettato dall’azienda, che consente di progettare soluzioni estetiche funzionali ed economiche a partire da materiali di scarto. Il secondo ambito chiave sarà quello artistico, improntato sempre verso la sostenibilità. Il primo evento in programma è una mostra in collaborazione con il Mar, a cui seguirà Circul Art, in collaborazione con la Fondazione Pistoletto: un’esposizione di sei opere realizzate con gli scarti di produzione forniti da Regenesi e presentate durante la Settimana della moda.

A questo si aggiunge il comparto “food”, con l’Oranje bistrot curato dallo staff del ristorante L’acciuga. Il bistrot proporrà aperitivi e pietanze a basso impatto, con una filosofia che va «dall’orto al piatto», anche in riferimento ai vicini orti comunali. Per promuovere le realtà sostenibili sul territorio, sono anche in programma eventi e serate con coltivatori, panificatori e produttori di vino: «La nostra idea è quella di un ecosistema aperto, che coinvolga chi condivide i nostri ideali. Crediamo nelle storie e nelle persone più che nei prodotti» continuano Pazzi e Montanari.

Il quarto ambito sarà quello botanico, con l’obiettivo di dare spazio al verde sia all’interno sia all’esterno dell’Orangerie, in linea con la vocazione originaria della struttura. L’idea è sviluppare uno store che trasformi la serra in uno spazio espositivo in cui le piante diventino parte integrante dell’allestimento e possano essere acquistate. Nella fase iniziale, l’hub sarà aperto al pubblico tre giorni a settimana, dal giovedì al sabato. Le attività al suo interno, però, non si limiteranno a quelle rivolte ai visitatori: la serra ospiterà anche parte degli uffici aziendali, utilizzati quotidianamente dai dipendenti, e la tecnologia Respetto, un brevetto internazionale sviluppato in collaborazione con l’Università di Bologna, capace di trasformare gli scarti tessili in plastica circolare. «L’Orangerie, per noi, è stata un colpo di fulmine. Avevamo individuato alcune criticità, mentre di altre non eravamo a conoscenza, ma abbiamo scelto comunque di investire in uno spazio che sentiamo vicino ai nostri valori – concludono Pazzi e Montanari -. L’ambizione è dare vita al sogno di Raul Gardini, facendo di Ravenna un punto d’incontro tra l’industria della via Emilia e la vocazione all’innovazione tecnica e chimica di Ferrara».

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