giovedì
15 Ottobre 2026
la causa

Kimi Antonelli, l’ex manager Giovanni Minardi chiede il riconoscimento dei compensi

Il Tribunale di Bologna ha ordinato a Mercedes e al pilota di produrre contratti e documenti sui pagamenti

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C’è una storia che parte dai kart, quando Andrea Kimi Antonelli era un bambino di appena otto anni, e arriva fino alla Mercedes e alla Formula 1. In mezzo, il rapporto professionale con Giovanni Minardi, figlio di Gian Carlo, lo storico fondatore della scuderia che ha legato il proprio nome a Faenza e alla storia dell’automobilismo italiano. È proprio quel rapporto, interrotto prima dell’approdo del giovane pilota ai vertici del motorsport, a essere oggi al centro di una causa civile davanti al Tribunale di Bologna.

Il giudice – citiamo un’agenzia dell’Ansa – ha ora disposto che Antonelli e Mercedes producano la documentazione relativa ai contratti stipulati tra il pilota e la scuderia e ai pagamenti effettuati nel corso del loro rapporto. Un passaggio importante per ricostruire le somme in gioco e verificare le pretese avanzate dall’ex manager.

Dall’incontro ai kart al rapporto con Mercedes
Giovanni Minardi è un manager sportivo che ha seguito Antonelli nelle prime fasi della sua carriera. Secondo la ricostruzione fornita dai suoi legali, Minardi avrebbe individuato il talento del pilota quando aveva appena otto anni, accompagnandone la crescita agonistica e contribuendo a costruire il percorso che lo avrebbe portato all’attenzione delle grandi realtà dell’automobilismo (a questo link la nostra intervista a Minardi, che definimmo appunto “lo scopritore di Antonelli”).

Il rapporto con la famiglia Antonelli si è sviluppato negli anni dell’attività giovanile, quando il pilota correva ancora nelle categorie propedeutiche alla Formula 1. Il successivo ingresso nell’orbita Mercedes ha cambiato gli equilibri: la scuderia anglo-tedesca ha puntato sul giovane italiano, fino a farne uno dei propri piloti ufficiali in Formula 1 nel 2025. È nella fase del passaggio verso Mercedes che nasce il contenzioso. Secondo la ricostruzione della parte che ha avviato la causa, Antonelli avrebbe interrotto unilateralmente il rapporto di assistenza e rappresentanza con la Minardi Management. Per l’ex manager, quella decisione non avrebbe cancellato gli obblighi economici previsti dall’accordo.

Che cosa chiede Minardi
Il punto centrale della controversia è il riconoscimento dei compensi che Giovanni Minardi ritiene gli spettino per il lavoro svolto e in base agli accordi sottoscritti con il pilota. La richiesta riguarda le percentuali previste dal contratto di assistenza e rappresentanza, che, secondo quanto riferito da altre ricostruzioni giornalistiche, sarebbero comprese tra il 10 e il 20 per cento dei proventi del pilota. La quantificazione effettiva delle somme dovute, tuttavia, è proprio uno degli aspetti che il procedimento dovrà chiarire. Per questo l’ex manager ha chiesto al Tribunale di acquisire la documentazione relativa ai rapporti economici tra Antonelli e Mercedes: non soltanto i contratti, ma anche le evidenze contabili dei pagamenti ricevuti dal pilota, direttamente o attraverso soggetti a lui riconducibili. L’obiettivo è ricostruire la base economica sulla quale calcolare le eventuali percentuali spettanti a Minardi. La pretesa, secondo quanto sostenuto dal suo legale, non riguarda soltanto quanto già maturato, ma anche i compensi futuri previsti dall’accordo di rappresentanza, che la parte attrice considera valido fino alla sua naturale scadenza nel 2028.

L’ultimo provvedimento è stato accolto con soddisfazione dall’avvocato Mattia Grassani, che assiste Giovanni Minardi. Interpellato dall’Ansa, il legale ha spiegato che l’acquisizione dei documenti permetterà di avere «un ordine di grandezza dei diritti maturati dal manager». La documentazione sarà quindi determinante anche per valutare l’eventuale possibilità di una soluzione concordata. «Qualora venisse proposta una conciliazione seria», ha aggiunto Grassani, la parte che assiste sarà in grado di assumere una posizione più precisa sulla base delle informazioni raccolte.
L’avvocato ha ribadito la convinzione che le ragioni del proprio assistito siano fondate e ha sostenuto che l’inadempimento contestato al pilota emergerebbe già dai documenti depositati.
La prossima udienza è fissata per il 19 novembre.

La porta a un accordo resta aperta
Nonostante il contenzioso sia arrivato davanti al giudice, Minardi non esclude una soluzione extragiudiziale. La disponibilità a confrontarsi con le controparti, ha assicurato Grassani, rimane. Per arrivare a un’intesa, però, occorre che ci siano le condizioni e che entrambe le parti siano disposte a trovare un punto d’incontro.
Per il legale, infatti, la questione non è soltanto economica. Al centro c’è anche il riconoscimento del contributo che Giovanni Minardi ritiene di avere dato alla scoperta e alla crescita del pilota, dal kart fino al passaggio verso Mercedes.

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