Dalla mattinata di oggi, 15 ottobre, l’Itis Nullo Baldini è occupato: gli studenti dell’istituto tecnico industriale ravennate manifestano contro la riforma degli istituti tecnici, contro manovre governative ritenute «futili» e contro l’economia di guerra. La protesta studentesca segnala però anche questioni specifiche della scuola ravennate come, tra le altre criticità, buchi nelle porte dei bagni, chiavistelli che mancano, muffe, infiltrazioni d’acqua, cavi esposti, controsoffitti e soffitti che crollano, tetti bucati e colonne portanti crepate, vasistas e finestre rotte, tapparelle che si bloccano o si spezzano, termosifoni rotti, laboratori malmessi, sistemi di sicurezza datati e senza controlli regolari.
Sulle criticità strutturali della scuola di via Marconi interviene Riccardo Vicari, consigliere provinciale di Fratelli d’Italia, mostrandosi al fianco dei manifestanti: «L’attenzione e la cura per gli spazi in cui i nostri ragazzi studiano ogni giorno devono essere una priorità per tutti – commenta il consigliere -. Il fatto che gli studenti dell’Itis chiedano luoghi più sicuri e decorosi è un segnale di attaccamento alla propria scuola che merita rispetto e risposte concrete. Per questo motivo sono al loro fianco e ho provveduto a depositare un’interrogazione urgente in Provincia, affinché l’ente si attivi immediatamente per verificare la situazione ed eseguire i necessari interventi di ripristino e manutenzione».
La competenza sull’edilizia scolastica degli istituti superiori è infatti in capo alla Provincia «ed è all’amministrazione provinciale che bisogna chiedere risposte tempestive – continua Vicari -. Proprio perché condividiamo la necessità di risolvere i problemi materiali della struttura, mi rivolgo però con franchezza ai collettivi come Osa: non si sfrutti la buona fede dei ragazzi e questa situazione per fare propaganda politica ideologica contro il Governo Meloni e il Ministro Valditara». Il consigliere riporta l’esempio dell’investimento governativo di 30 milioni di euro extra per il 2026 e ulteriori 40 milioni per il 2027 destinati all’orientamento, all’inclusione e al contrasto alla dispersione scolastica, di un’ulteriore aggiunta di 21 milioni di euro per i libri di testo gratuiti o parzialmente gratuiti, oltre a nuovi stanziamenti extra per la digitalizzazione e la tutela contro il cyberbullismo. «Voler riparare la scuola e pretendere che le istituzioni locali facciano la propria parte è legittimo – conclude Vicari -, ma trasformare un’esigenza reale in un pretesto per attaccare investimenti e riforme nazionali approvate democraticamente è una strumentalizzazione che non fa il bene degli studenti. La riforma degli Istituti Tecnici nasce proprio per valorizzare la formazione specialistica e offrire concrete opportunità di lavoro ai giovani».


