Non come le strepitose tre prime serie di Black Mirror, ma da vedere

Black Mirror 6 (serie di Charlie Brooker, 2023)

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Come forse sapete, il Black Mirror delle prime tre stagioni (più alcuni episodi della quarta) è per chi vi scrive la migliore serie di sempre, la più bella sorpresa per gli occhi di uno spettatore, e la perfetta letizia degli episodi autoconclusivi. La quinta stagione (3 episodi soltanto, come le prime due) è stata inevitabilmente deludente, perché il gioco sta durando da troppo tempo, dal 2011 per la precisione; il dilemma a quel punto per il fan riguardava l’eventuale sesta serie, evento da attendere con trepidazione o sperare che non esca mai? Naturalmente non decidiamo noi, e la sesta è uscita, è formata da 5 episodi e [spoiler] è meglio della precedente, seppure vada assolutamente giudicata puntata per puntata.

Il primo episodio, Joan è terribile, oltre a essere il migliore, è l’unico perfettamente in tema con la filosofia di Black Mirror, perché la trama e il suo sviluppo oltre a essere fedelissimi alle tematiche distopiche, aggiornando il tema del rapporto con la tv e il meta-cinema (il cinema che parla di se stesso), e aggiungendo una massiccia dose di autoironia nei confronti delle serie tv e del network che ospita l’intera stagione, Netflix. Episodio che vanta la presenza di Salma Hayek come protagonista e i camei di Michael Cera e Cate Blanchett.

Il terzo episodio (Beyond the Sea) è il secondo degno di nota, inferiore al primo non tanto per la qualità (alta) dell’ora e venti di film (altra novità, alcuni durano oltre l’ora), ma solo perché somiglia più a un (buonissimo) film di fantascienza, piuttosto che a una digressione sulla distopica realtà della serie. Nel cast, Aaron Paul (Breaking Bad) e l’ex promessa (ma attore comunque in piena attività) Josh Hartnett. Anche il secondo (Loch Henry) e il quinto episodio, pur molto ben fatti, si rivelano essere rispettivamente un thriller d’inchiesta con un bel crescendo di emozioni e un purissimo, gustoso e divertente horror ambientato nel 1979 (Demone 79, per l’appunto, altro episodio che va oltre l’ora di durata), con protagonista una bravissima Anjana Vasan.

Abbiamo quindi a che fare con tre film estremamente interessanti e ben fatti, che però mal si collocano nello spirito della serie: tutto questo non è grave, sono belle visioni, ma denota quella che si era paventata nelle prime righe, e cioè una certa e inevitabile stanchezza da parte del geniale creatore Charlie Brooker, legata, più che alla narrativa, a una questione di contestualizzazione e riformulazione delle tematiche principali. Non è stato citato il quarto episodio, horror di serie Z da dimenticare in fretta. La coperta si è fatta davvero corta, ma si resiste e, nel bene o nel male, nessuno di noi chiuderebbe gli occhi davanti a una settima stagione.

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