Pif e quel filmetto senza capo né coda

Momenti di trascurabile felicità (di Daniele Luchetti, 2019)

Online Trailer Della Nuova Commedia Con Pif Momenti Trascurabile Felicita V3 366094Il palermitano Paolo si dichiara, con la sua voce fuori campo, abilissimo col suo scooter nel passare coi semafori appena rossi; dopo pochissimo ci rendiamo conto come la sua abilità sia tutt’altro che infallibile, visto che a un incrocio un mezzo lo investe in pieno e lo spedisce in paradiso. Nella parte più divertente del film vediamo il paradiso come un ufficio pubblico in stile anni settanta/ottanta dove però vige indisturbata la legge Fornero, visto che i suoi impiegati risultano piuttosto attempati e di conseguenza smemorati. Viene immediatamente scoperto un piccolo errore burocratico che ha impedito a Paolo di vivere quell’oretta e mezza in più che meritava grazie ad alcune accortezze alimentari che solitamente garantiscono periodi molto più lunghi di aspettativa di vita. Il suo ritorno non è altro che un tentativo malinconico di chiudere la propria vita sistemando i suoi affetti e risolvendo alcune situazioni lasciate a metà, senza che gli altri sappiano della morte imminente.

Premesse interessanti e un inizio divertente per un film che si perde immediatamente con l’inizio della seconda vita del protagonista, come se la bella idea potesse bastare per la riuscita totale dell’opera andando a traino. Invece purtroppo si assiste a uno strano, inutile, noioso e soprattutto “trascurabile” (grazie per il titolo) filmetto senza capo né coda, che smette di fare ridere ma che non sa dare neanche in minima parte corpo al dramma che forse si sarebbe voluto costruire.

Il dubbio irrisolto legato a questo film sarebbe da far sciogliere sia al regista, l’esperto Luchetti, sia allo sceneggiatore Piccolo tra l’altro autore del libro originale, ai quali si dovrebbe chiedere una sola ed essenziale domanda: dove volevate andare a parare?

Detto di scrittura e di regia, una menzione particolare anche al cast, che col suo protagonista Pif, fa di tutto per peggiorare la già precaria situazione cinematografica, perché in passato il suo modo di stare davanti alla macchina da presa si è rivelato vincente sia in televisione che nel suo (suo!) primo bel film (La mafia uccide solo d’estate). La sua voce off è talmente off da risultare fuori luogo e anche le scene dove interagisce con la moglie (Thony, brava) non danno alcun coinvolgimento.

A fine film, dopo un tentativo maldestro e anonimo di finale a sorpresa si esce straniati, non per merito di un cinema d’impatto, ma proprio perché l’unico impatto che può dare il film è l’incidente iniziale del protagonista. Tutta colpa del paradiso, sperando che i fan di Pif siano meno permalosi di quelli di Ligabue.

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