Una mansarda esclusiva a Forlì

All’ultimo piano del fabbricato ristrutturato da Paolo Carli Moretti

In omaggio ai luoghi in cui si è svolta la conferenza del ciclo “Sedici Architettura” del mese di aprile e quelle dei mesi di giugno e luglio, oggi conduciamo una ricognizione su Forlì, città su cui dovremo ritornare. Oggetto della nostra narrazione è il recupero di un fabbricato costruito intorno alla metà degli anni Trenta lungo uno dei viali di circonvallazione della città, non lontano da piazzale della Vittoria, sul limitare del centro storico. Si tratta di una posizione del tutto speciale, in quanto il sedime edilizio è costituito da una lunga e sottile striscia divisoria, posta tra viale Matteotti e via Nazario Sauro. Per questo motivo entrambi gli affacci sui lati liberi prospettano su spazi urbani, quindi con grande visibilità per le unità direzionali poste al piano terra. Ai tempi in cui sorse l’edificio di cui ci stiamo occupando la città era nota come la “Piccola Roma”, come raccontava una mostra e il suo pregevole catalogo curato da Luciana Prati e Ulisse Tramonti sull’urbanistica e architettura fra le due guerre (La città progettata: Forlì, Predappio, Castrocaro, 1999), recensita da chi scrive sul n. 436 di «Ravenna & Ravenna» nel gennaio del 2000. Tra i collaboratori all’opera editoriale vi erano note firme come Roberto Balzani, che circa una decina d’anni dopo sarebbe divenuto il sindaco della città, e il giovane architetto Paolo Carli Moretti (Forlì, 1969). Questi l’anno successivo si sarebbe trasferito a Roma nello studio dell’architetto Lamberto Rossi (ATP) per lavorare al progetto del nuovo Campus universitario di Forlì, città in cui avrebbe fatto ritorno qualche anno dopo. Ma veniamo al 2008, in cui Carli Moretti riceve l’incarico di ristrutturare il fabbricato di viale Matteotti. Come racconta il progettista, all’incarico di ristrutturazione complessiva successivamente si sommò anche quella della principale unità residenziale posta ai piani superiori, e quindi «la nuova proprietà chiese di essere assistita anche dal punto di vista del design d’interni e dell’arredo. Il progetto si è rivelato un’occasione professionale importante e rara, anche se di non grandi dimensioni, per la possibilità di seguire l’intervento dalla grande alla piccola scala».

Uno dei temi che richiedeva attenzione era costituito dal trattamento dei fronti su strada, impaginati secondo uno schema storicista, con apparato decorativo tradizionale, dietro al quale però si cela una struttura portante risolta da un telaio in cemento armato.

«All’esterno – spiega Carli Moretti – l’approccio progettuale è consistito nel recupero di tutto l’apparato decorativo esistente e nella ricerca di un inserimento equilibrato delle nuove esigenze alle intrinseche caratteristiche architettoniche preesistenti. Da questi obiettivi sono emerse le prime scelte relative agli interventi da apportare al fronte: realizzare un nuovo cornicione ed un nuovo parapetto con proporzioni e composizione continui all’apparato decorativo della facciata; uniformare tutte le aperture del piano terra alle dimensioni delle più ampie porte-finestre esistenti; eliminare la recinzione esterna e completare in tal modo il collegamento tra edificio e città». La facciata si mostra ora con una sostanziale bicromia, risolta dai toni chiari delle fasce marcapiano, delle lesene e del cornicione, che inquadrano le campiture, risolte da una tinta tortora. All’interno del fabbricato l’intervento segue un iter del tutto diverso, vincolato dalla sola necessità di rileggere completamente gli spazi «attraverso processi visivi di semplificazione, per adeguarli alle necessità di lavoro e residenziali, abbattendo barriere architettoniche, inserendo tecnologie e componenti adeguati al contenimento dei consumi energetici e dei requisiti acustici passivi e cercando di utilizzare, per quanto possibile, tecniche e materiali locali e naturali». Il progettista decodifica la “base ritmica” del testo edilizio e ne riprende moduli e proporzioni, assoggettando in questo modo le scelte strutturali, distributive, formali e funzionali al tracciato regolatore, come mostrano le piante allegate. Il metodo di conduzione del progetto e del cantiere è quello di concordare le scelte con la committenza e di coinvolgere le maestranze nel corso dei lavori. Al piano terra gli originari laboratori vengono sostituiti da quattro uffici, che sfruttano completamente l’altezza interna, inserendovi piccoli soppalchi in acciaio e legno dall’esiguo spessore di sei centimetri; sono «realizzati in opera con profili estrusi a L di tipo industriale e assemblati a cassettoni su moduli quadrati che consentono di rileggere facilmente le proporzioni degli spazi». Sono inoltre valorizzati da grandi finestre con serramenti ad anta unica pivotante, che «accrescono il rapporto visivo con lo spazio urbano esterno» e da un pavimento continuo in ardesia grigia. Al piano primo vengono realizzati due appartamenti, con quello maggiore che vi destina la sola zona notte, costituita da due camere, altrettanti bagni e un guardaroba, mentre prosegue con la zona giorno nella mansarda ricavata nel sottotetto, raggiungibile dal piano terra per mezzo di un ascensore privato a suo uso esclusivo. Lo sbarco avviene con il totem del vano ascensore in cemento armato a vista, posizionato in zona baricentrica tra living e zona pranzo. L’ospite si trova in un inedito open space, caratterizzato dalla presenza di una grande copertura in acciaio scuro e legno lamellare chiaro, risolta con componenti assemblati in opera, «operazione che ha richiesto grande impegno e cura dei dettagli da parte di tutti gli artigiani e progettisti coinvolti; in questo modo l’immagine d’insieme è così affidata alla potenza visiva di questi soli tre materiali: il cemento a vista e il bianco e il nero, per acciaio, legno e pavimento in spatolato cementizio». Il nuovo spazio ottenuto si affaccia sul centro storico e verso un’area a verde pubblico con una nuova ampia vetrata continua scorrevole da cui si accede felicemente ad un terrazzo, ricavato in falda.

> Crediti

  • Progettista: Arch. Paolo Carli Moretti, Forlì
  • Committente: Immobiliare Mediterraneo srl, Forlì
  • Impresa edile: MC costruzioni, Forlì
  • Impianto elettrico: DF elettrotecnica, Forlì
  • Opere da fabbro (copertura e soppalchi): O&R srl Roncadello, Forlì
  • Opere da vetraio (soppalchi e parapetti): Vetreria Solemare, Castiglione di Cervia, RA
  • Fornitore pavimenti e rivestimenti: Sassi srl, Forlì
  • Forniture sanitari e materiale idrico e impiantistico: Idrozeta, Forlì
  • Fotografie: Eugenio Barzanti

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