Ravenna in Darsena, il mare in piazza

I 12 progetti, presentati da Comune e privati, per interventi sul comparto ex industriale sono stati accolti nel bando per la riqualificazione delle periferie. Si tratta di un piano da 26 milioni di euro, di cui quasi 13 a carico dello Stato. Ma il finanziamento non è certo

Renderig del pontile-passeggiata sopraelevata su via d’Alaggio affacciata sul Candiano. Il progetto, che prevede un percorso dalla testata della Darsena di Città fino al ponte mobile, riguarda i primi 280 metri (intervento n. 8)

Alla fine dello scorso mese di maggio, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha promosso, tramite bando pubblico, la presentazione di progetti finalizzati alla costituzione di un programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia, istituendo un fondo di 500 milioni di euro.
L’Amministrazione Comunale di Ravenna, appena insediata, decide di partecipare al bando e assume il ruolo di regia della fase propositiva unificando (e inquadrando) la tematica da sviluppare sotto il titolo: “Ravenna in Darsena, il mare in piazza”, con il chiaro intento di valorizzare il comparto urbano, tra i più pianificati della città ed esteso tra la stazione ferroviaria e il ponte mobile, tramite un programma circolare con partenza e arrivo nell’elemento acqua. Il finanziamento statale è definito dalla Relazione Generale elaborata dal Comune, come determinante per l’attuazione di programmi di riqualificazione da parte dei privati, che costituiscono la fetta maggiore delle proprietà interne al comparto, fermi a causa delle ristrettezze (e incertezze) dell’economia presente e del prossimo futuro, oltre che da una inadeguata dotazione infrastrutturale, su cui primeggia l’inadeguatezza del sistema fognario, che di fatto zavorra la Darsena di Città ancora al livello zero della rigenerazione. La richiesta di manifestazione di interesse, partita ad inizio luglio, ha portato il Comune a selezionare 12 progetti (uno solo quello escluso), di cui 8 di iniziativa privata e 4 di iniziativa pubblica, valutati in base alla migliore rispondenza a requisiti come: la capacità di innescare processi di riqualificazione sociale, economica e culturale di tutto il comparto; la capacità di promuovere la sinergia tra finanziamento pubblico e privato; la fattibilità economica e finanziaria; la tempestiva esecutività degli interventi. La citata relazione identifica nella marginalità, nel degrado e nella carenza di servizi i principali elementi di criticità che ancora impediscono alla Darsena di costituire un unico sistema territoriale, che vada dalla città al mare. L’area individuata per partecipare al bando è quella in destra al Canale, scelta perché sede di interventi di recupero già attuati e di iniziative capaci già adesso di richiamare e attrarre persone; il documento cita tra gli esempi di riuso l’area sportiva-ricreativa Darsena POP Up e l’ex Tiro a Segno come area culturale per eventi.

L’orizzonte del programma è quello di realizzare un quartiere evoluto, smart relativamente ai contenuti sociali, ambientali e tecnologici; un comparto accessibile ad ogni ora e che garantisca sicurezza, inclusività, partecipazione e attrazione per la maggior varietà di utenti.

“Ravenna in Darsena” è un programma ambizioso, considerate le lungaggini della pianificazione ordinaria e l’indeterminatezza temporale della sua applicazione, che ha declinato lungo tre linee di azione l’area che viene immaginata collegata (fulcro tra mare e città storica, ma anche connessa e capace di condividere conoscenze e informazioni), sicura e verso il decollo (garanzia di sicurezza sia in termini sociali che funzionali) e, infine, viva e con più servizi (recupero di aree e contenitori dismessi, incentivazione di servizi e imprenditoria, creazione di opportunità e occasioni di generare nuove economie e spazi di socializzazione).
I progetti, inquadrati all’interno delle previsioni del POC Tematico Darsena, sono tutti interrelati tra loro e scorrendo i contenuti principali ne emerge l’aspirazione ad un quartiere accessibile in continuità con il centro storico, tramite il prolungamento dell’esistente sottopasso ferroviario – trasformato in galleria d’arte – fino a emergere ancora più vicino alle banchine, mentre Piazzale Aldo Moro viene confermato e incrementato nella sua vocazione di nodo intermodale che potrebbe smistare treno, auto e bici (nuova stazione di bike sharing) con il collegamento al mare tramite battelli lungo il Canale (interventi 1 e 2). Anche la valorizzazione dell’acqua passa attraverso l’accessibilità e il progetto di un pontile privo di barriere architettoniche, per l’attracco di una nave (anch’essa accessibile) per i trasporto di persone da e per il mare (intervento 4); una seconda imbarcazione potrebbe effettuare il trasporto anche di cicli lungo itinerari didattici e visite guidate (intervento 5). L’intervento maggiormente strategico, capace di generare un processo rigenerativo più ampio, potrebbe essere la realizzazione della nuova rete fognaria in corrispondenza della quale è prevista la posa di una capillare rete in fibra ottica per il cablaggio completo del quartiere (intervento 8).
Le banchine sfuggono dalla loro natura sotto quota ed emergono dal loro grigiore grazie ad una passerella lignea larga 5,50 metri, estesa dalla testa del canale fino al ponte mobile, che con la sua sopraelevazione di 80 cm dal suolo avvicina il punto di vista del mare, fungendo come elemento di continuità (sedute e arredo urbano, scale e rampe) lungo tutto il bordo lungo canale del comparto a servizio delle nuove attività insediate (intervento 8, primo stralcio di 280 m). Tra i progetti inclusi nel programma si trova anche il secondo stralcio del progetto Darsena Pop Up (intervento 9), trattato già in un altro articolo di questo numero. Non mancano i recuperi di edifici di archeologia industriale dismessi come il pluri pubblicato ex Magazzino SIR (o SigarOne, intervento 10) e il riuso del Magazzino dell’area T posto in fregio alla banchina e destinato a spazio culturale ricreativo e attività espositive con attenzione al contenimento dei consumi energetici (intervento 11).
Il tema ambientale viene sviluppato anche nel programma di riqualificazione di un’area comunale da destinarsi ad attività legate al paesaggio, al clima, alla botanica e che prevede anche la realizzazione di orti urbani come campo di sperimentazione dei attività multidisciplinari e un parco urbano, aperto ad eventi culturali ed artistici (intervento 12). Nel programma sono confluiti anche interventi di tipo immateriale, come il progetto di una nuova piattaforma digitale collegata ai portali istituzionali, per la promozione turistica e delle attività insediate in Darsena, favorire l’inclusività, la partecipazione sociale e garantire il diritto di cittadinanza (intervento 3) e un sistema sperimentale per la sorveglianza e la sicurezza della Darsena (intervento 6).
Il computo finale ammonta a poco meno di 26 milioni di euro di opere dei quali 12.808.167 (pari al 49,26% del totale) previsti nella richiesta di finanziamento tramite il bando statale. Tra gli interventi spiccano il prolungamento del sottopasso e la passerella lungocanale, finanziate al 100% con fondi pubblici, e il recupero del SigaOne, finanziato quasi al 90% con fondi privati; l’area di intervento accoglie circa 10 mila abitanti e i tre proponenti pubblici coinvolti, con progetti su aree di competenza, sono il Comune di Ravenna, l’Autorità Portuale e RFI.
Il bando, al di là dei risultati, della graduatoria (pubblicata ad inizio gennaio) e dei prossimi passaggi esecutivi, ha certamente costituito un forte incentivo alla progettualità e ha innescato non poche speranze per città e territori che attendono da decenni l’occasione (e i fondi) per uscire dalla loro spirale di immobilismo nel campo della riqualificazione urbana. Sono state, infatti, 120 le proposte candidate al finanziamento per un totale di oltre 2 milioni di euro di opere, delle quali tuttavia solo le prime 24 avranno accesso al fondo. Ravenna classificata al 73° posto, come le altre 95 candidate escluse dal primo programma di finanziamento, attende (e spera) nella conferma dei fondi per il futuro; c’è da augurarsi che la spinta alla progettualità della scorsa estate non si spenga ma che piuttosto sia da stimolo per avvicinare questa immagine di nuova Darsena verso forme concrete di rigenerazione.