La messa in sicurezza del patrimonio edilizio

Annunciato il piano “Casa Italia” dopo l’ultimo terremoto fra ricostruzione, finanziamenti a lungo termine e incentivi fiscali per la prevenzione. Il parere degli agenti immobiliari

Casa Italia: non una casa, ma un gigantesco cantiere che dovrebbe abbracciare man mano tutta la penisola lungo alcuni decenni. Questa è stata la reazione del governo di Matteo Renzi all’indomani del terribile e drammatico terremoto che ha colpito il Centro Italia alle 3.36 del 24 agosto scorso, radendo al suolo i comuni di Amatrice e Accumoli in provincia di Rieti, Arquata in provincia di Ascoli Piceno e la sua frazione Pescara del Tronto. Quali sono le risorse in campo? Per il momento sul tavolo ci sono 12 miliardi già distribuiti in quattro ambiti: dissesto idrogeologico (5 miliardi), scuole (5 miliardi), cultura (un miliardo) e periferie (700 milioni). Il governo sarebbe poi disposto ad attivare due miliardi l’anno per la prevenzione, potenziando gli attuali ecobonus e i “sismabonus” del 65 per cento che finora hanno funzionato a singhiozzo, ossia bene per appartamenti e villette ma male per palazzi e condomini. Gli sgravi fiscali, e qui sta la novità “strutturale” in preparazione da parte del governo, diventerebbero di lunghissimo termine. Si ragiona su un orizzonte di almeno vent’anni, tant’è che lo stesso premier, lo ha definito un «progetto di lungo respiro, che richiederà anni, forse un paio di generazioni». E sempre il capo del governo sottolinea quanto il vero problema sia quello di creare una cultura della prevenzione, come a dire «i soldi ci sono ma non vanno usati a capocchia». Quali sono gli “umori“ del mercato immobiliari a fronte di questi possibili cambiamenti? «Quello della sicurezza – afferma Fabio Garoni, delegato Editoria e informatico di FIAIP Romagna –, è certamente uno degli aspetti più importanti quando parliamo di immobiliare: sicurezza dell’investimento e sicurezza della rivalutazione sono considerazioni delle quali ogni cliente tiene conto, ma in fondo il concetto di sicurezza che salta per primo alla mente è quello di “casa” come luogo solido, resistente, in grado di proteggere i nostri affetti e le nostre cose da ogni tipo di minaccia. Credo che vedere scalfita questa sicurezza, quella cioè di trovarsi in un luogo che psicologicamente percepiamo come “sicuro”, lasci delle ferite laceranti che guariscono in tempi lunghissimi». Nel Ravennate, però, non c’è particolare preoccupazione in tema di terremoti. «Nessuno finora – racconta Pierluigi Fabbri, presidente di FIMAA Ravenna – si è rivolto a noi mostrando esigenze o richieste particolari, anche se spesso nell’immediatezza di un accadimento si crea una forte ondata emotiva.

Di certo, però, un ragionamento serio sui rischi di sisma va affrontato soprattutto considerando che, secondo alcune statistiche rese note, dal 1600 a oggi, l’Italia ha conosciuto un grave terremoto ogni quattro anni. D’altra parte, solo per citare gli ultimi, quello dell’Emilia risale al 2012 e quello dell’Aquila al 2009. Il grosso problema italiano risiede nel tessuto morfologico dei centri storici italiani: a poco vale mettere in sicurezza la struttura della propria abitazione, se il vicino di casa a cui siamo attaccati non fa altrettanto». Fabbri ricorda inoltre lo scarso “apprezzamento” degli incentivi fiscali sino a oggi. «Per l’italiano medio – aggiunge –, ristrutturare significa cambiare le finiture, ossia fare un restyling superficiale, senza toccare le fondamenta o la struttura portante della casa. Inutile negarlo, non si è mai vista una corsa in tal senso… E non solo per la ristrutturazione con incentivi fino al 50 per cento, ma neppure per conferire alla propria abitazione una maggiore efficienza energetica, approfittando non solo di sgravi al 65 per cento, ma anche della possibilità di risparmiare ogni anno in bolletta. Di certo la tematica non è semplice, altrimenti sarebbe già stato fatto qualcosa». Eppure si può solo guardare avanti. «La prevenzione – commenta Garoni – è l’aspetto sul quale è necessario concentrarsi di più. La sfida è coniugare il rispetto per le nostre peculiarità paesaggistiche con la messa in opera di interventi finalizzati a rendere la bellezza “sicura”. Come spesso accade nel nostro Paese, si tratta di un problema di risorse, di coordinamento e, soprattutto, di visione. La solidarietà che gli italiani stanno dimostrando alle vittime del terremoto viene apprezzata in tutto il mondo, ma è innegabile che siamo più bravi a fronteggiare le calamità dopo che queste hanno dispiegato i loro devastanti effetti, piuttosto che a prevenirle. Penso che il progetto Casa Italia vada proprio in questa direzione: creare una consapevolezza, un’azione coordinata e congiunta, un progetto al quale dare continua applicazione anche nei momenti in cui non sembrano profilarsi pericoli all’orizzonte». D’altronde ben si sa, specialmente in questi giorni nei quali i sismologi affollano le trasmissioni televisive, che questi eventi sono quasi sempre imprevedibili, per cui si deve accettare il pensiero di destinare ingenti risorse a eventi che non si sa se e quando si verificheranno. «Occorre volontà prima di tutto – ribadisce Fabbri di FIMAA –. Il lavoro sarà lungo proprio perché riguarda il livello culturale prim’ancora che economico. A poco servono le leggi se poi non vengono applicate o se non sono effettuati controlli sulla bontà delle costruzioni. Si sa che in giro non tutti i costruttori costruiscono a regola d’arte, eppure anche nel periodo del boom immobiliare, le persone alla fine compravano più per la zona e la casa in sé che non per le informazioni raccolte sull’impresa edile. Quindi innalziamo i criteri per la messa in sicurezza della casa, ma prestiamo attenzione anche a chi costruisce onde evitare il ripetersi di scandali su edifici mal costruiti». Com’è la situazione sul nostro territorio? «L‘Emilia-Romagna – conclude Garoni di FIAIP – è interessata da una sismicità “media” che caratterizza soprattutto la nostra provincia e quelle limitrofe. La Regione dispone di un Servizio Geologico Sismico e dei Suoli che si concentra sulla pericolosità sismica, sullo studio degli effetti locali e sulle valutazioni di vulnerabilità delle costruzioni, effettuate in accordo con un apposito comitato tecnico-scientifico. Gli edifici di costruzione più recente offrono pertanto un’alta protezione contro gli eventi sismici, circostanza nota e apprezzata dalla clientela, mentre anche nel nostro territorio insistono immobili storici o semplicemente costruiti  “in economia”, come si faceva in passato, per i quali devono essere predisposti interventi di prevenzione adeguata».

Un disegno delle fondamenta “isolate” di una costruzione antisismica. Questo sistema attenua e neutralizza la propagazione del terremoto attraverso le strutture portanti della casa.

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