Adriatico, Mediterraneo, Mondo: a Ravenna arriva “Atlanti del presente”, una tre giorni di festival dedicata alla geopolitica e alla storia contemporanea. L’iniziativa è promossa da Casa Oriani e da Pandora Rivista, e porterà in città studiosi alcuni tra i più autorevoli protagonisti del dibattito culturale italiano. «L’obiettivo è quello di offrire uno spazio di riflessione sui grandi temi del presente – spiegano gli organizzatori -. Abbiamo scelto Ravenna come punto di osservazione per la sua storia e la sua naturale vocazione al dialogo nel Mediterraneo».
L’appuntamento è dal 24 al 26 luglio piazza San Francesco, cuore della manifestazione e teatro degli incontri serali, e al Mar per gli appuntamenti pomeridiani.
Si parte venerdì 24 luglio alle 17.30, nella Loggetta Lombardesca del Mar, con gli storici Alessandro Vanoli e Francesca Canale Cama, protagonisti dell’incontro Il Mediterraneo e l’Oriente. Alle 21.15, in piazza San Francesco, Lucio Caracciolo, direttore di Limes, terrà una Lectio dal titolo Medioceania, il nome segreto dell’Italia. sabato 25, alle 17.30, il Mar ospiterà il dialogo tra Michele Marchi e Luigi Mascilli Migliorini sul tema Ravenna crocevia tra terra e mare. In serata (21.15), Mario Del Pero si confronterà in piazza con Marcella Cocchi, caporedattrice di QN – Quotidiano Nazionale, nell’incontro L’Europa e il buio americano. La chiusura di domenica è affidata prima al dialogo tra Antonio Musarra e Francesca Roversi Monaco (ore 17.30, al museo) su Mondi mediterranei: conflitti e incontri. Infine, lo scrittore e drammaturgo Stefano Massini proporrà una riflessione a partire al suo libro Lo Zar, edito da Einaudi, dedicato alla figura di Vladimir Putin (Piazza San Francesco, 21.15).
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito, grazie alla collaborazione con il Comune di Ravenna, la Regione Emilia-Romagna, la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e Curti. È comunque consigliata la prenotazione sul sito di Pandora Rivista. «Atlanti del Presente – commenta l’assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia – nasce dall’esigenza di comprendere un mondo sempre più complesso, che spesso ci chiede di mettere in discussione gli schemi con cui siamo abituati a interpretarlo. È un invito ad allargare lo sguardo, confrontare punti di vista diversi e costruire strumenti più consapevoli per leggere il nostro tempo».



