Falsi alibi preparati artificiosamente, lapsus nelle conversazioni al telefono e l’esito di una perizia sulla voce: sono i principali argomenti a sostegno della sentenza di condanna all’ergastolo per due ex carabinieri di Alfonsine, il 62enne Orazio Tasca e il 63enne Angelo Del Dotto, per l’omicidio nel 1987 del 21enne Pier Paolo Minguzzi, terzo genito di una facoltosa famiglia di imprenditori dell’ortofrutta nel paese della Bassa Romagna.
I dettagli emergono dalla lettura delle 90 pagine delle motivazioni, depositate il 28 gennaio, della sentenza di secondo grado: il 30 settembre 2025 la corte d’assise d’appello di Bologna ha ribaltato l’assoluzione dei due ex militari arrivata nel 2022 a Ravenna «per non aver commesso il fatto». Confermata invece l’assoluzione di un terzo imputato, il 70enne Alfredo Tarroni, ex idraulico di Alfonsine.
Oltre alle motivazioni, nell’illustrazione della decisione il presidente della corte si sofferma anche su un tema rimasto sullo sfondo per tutta la durata del procedimento riaperto nel 2018: la percezione, più o meno concreta, di indagini imprecise e un tentativo diffuso di ostacolarle.
Seguirà l’articolo completo.
A questo link tutti gli articoli del procedimenti giudiziario riaperto nel 2018.
La riesumazione della salma di Pier Paolo Minguzzi nel 2018



