venerdì
08 Maggio 2026
Polizia

Un accusato dell’assalto all’Esp era già stato arrestato per una rapina identica del 2016

Il secondo arrestato è incensurato: incastrato dallo spuntino con pizze e arrosticini acquistato sulla via del ritorno verso la Puglia

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Uno dei due arrestati dalla polizia con l’accusa di far parte della banda di quattro persone che in meno di dieci minuti ha svaligiato un bottino da 325mila euro da due gioiellerie al centro commerciale Esp di Ravenna, a novembre 2025, era stato già arrestato per un colpo quasi identico da mezzo milione messo a segno dieci anni fa a Vasto (Chieti)

La circostanza è riportata nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita all’inizio di aprile ma resa nota dalla questura di Ravenna solo ieri, 7 maggio, a seguito della divulgazione della notizia da parte dei due quotidiani locali. A proposito delle molte corrispondenze fra le due rapine, il giudice per le indagini preliminari (gip) parla di «trascorsi giudiziari particolarmente suggestivi».

L’11 aprile 2016 fu colpita la gioielleria Sarni dentro a un Conad Superstore. Quattro uomini, di cui uno armato, con volti coperti da maschere in lattice in azione poco prima della chiusura serale. Fuggirono a bordo di una Alfa Romeo Giulietta appena rubata. Tutti dettagli che ricorrono nell’episodio ravennate, compreso il modello di vettura rubato per il blitz. Nel caso di Chieti il guidatore colpì un passante alla testa perché era al telefono e pensò che stesse dando l’allarme. Un primo arresto arrivò nel 2016 e un anno dopo altri due, tra cui il pugliese arrestato per il colpo di Ravenna.

È anche alla luce di questi dettagli che il gip parla di «professionalità degli autori, allarmante carenza di freni inibitori, spiccata capacità a delinquere, refrattarietà al rispetto delle regole di pacifica convivenza e inarrestabile propensione a commettere atti predatori per il soddisfacimento delle proprie esigenze». Questo profilo, unito al fatto che i due accusati sono privi di un’occupazione stabile, hanno portato il giudice a ipotizzare il rischio di reiterazione del reato, arginabile solo con la carcerazione preventiva. L’esperienza nel campo, se così si può dire, è emersa anche da un dettaglio messo a verbale nella denuncia presentata dalla responsabile di una delle due gioiellerie di Ravenna: pur agendo velocemente, i malviventi avevano accuratamente evitato di afferrare il cosiddetto “oro basso”, cioè quello di scarsa caratura.

Il 32enne, secondo gli investigatori della squadra mobile guidata dal commissario capo Paolo Verdecchia, il 10 novembre 2025 era alla guida dell’Audi A6 Avant con cui la banda lasciò Ravenna per rientrare in Puglia. Sue le impronte digitali trovate sul tagliando autostradale usato per pagare al casello di Atri-Pineto alle 23.02 (tre ore dopo la rapina). Era l’unico emesso dal casello di Forlì dove le telecamere hanno filmato l’Audi in ingresso alle 21.09. In totale la banda ha trascorso 24 ore nel Ravennate. L’Audi infatti è uscita al casello di Forlì il 9 novembre alle 21.15. Dove e come hanno trascorso le ore precedenti all’irruzione all’Esp è materia che la polizia cercherà di approfondire nel prosieguo delle indagini per individuare gli altri due complici.

Il 27enne arrestato insieme al 32enne deve invece rammaricarsi per essere andato a prendere uno spuntinon per il gruppo sulla via del ritorno. Due pizze, una ventina di arrosticini e alcune bevande: è quanto acquistato da asporto in un ristorante di Città Sant’Angelo (Pescara) durante una sosta di 27 minuti (dalle 23.21 alle 23.47). Le telecamere di videosorveglianza hanno filmato il suo volto, ma i sistemi informatici non hanno fornito compatibilità con alcun sospetto perché il giovane era incensurato.

L’identificazione è arrivata indirettamente alcuni mesi dopo quando è stato trovato in auto, durante un controllo di routine, in compagnia del 32enne di cui già erano state rilevate le impronte digitali sul biglietto dell’autostrada. E inoltre l’abbigliamento indossato quando ha ritirato gli arrosticini corrisponde a quello di uno dei quattro banditi ripresi dalle telecamere dell’Esp.

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