Il Comune di Cervia ha avviato ufficialmente le procedure per predisporre i bandi degli stabilimenti balneari. Con una Pec inviata mercoledì 10 giugno a tutti i concessionari della città, l’amministrazione comunale ha reso noto che sono stati nominati i cinque commercialisti previsti dalla normativa italiana per elaborare le perizie asseverate delle imprese balneari. La nomina è imposta dalla legge 143/2024 del governo Meloni (“decreto Infrazioni”), che obbliga ogni Comune a individuare cinque professionisti indipendenti e iscritti all’Ordine dei commercialisti per occuparsi delle perizie economiche sulle concessioni demaniali marittime.
Secondo quanto riportato nella Pec, a ogni concessione sarà assegnato un commercialista estratto a sorte. L’estrazione dovrebbe avvenire lunedì 15 giugno; dopodiché i professionisti inizieranno a calcolare le perizie asseverate. Le procedure selettive dovrebbero partire entro il 1° ottobre 2026 per le concessioni che non dovranno ricevere indennizzi ed entro il 31 dicembre 2026 per quelle su cui i commercialisti avranno calcolato gli indennizzi. Questi saranno a carico dei nuovi gestori, in caso di passaggio del titolo. Le riassegnazioni delle concessioni dovranno essere concluse entro il 30 giugno 2027, secondo quanto previsto dalla legge 143/2023, ma gli attuali concessionari potranno continuare a operare fino al 30 settembre 2027.
Lo scorso dicembre il Comune di Cervia aveva approvato una delibera sulle linee guida per le concessioni balneari. Oltre a indicare le modalità per riassegnare i 289 titoli sul territorio, la delibera affermava che gli uffici competenti avrebbero dovuto approvare i bandi «entro il 31 maggio 2026» e pubblicarli subito dopo. Tuttavia è probabile che le improvvise dimissioni della giunta di Mattia Missiroli, avvenute pochi giorni dopo l’approvazione della delibera, abbiano fatto allungare i tempi. Inoltre, come molti altri Comuni costieri, anche Cervia attendeva l’elaborazione del “bando tipo” da parte del Ministero delle infrastrutture che avrebbe dovuto essere approvato entro il 31 marzo scorso, ma di cui ad oggi non si sa nulla.
I bandi di Cervia riguarderanno tutte le concessioni di demanio marittimo esistenti sul litorale, che comprendono 216 stabilimenti balneari pubblici, 44 stabilimenti balneari a uso privato delle colonie, 7 concessioni relative a scuole di vela e noleggi di piccole imbarcazioni, 5 negozi, 3 ristoranti, 3 uffici, 2 piscine, il cantiere nautico sulla darsena di Milano Marittima, il traghetto che attraversa il portocanale, un ormeggio, un giardino e cinque concessioni “non assegnate”. Per tutti i titoli da riaffidare, gli uffici municipali hanno predisposto le schede tecniche con gli elementi catastali, le planimetrie e le pratiche edilizie. La perizia asseverata è l’ultimo tassello mancante per la documentazione da allegare ai bandi, che dovrà includere l’entità degli indennizzi sugli investimenti non ammortizzati ed effettuati negli ultimi cinque anni.
Oltre a Cervia, in riviera romagnola tra i primi a muoversi c’è anche il Comune di Rimini. Sempre mercoledì 10 giugno l’amministrazione del capoluogo balneare ha pubblicato nel Bollettino ufficiale regionale il bando per le prime 27 concessioni di spiaggia, che riguardano il litorale nord nella località di Viserba. Si tratta di aree destinate solo agli ombrelloni, senza alcun manufatto alle spalle. In questo tratto di costa, infatti, gli stabilimenti balneari insistono su terreni privati e pertanto non devono andare a bando secondo la direttiva Bolkestein. È probabile che il Comune di Rimini abbia deciso di partire da queste concessioni come una sorta di test, in quanto si tratta delle procedure più semplici e meno appetibili per la concorrenza.



