lunedì
27 Luglio 2026
Il dibattito

Caso Miss Addrizza, le donne Pd: «Rischio mercificazione». Critiche anche a Temptation Island

La Conferenza provinciale invita ad allargare il ragionamento dopo la sagra paesana di Granarolo con il concorso e le lottatrici nel fango

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La Conferenza delle Democratiche della provincia di Ravenna, uno spazio di confronto sui temi della parità di genere che conta circa 120 iscritte tra appartenenti e non al Pd, invita a prestare più attenzione critica verso quei contesti pubblici che possono apparire come goliardia per gli adulti, ma agli occhi dei più piccoli rischiano di normalizzare la mercificazione del corpo femminile, facendola apparire normale o addirittura imitabile. Il comunicato fa alcuni esempi: «Programmi televisivi come Temptation Island in cui gelosia, possesso e ruoli stereotipati vengono esaltati e normalizzati; il mondo della rete dove personaggi e contenuti sono portatori degli stessi messaggi; la festa locale di Granarolo Faentino che certamente non rappresenta un caso isolato; i cartelloni pubblicitari, spettacoli e forme di intrattenimento».

La presa di posizione della Conferenza delle Democratiche vuole allargare la riflessione prendendo come spunto del ragionamento il comunicato di Sos Donna e delle altre associazioni impegnate nel contrasto alla violenza di genere che hanno criticato Nottambula, la festa della birra di Granarolo, per avere organizzato spettacoli di lottatrici nel fango e il concorso Miss Addrizza.

«Da una parte si pongono forti limiti all’educazione sessuo-affettiva – affermano le Democratiche –, facendo leva su slogan come “giù le mani dai bambini”, “lavaggio del cervello finalizzato a una sessualizzazione precoce”, “promozione del gender” e altri concetti analoghi. Dall’altra, però, si evita di affrontare una realtà evidente: bambini e bambine entrano in contatto molto presto con temi che riguardano i sentimenti, la sessualità e le discriminazioni. L’età media in cui ciò avviene, soprattutto attraverso il web, ma anche tramite i media e una pubblicità che spesso promuove modelli di bellezza e sensualità in modo inappropriato, è compresa tra i 7 e gli 8 anni, ma le immagini possono avere un’influenza inappropriata già dai 3 anni».

La Conferenza delle donne dem invita all’assunzione di una responsabilità collettiva: «La libertà di espressione non può diventare un alibi per normalizzare il sessismo o la violenza simbolica. Una società più libera è una società capace di riconoscere la dignità di tutte e di tutti e di educare al rispetto, non alla sopraffazione. Serve un investimento culturale che parta dall’educazione alle relazioni, all’affettività, al rispetto reciproco e alla parità. Un’educazione sessuo-affettiva diffusa, nelle scuole e nella società, rappresenta uno degli strumenti più efficaci per sviluppare uno sguardo critico e riconoscere quando il divertimento, lo spettacolo o la comunicazione riproducono modelli fondati sulla discriminazione e sulla disuguaglianza.
Per questo riteniamo indispensabile un ripensamento complessivo dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, riconoscendola come parte essenziale del percorso di crescita delle nuove generazioni. È uno strumento fondamentale per prevenire la violenza e il bullismo e per fornire a ragazze e ragazzi gli strumenti necessari a leggere con consapevolezza la realtà che li circonda».

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