lunedì
27 Luglio 2026
Caso Miss Addrizza

Il Comune prende le distanze dalla festa con lottatrici nel fango: «Non aveva il patrocinio»

L'ex macello di Granarolo in concessione da tempo all'associazione Starinsieme. L'assessore: «Occorre evitare iniziative che veicolano modelli basati sulla mercificazione del corpo femminile»

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Il Comune di Faenza fa sapere che la festa Nottambula di Granarolo Faentino, dove si sono svolti gli spettacoli delle lottatrici nel fango e il concorso Miss Addrizza che sono stati criticati dalle associazioni femministe, non ha goduto del patrocinio del Comune. Lo spazio dove si svolge la manifestazione, l’ex macello di via Fabbra, è di proprietà comunale ed è stato affidato da tempo attraverso convenzione all’associazione Starinsieme Aps che oltre a Nottambula organizza anche altre iniziative nella frazione come il carnevale dei ragazzi.

Per la manifestazione Nottambula, presentata come festa della birra, l’ente pubblico ha ricevuto esclusivamente la comunicazione tecnica per la somministrazione di cibi e bevande (la cosiddetta Scia), un atto dovuto che per sua natura non prevede una valutazione di merito da parte dell’amministrazione.

Le precisazioni arrivano da Gianluca Baccarini, assessore alle Politiche di Genere del Comune di Faenza.

«Sul piano culturale e politico la posizione dell’amministrazione è netta – afferma Baccarini –: occorre evitare iniziative palesemente anacronistiche che veicolano modelli basati sulla mercificazione e stereotipizzazione del corpo femminile e non in linea con la visione di una comunità equa, inclusiva e rispettosa della dignità della donna».

Baccarini ricorda che sagre di paese e momenti di festa nelle frazioni sono un bene prezioso della comunità perché generano socialità, incontro e volontariato. «Proprio per tutelare questo patrimonio, riteniamo fondamentale che tali occasioni si svolgano sempre nel pieno rispetto di tutti e di tutte, integrando l’attenzione alla parità di genere e il contrasto a ogni forma di discriminazione tra i principi guida nell’utilizzo degli spazi pubblici».

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