Abbattuti sei pini monumentali del complesso di San Vitale e Galla Placidia: le operazioni nell’area dei monumenti Unesco si stanno concludendo in queste ore, autorizzate da soprintendenza e prefettura, dal corpo forestale e dal comune (ufficio Verde comunale), sulla base di una serie di perizie di tecnici agronomi e di prove strumentali eseguite sugli alberi.
Secondo quanto riportato dalla diocesi, le verifiche avrebbero evidenziato un grave rischio di caduta in caso di eventi atmosferici importanti. Il taglio non era però stato annunciato con chiarezza: nei giorni scorsi, il sito della curia aveva annunciato la chiusura del complesso per due giorni (25 e 26 giugno) mentre sulla strada sono stati installati cartelli che indicavano “lavori di potatura” in programma per stesse le giornate.
Secondo gli attivisti di Italia Nostra Ravenna e Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna, però, si trattava di un tentativo di depistaggio per nascondere l’abbattimento degli esemplari. «Una dinamica già vista a Lido di Savio, dove il comune ha firmato ordinanze last minute e incomplete per evitare richieste sospensive e azioni giudiziarie» spiegano gli attivisti, che nella giornata di ieri (24 giugno) hanno organizzato un presidio in piazza Arcivescovado per chiedere chiarezza sul destino dei pini domestici del sito. Nonostante la richiesta di accesso agli atti e il tentativo di interagire direttamente con gli uffici operativi della diocesi, però, non sono state date risposte sulle operazioni in programma oggi.
«È con grande rammarico e con l’obiettivo prioritario di tutelare l’incolumità di cittadini, dipendenti e turisti, oltre che salvaguardare il patrimonio culturale, garantendone la fruizione alle future generazioni, la Diocesi di Ravenna-Cervia ha disposto l’abbattimento degli alberi – comunicano dalla curia -. Le autorizzazioni necessarie da parte delle autorità di pubblica sicurezza sono arrivate dopo che gli enti preposti hanno esaminato i dati delle perizie eseguite e sulle base delle valutazioni sui rischi rilevati per le persone e per il sito».
Tra i reclami degli attivisti, anche il fatto di non aver mai ricevuto risposta alla richiesta formale di confrontare le verifiche della diocesi ai pareri di altri esperti e agronomi qualificati: «Nessuno pensa che un albero valga più di un sito Unesco – spiegano gli ambientalisti -, ma quegli alberi, sani alla vista, fanno da ottant’anni parte del contesto stesso del monumento. L’obiettivo sarebbe quello di tutelare quanti più esemplari sani possibile».
Nel frattempo, la diocesi di Ravenna-Cervia ha avviato un progetto di ripiantumazione di altri alberi nell’area, che verrà sottoposto agli enti competenti per le autorizzazioni necessarie.
Il video del presidio:



