Oltre 800 metri quadrati di spiaggia pubblica occupati e utilizzati come deposito di lettini e altre attrezzature, aree sottratte alla libera fruizione, pedalò sulla battigia, cartelli con la scritta «spiaggia privata» e anche prodotti ittici senza documentazione sulla tracciabilità. È il bilancio dei controlli effettuati nei giorni scorsi da Guardia Costiera e Polizia Locale di Ravenna lungo il litorale.
Il caso più rilevante riguarda tre stabilimenti balneari di Marina Romea (i bagni Battigia, Sirenetta e Paradiso) riconducibili alla stessa società. Qui gli accertamenti hanno portato a individuare tre aree di arenile utilizzate, secondo quanto contestato, al di fuori di quanto previsto dalle concessioni: una di 672 metri quadrati, una di 52 e una di 87,50, per un totale di 811,50 metri quadrati di demanio pubblico. Le aree erano utilizzate soprattutto come deposito di attrezzature e per attività di servizio agli stabilimenti. Al termine dei controlli, gli oltre 800 metri quadrati di spiaggia sono stati liberati, restituendo l’area alla libera fruizione.
Il legale rappresentante della società è stato segnalato all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di occupazione abusiva di area demaniale marittima.
Ma le irregolarità riscontrate non si sono fermate all’occupazione dell’arenile. Sono stati contestati cinque verbali amministrativi per complessivi 8.236,66 euro, per violazioni che riguardano il libero passaggio sulla battigia, il noleggio di natanti senza la documentazione e l’assistenza ai bagnanti richieste, la sicurezza della balneazione, l’accessibilità al mare per le persone con disabilità e il deposito di lettini fuori dalle aree in concessione.
A Marina Romea i controlli hanno interessato anche un altro stabilimento, il Boca Barranca. All’interno dell’area in concessione erano stati installati cartelli con la scritta «Spiaggia privata», che potevano far pensare che l’arenile non fosse pubblico. Per questa violazione è stata contestata una sanzione di 1.032 euro ed è stata disposta la rimozione dei cartelli.
A Punta Marina, invece, gli agenti hanno trovato lungo lo stradello che conduce a una spiaggia libera alcune strutture in acciaio e vetro che ostacolavano il passaggio dei bagnanti. Nello stesso stabilimento – il Cala Cedrina – una parte della battigia era occupata da pedalò destinati al noleggio e un tavolo da beach soccer era stato collocato fuori dall’area in concessione. Da qui sono arrivate altre sanzioni: 1.032 euro per le strutture e le attrezzature collocate sul demanio, con l’obbligo di rimuoverle, e 3.672 euro per l’attività di noleggio di natanti effettuata senza la prescritta comunicazione all’Autorità marittima. I controlli si sono poi spostati anche al ristorante dello stabilimento, dove è stata trovata una partita di prodotti ittici priva della documentazione necessaria a garantirne la tracciabilità. È scattata una sanzione di 2.000 euro e il sequestro del prodotto.
In totale, considerando le diverse contestazioni, le sanzioni amministrative ammontano a circa 16mila euro.



