La motorizzazione civile della provincia di Ravenna fino al 18 agosto ha rilasciato 796 contrassegni identificativi per monopattino (Cim) su 179.800 rilasciati in tutta Italia. È il cosiddetto “targhino”, divenuto obbligatorio dal 16 maggio scorso per effetto della riforma del codice della strada del 2024. A Ravenna sono stati richiesti tutti da privati, nessuna impresa di noleggio ha avanzato richieste di rilascio.
Il possesso del targhino – un rettangolo adesivo di dimensioni 5×6 cm – è il requisito necessario per assolvere a un altro obbligo, entrato in vigore il 16 luglio scorso: una polizza assicurativa di responsabilità civile. A completare il quadro degli obblighi per l’uso dei monopattini elettrici vanno citati il casco (per tutti, maggiorenni compresi) e la dotazione del mezzo di luci e frecce.
Nell’ultimo mese, dall’entrata in vigore dell’obbligo di copertura assicurativa, a Ravenna sono stati rilasciati 110 Cim sui quasi 800 totali. A livello nazionale il primo numero rilasciato è stato il BJR222 il 24 marzo scorso a Livorno, mentre a Ravenna il primo è stato il BSW222 rilasciato il 27 marzo.
Il contrassegno si richiede e si paga online sul portale dell’automobilista, un sito del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’adesivo va attaccato sul parafango posteriore o, in alternativa, sul piantone anteriore (vedi qui le indicazioni per la corretta applicazione). Non è rimovibile (in caso di acquisto di un nuovo mezzo va richiesto un nuovo contrassegno). Costa circa 35 euro tra bollo, diritti e costo del contrassegno (da pagare con i canali PagoPa). Una volta completata la procedura online si riceve una email per prenotare un appuntamento in un ufficio della motorizzazione civile dove ritirare la targa.
Il 17 luglio dalla redazione abbiamo completato la procedura di richiesta sul portale dell’automobilista. Serve Spid o carta d’identità elettronica per autenticarsi. La procedura è poco intuitiva (non c’è un link in evidenza sulla home page), ma grazie a qualche tutorial che si trova su Youtube si riesce a completarla in circa mezz’ora. A distanza di una settimana è arrivata la mail per la prenotazione dell’appuntamento alla motorizzazione di Ravenna. Ma entrando nel portale risultava impossibile scegliere una data per l’appuntamento. Pochi giorni dopo è arrivata una email dagli uffici della motorizzazione con la disponibilità di due date per il ritiro. Dal 4 agosto, con una procedura che ha richiesto meno di dieci minuti, abbiamo il targhino richiesto.
«L’analisi della domanda è gestita generalmente a livello centralizzato – spiega l’ingegnere Alberto Vecchio Domanti, responsabile della sezione di Ravenna della motorizzazione –. L’ufficio locale pertanto in questi casi, previa verifica della correttezza dello stato della pratica, consegna il Cim al richiedente. A Ravenna è possibile presentarsi allo sportello anche senza prenotazione, purché sul portale dell’automobilista risulti che lo stato della pratica è “completata”. Per agevolare la distribuzione abbiamo inviato e-mail massive per avvisare l’utenza con tale stato che potevano presentarsi senza la prenotazione, un buon 50 percento non ha risposto altri hanno segnalato di aver inoltrato più richieste per il rilascio e che avevano già ritirato il Cim. Ad oggi, 18 agosto, risultano circa 30 richiedenti che non hanno ancora completato l’iter, con o senza prenotazione attiva».
Le questioni dolenti arrivano con l’assicurazione. Per assicurare un monopattino in provincia di Ravenna servono anche più di 300 euro all’anno. È la cifra che emerge da una rilevazione empirica fatta dalla redazione di Ravenna&Dintorni. Abbiamo contattato otto agenzie del territorio di otto compagnie assicurative diverse: ci siamo presentati come comuni cittadini interessati a un preventivo sommario per la copertura di un mezzo di nostra proprietà. Il premio richiesto è ben al di sopra di quei 35-55 euro di alcune stime precedenti all’entrata in vigore dell’obbligo.
La polizza Rc sui monopattini ha un funzionamento del tutto paragonabile a quella sui veicoli comuni. Si paga un premio annuale, cioè il costo effettivo della polizza, che varia a seconda della zona di residenza e della classe di rischio a cui appartiene l’intestatario del monopattino: tecnicamente si chiama “classe di merito”, è una sorta di punteggio numerico legato alla sua storia di incidenti.
Le classi vanno da 1, la migliore, cioè quella assegnata ai proprietari che in passato hanno fatto pochi incidenti e a cui si possono offrire polizze meno care, a 18, quella assegnata a chi fa spesso incidenti, che quindi è costretto a pagare un premio più alto. Se si passa un anno senza fare incidenti, si scende di una classe (e quindi il premio da pagare diminuisce); se si provoca un incidente, al contrario si sale di due classi (e quindi si paga di più). Chi si assicura per la prima volta parte dalla classe 14.
Siccome non esiste uno storico degli incidenti in monopattino, non è chiaro se nella pratica le società assicurative applicheranno di default la classe 14 per tutti o se si potrà trasferire la classe degli altri veicoli che si hanno intestati. In teoria il trasferimento lo prevede il cosiddetto decreto Bersani, per il quale si può ereditare la classe di rischio di un familiare convivente o di quella di altri veicoli.
A Ravenna abbiamo contattato 5 agenzie. La prima ci dice che il costo varia tra 280 e 380 euro all’anno con guida esclusiva. Un’altra agenzia, invece, ci comunica circa 220 euro. Prezzo identico alla quarta agenzia che ci fornisce i dettagli della copertura: 6,45 milioni di euro di massimale per danni a persone e 1,3 milioni verso cose; guida libera. La richiesta più bassa che abbiamo trovato è 91 euro annui. C’è anche chi non è ancora in grado di fare preventivi perché le polizze specifiche per i monopattini sono ancora in fase di definizione.
Spostandosi dalla città, a Cervia un’agenzia parla di 200 euro. I preventivi più elevati arrivano da Faenza e Lugo dove il costo supera i 315 euro annui e la copertura riguarda esclusivamente la responsabilità civile verso terzi, senza includere garanzie aggiuntive come gli infortuni del conducente o l’assistenza.
A queste ultime due agenzie abbiamo chiesto spiegazioni sulla cifra molto superiore alle stime circolate. Secondo l’assicurazione faentina il motivo sarebbe legato alla valutazione del rischio che viene considerato «altissimo». A Lugo, invece, la scelta dei costi ha un’altra natura: «Il rischio non si sa ancora se sia alto, è semplicemente non riconosciuto, pertanto ci vorrà una fase di sperimentazione per capire se i prezzi potranno scendere, o salire ulteriormente».



