venerdì
21 Agosto 2026
il caso

Il questore chiude per tre giorni una discoteca, la rabbia dei titolari: «Quest’anno nemmeno una rissa»

Il provvedimento notificato al Matilda Touché di Marina di Ravenna, che sposta l'evento serale in spiaggia

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Tre giorni di chiusura per il Matilda Touché di Marina di Ravenna. Il provvedimento è stato notificato oggi (21 agosto) alla storica discoteca dei lidi ravennati e, in attesa di conoscere nel dettaglio le motivazioni della Questura, il locale ha annunciato la sospensione dell’appuntamento in programma questa sera. La serata, però, non è stata annullata: l’organizzazione ha comunicato lo spostamento al Marina Bay, dove dalle 24 sarà possibile assistere all’evento con ingresso libero. Il prossimo appuntamento al Matilda è invece fissato per venerdì 28 agosto con Vidaloca.

A contestare il provvedimento è uno dei titolari del locale, che in un lungo post pubblicato sui social ricorda i suoi vent’anni di attività al Matilda e sottolinea come quella in corso sia stata, a suo dire, una stagione particolarmente tranquilla. «Nemmeno una rissa, non un tafferuglio. Niente di niente».

Il riferimento è al provvedimento di chiusura, che il titolare collega a episodi avvenuti nelle vicinanze del locale, ma non all’interno della discoteca. «Chiudere una discoteca perché nel paese dove è situata succede un tafferuglio a 3 km di distanza – sostiene – è come decidere di far chiudere un bordello perché in un parcheggio a un chilometro di distanza vengono beccati due giovani a fare sesso in macchina».

Il gestore richiama inoltre le numerose chiusure disposte nelle ultime settimane nei confronti di locali italiani attraverso l’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, contestando l’opportunità di un provvedimento che, sottolinea, finisce per avere conseguenze anche sui lavoratori.

Il locale, nel frattempo, comunica di avere «garantito piena collaborazione e massima disponibilità alle autorità competenti», aggiungendo di confidare «nel lavoro onesto e obiettivo delle istituzioni» e di voler continuare a collaborare.

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