La polizia ha arrestato un 40enne albanese a Ravenna per aver violato il divieto di avvicinamento all’ex compagna: l’uomo l’ha seguita fino nell’androne della questura dove la donna era andata proprio per integrare una denuncia già presentata contro di lui. È successo nella mattinata del 18 agosto. Il provvedimento di divieto di avvicinamento, emesso dal tribunale, risale al 20 luglio.
L’uomo era controllato con un braccialetto elettronico. Gli operatori della sala operativa della questura hanno ricevuto la segnalazione che scatta quando il dispositivo entra nel raggio vietato. Contattata al telefono la donna ha riferito di trovarsi in un luogo sicuro, ma temeva che l’ex fosse riuscito a individuarne la collocazione. Poco dopo, mentre la donna si trovava presso negli uffici di questura in viale Berlinguer, il dispositivo generava un nuovo allarme, classificato con il massimo grado di urgenza, indicativo della presenza dell’uomo a brevissima distanza dalla persona offesa. Quest’ultima riferiva che poco prima, all’esterno della struttura, l’uomo l’aveva avvicinata nel tentativo di intrattenere una conversazione e che, nonostante l’assenza di qualsiasi riscontro da parte di lei, aveva insistito nel proprio intento anche all’interno dell’androne della questura. La circostanza trovava conferma nelle immagini del sistema di videosorveglianza.
La versione fornita dal 40enne è diversa: sarebbe andato in questura per questioni burocratiche legate al permesso di soggiorno e mentre andava al bar avrebbe incontrato per caso l’ex compagna, senza che il braccialetto elettronico suonasse.
Nel processo per direttissima celebrato ieri mattina, 19 agosto, il giudice non ha ritenuto attendibile la versione fornita dall’uomo e ha disposto la custodia cautelare in carcere, ritenendola l’unica via per la sicurezza della donna.



