«I mosaici di Ravenna? come un fumetto». In darsena l’opera “eretica” di Barberini

Inaugura al Mag in occasione della Notte d’oro Off la mostra dell’artista ravennate

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Un particolare dell’opera di Barberini

Questa sera (venerdì 6 settembre) alle 22 al Magazzeno Art Gallery di via Magazzini Posteriori (al civico 37, in darsena di città), durante la Notte d’Oro Off e in occasione della biennale RavennaMosaico, inaugura “Particle”, mostra personale di Luca Barberini, mosaicista ravennate.

Il programma della Notte d’Oro Off di venerdì 6 ottobre

Ritratto Luca Per Particleo

Luca Barberini

Classe 1981, Barberini è un artista ravennate che rilegge e riaggiorna i linguaggi del mosaico attraverso le sue opere e attraverso il lavoro fatto nel suo studio, Koko Mosaico, in via di Roma a Ravenna. Negli anni ha collaborato con vari artisti ed esposto in Italia e all’estero ottenendo molti riconoscimenti.
Luca, cosa vedremo in Particle? Su che tipo di ricerca stai orientando il tuo lavoro?
«Finalmente, dopo due anni torno ad esporre a Ravenna, per l’occasione ho deciso di realizzare un mostra con una nuova visione, almeno per quanto riguarda i miei passati, infatti esporrò un’unica opera. Forse è un po’ azzardato ma lo spazio della Galleria, con questa parete enorme, mi ha immediatamente catturato e la soluzione “one work, one show” mi è sembrata subito interessante».
Cosa caratterizza ancora oggi il linguaggio del mosaico dalle altre forme di creatività visiva? Si può ancora fare una distinzione?
«Mah, mi sento di dire che a questo punto possiamo fare a meno delle distinzioni, non mi interessa la tecnica del mosaico in sé, mi interessa quello che posso comunicare con essa, quindi la stravolgo, la sintetizzo e per alcuni punti di vista l’anniento. Michele Tosi diceva che il mio era un mosaico “eretico”».
Che lezioni può ancora trarre un giovane mosaicista nel 2017 dal glorioso passato dei mosaici paleocristiani custoditi a Ravenna?
«In realtà, oramai non sono più tanto giovane! Quello che ho tratto e che traggo ogni volta che ricapito a visitare questi luoghi un tempo sacri è la velocità con cui il messaggio tessuto attraverso quelle centinaia di migliaia di tessere riesce ad emergere e rimanerti stampato in fronte. Proprio come fa un fumetto».
Tra gli artisti contemporanei che usano o hanno usato il mosaico, quali sono il tuo riferimento?
«Nessuno. Il mio riferimento sono un mix di immagini, momenti, attimi, situazioni che elaboro e rielaboro e che alla fine trovano una giusta collocazione tra i miei pensieri e le mie volontà».

La mostra, a cura di Alessandra Carini, come anticipa Barberini nella breve intervista qui sopra è concentrata in un’unica grande opera mai esposta prima, realizzata appositamente per lo spazio di Magazzeno. «Un grande mosaico sociale – scrivono dal Mag – con misure monumentali che, con un linguaggio diretto e comprensibile, è adatto sia ai bambini che agli adulti, tema questo molto caro alla galleria, incentrata su un’arte che sia fruibile da chiunque».

La mostra sarà visitabile fino a sabato 25 novembre nei giorni di mercoledì, giovedì, venerdì dalle 16 alle 19.30; il sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.30.

Info: www.magazzeno.eu

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