Rai Uno trasmette il concerto di Muti per le Vie dell’Amicizia del Ravenna Festival

Il maestro ha diretto l’orchestra Cherubini e un coro di artisti italiani e ucraini il 14 luglio a Loreto

14 7 2022 Loreto ©MarcoBorrelli 140722 08646Andrà in onda su Rai Uno a partire dalla mezzanotte tra il 5 e il 6 agosto (dal giorno successivo disponibile anche su Raiplay) il concerto che il maestro Riccardo Muti ha diretto lo scorso 14 luglio presso il santuario pontificio della Santa Casa di Loreto nell’ambito dell’iniziativa nota come “Le vie dell’amicizia” che Ravenna Festival porta avanti dal 1997 con la collaborazione ininterrotta della tv di Stato.

La cittadina marchigiana è stata l’ultima tappa del progetto del Festival che visita luoghi simbolo della storia antica e contemporanea e che quest’anno ha unito, sulle orme dei devoti che da secoli trovano conforto e speranza nella preghiera, i santuari mariani di Lourdes e Loreto in un doppio pellegrinaggio.

14 7 2022 Loreto ©MarcoBorrelli 140722 08728Alla guida della sua Orchestra Cherubini e di un Coro di artisti italiani e ucraini (ai Cori Cherubini e Cremona Antiqua, preparati da Antonio Greco, si è unito il Coro del Teatro dell’Opera Nazionale d’Ucraina “Taras Shevchenko” diretto da Bogdan Plish), Riccardo Muti si è fatto portatore ancora una volta del messaggio universale di pace e di speranza. «La pandemia – ha sottolineato infatti il maestro – ci ha resi ancora più consapevoli della nostra fragilità, dell’universalità dell’esperienza del dolore. Ma la sofferenza non è il solo linguaggio che non conosce confini. La musica supera tutte le diversità di cultura, lingua e religione e ancora una volta può farsi ambasciatrice di pace e solidarietà».

14 7 2022 Loreto ©MarcoBorrelli 140722 09341Un messaggio che passa attraverso i quadri solenni eppure di trasparente semplicità del Magnificat di Vivaldi affidati alle voci di Arianna Vendittelli e Margherita Sala, eppoi nella tensione che pervade ogni nota dei Pezzi Sacri di Verdi, Stabat Mater e Te Deum. E ancora nella lievità danzante del Concerto per corno K412 di Mozart, esaltata dal talento di un solista come Felix Klieser, miracolo della tenacia e della volontà (privo delle braccia si è conquistato il successo internazionale suonando con gli arti inferiori). Ma che si condensa anche nelle voci evocative del Coro del Teatro nazionale di Kiev (che dopo aver trovato per alcuni mesi rifugio di vita e artistico a Ravenna è rientrato in Ucraina nei giorni scorsi) come in quelle esili e toccanti di una madre e una figlia imploranti la salvezza nella Preghiera alla Beata Vergine della compositrice ucraina Hanna Havrylec’, scomparsa a febbraio. Poi anche in quella più cruda e acuta di un cantore della tradizione basca come Beñat Achiary. Un mosaico di voci e culture che si intrecciano per sfociare in quel miracolo che è l’Ave Verum di Mozart, che i bambini del coro Vocincanto intonano dal sagrato della basilica di Loreto in un momento di raccoglimento e di commozione vera, per tutti.

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