La Federazione delle Cooperative della Provincia di Ravenna acquisisce la Collezione Zambrini, un importante patrimonio artistico donato dalla famiglia Zambrini. Le opere saranno conservate presso la sede e una parte della raccolta sarà progressivamente esposta.
«Grazie a questa operazione, sarà preservato, custodito e valorizzato, evitando il rischio di dispersione e rendendolo progressivamente fruibile alla comunità attraverso iniziative espositive e culturali – dicono dalla Federazione – . La scelta nasce dalla volontà di contribuire concretamente alla tutela del patrimonio culturale del territorio e di rendere omaggio all’arte romagnola, riconoscendo il valore storico e documentario della raccolta e l’importanza di conservarla in modo unitario».
La Collezione Zambrini è una raccolta d’arte entrata a far parte del patrimonio della Federazione grazie alla donazione della famiglia Zambrini. È costituita da un nucleo significativo di opere che documentano alcuni dei principali orientamenti dell’arte italiana del secondo dopoguerra, con particolare attenzione al dialogo tra ricerca informale e figurazione realista. Tra i fondi più importanti figura la raccolta di 266 incisioni di Giulio Ruffini, autore le cui numerose opere sono conservate al Mar di Ravenna, che rappresenta una parte essenziale della produzione dell’artista tra il 1953 e il 1999. La collezione offre uno spaccato della sensibilità di Primo Zambrini come collezionista, capace di valorizzare linguaggi artistici differenti e complementari. Si tratta di una testimonianza di grande interesse per comprendere l’evoluzione dell’arte contemporanea in Romagna e in Italia, oltre a rappresentare un patrimonio di rilevante interesse storico e culturale.
«La Collezione Zambrini rappresenta una testimonianza significativa della storia artistica del nostro territorio – dichiara Fabio Sbaraglia, assessore alla Cultura del Comune di Ravenna – e la disponibilità della Federazione delle Cooperative ad acquisire e valorizzare questo importante patrimonio costituisce una scelta di grande responsabilità nei confronti della comunità. Grazie a questa operazione la raccolta resterà unita, sarà tutelata e potrà continuare a raccontare una parte importante della vicenda culturale ravennate e romagnola».



