Dopo il successo del debutto dello scorso anno, Mare d’Arte Festival torna ad animare Milano Marittima con una serie di appuntamenti culturali che creano un filo conduttore ideale tra la cittadina romagnola e la metropoli di Milano. Il punto di unione è la figura di Giuseppe Palanti, artista e urbanista milanese che immaginò e progettò la città-giardino di Milano Marittima. Il 2026 è anche l’ottantesimo anniversario della scomparsa de progettista e della nascita della Fondazione Palanti Romussi Ets, per questo la programmazione del festival metterà al centro la volontà di creare connessioni tra territori, comunità e visioni differenti. Non a caso, l’evento di anteprima di Mare d’Arte sarà ospitato il 26 giugno a Milano, con un’installazione di Jacopo di Cera negli spazi del The Sanctuary Milan, che verrà successivamente trasferita a Milano Marittima, dove resterà visitabile da luglio fino alla fine di agosto.
Dal 3 al 12 luglio la città si prepara quindi ad ospitare momenti e incontri gratuiti dedicati ad arte, musica, letteratura, filosofia e spettacolo dal vivo diffusi in diversi luoghi iconici della località, dalla Rotonda Primo Maggio, alle spiagge e al porto. Tra le novità più significative di questa seconda edizione c’è l’ingresso di Nicolas Ballario, curatore della mostra di Jacopo di Cera e vincitore del Premio Bassani. Ballario è una delle figure più autorevoli del panorama critico e divulgativo italiano, e si è formato proprio accanto a Oliviero Toscani. La scelta contribuisce quindi a rafforzare il posizionamento culturale del festival sotto la direzione artistica di Gianluca Orazi, creando inoltre una linea di continuità con l’installazione protagonista della prima edizione “Razza Umana”, firmata dallo studio di Toscani. Tra gli obiettivi di Mare d’Arte, infatti, c’è quello di non esaurirsi nella dimensione temporale del festival, ma di produrre contenuti che entrano stabilmente nel patrimonio pubblico, sia idealmente che concretamente. come nel caso dell’opera Non basta il canto delle sirene di Valerio Berruti. La monumentale “sirena bambina” è stata installata la scorsa estate sulla scogliera del Molo Nord di Milano Marittima, e ospiterà quest’anno l’evento di chiusura del festival, un confronto tra Valerio Berruti e Jacopo Di Cera. Tra gli appuntamenti più attesi, anche il pop di Paola Iezzi, le riflessioni socio-linguistiche di Vera Gheno e il cantaurato di Violante Placido.
«Non è un caso che Mare d’Arte Festival si apra idealmente proprio a Milano, rafforzando un rapporto storico che appartiene all’identità stessa della nostra comunità – commenta il sindaco di Cervia Mirko Boschetti -. Con Mare d’Arte valorizziamo gli spazi pubblici, arricchiamo il patrimonio collettivo e promuoviamo Milano Marittima come luogo in cui bellezza, creatività e qualità della vita si incontrano. Un percorso che rende la cultura un elemento permanente di crescita e attrattività per il territorio. Mare d’Arte Festival rappresenta una delle espressioni più significative della visione culturale che stiamo costruendo per Milano Marittima».
IL PROGRAMMA
Venerdì 3 luglio – ore 18.30 Cocktail d’apertura Festival + Vernissage “Prospettive”. Club Milano 273 e Viale Gramsci / Umami Caffè.
Apertura pubblica del festival con interventi dell’artista Jacopo Di Cera, il curatore Nicolas Ballario, il direttore artistico Gianluca Orazi, l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi, il Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, il Sindaco del Comune di Cervia Mirko Boschetti, l’Assessora alla Cultura del Comune di Cervia Federica Bosi.
Sabato 4 luglio – ore 21.00 Paolo Stella, True + ore 22.00 Emiliano Blangero con il duetto d’archi, Someplace. Mosquito Beach.
Doppio evento serale. L’attore, creator e interior designer Paolo Stella presenterà “True” il suo nuovo romanzo scritto a distanza di dieci anni dal debutto con il bestseller “Meet me alla boa”, sentendo l’urgenza di recuperare la narrazione del suo grande amore di gioventù, purissimo, brillante e tragico, togliere il bavaglio alle verità taciute e condividere il tanto prima e tantissimo dopo accaduto alla storia d’amore fra Paolo e Francesco. True è quindi la versione reale e completa di Meet me alla boa: una semplice e bellissima storia d’amore fra due ragazzi
A seguire il concerto sulla spiaggia di Emiliano Blamgero. Pianista classe 2000, allievo di Ezio Bosso, Blangero che porterà il suo album neoclassico Someplace – un viaggio di settanta minuti tra memoria e immaginazione. Come Prospettive rilegge Milano Marittima con un occhio nuovo senza tradirne la storia, Blangero abita il pianoforte classico rispettandone il linguaggio. La Sirena Bambina di Valerio Berruti, opera permanente del festival 2025, fa da sfondo al concerto: passato recente e presente di Mare d’Arte in un unico quadro.
Domenica 5 luglio – ore 21.00 Tommaso Sacchi, Negli occhi la bellezza + ore 21.30/21.45 MarePineta 100, musical + ore 22.30/22.45 Ariane Diakité, concerto soul. MarePineta
Triplo evento serale. Si inizia con l’Assessore ala Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi che sul palco allestito all’interno del Parco delle Sculture presenterà “Negli occhi la bellezza”. 16 esperienze tra arte e natura da vivere prima dei 16 anni (Mondadori Ragazzi): un libro che è esso stesso una tesi di Mare d’Arte in forma editoriale – arte, natura, esperienza diretta, rivolte ai giovani lettori. Portarlo qui, nel festival che racconta Milano Marittima come Città Museo, è come depositare il libro nel suo laboratorio vivo; la presentazione apre anche al pubblico delle famiglie e dei ragazzi.
A seguire, MarePineta Resort ospita il musical “MarePineta 100” dedicato alla storia della leggendaria struttura e dei suoi cento anni. A chiusura concerto live con la voce di Ariane Diakité – palermitana di origini maliane, cresciuta fra soul, R&B e pop, che omaggia Etta James e Alicia Keys con la sua versatilità per restiture al territorio un’identità a più prospettive: le radici di altri mondi che trovano posto sul nostro.
Mercoledì 8 luglio – ore 21.45 Cristina Donadio, Eleonora#1799. Rotonda Primo Maggio.
Spettacolo teatrale dedicato a Eleonora Pimentel de Fonseca, giornalista e rivoluzionaria della Repubblica Napoletana del 1799, figura femminile che la narrazione ufficiale ha tenuto a lungo in ombra. Cristina Donadio – attrice di tradizione napoletana formatasi con Martone, Moscato e Ruccello, volto popolare con Scianel in Gomorra – restituirà al pubblico una storia ignorata, accompagnata dal musicista Federico Odling. Rima con il gesto di Prospettive: dare visibilità a figure, femminili e non, normalmente fuori campo.
Giovedì 9 luglio – ore 21.45 Vera Gheno, Nessunə è normale. Rotonda Primo Maggio.
Vera Gheno, sociolinguista, vent’anni all’Accademia della Crusca, docente a Firenze, ragionerà su come la parola “normale” costruisca o smonti le appartenenze, marginalizzando intere categorie. È il corrispettivo concettuale di Prospettive: il festival lo fa con le immagini, Gheno lo fa con il linguaggio – entrambi mostrano che ciò che chiamiamo normale è solo una prospettiva, che possiamo anche ribaltare.
Venerdì 10 luglio – ore 21.45 Edoardo Prati, “La battaglia delle rane e dei topi” Rotonda Primo Maggio.
Studente e creator, Edoardo Prati porterà in scena un monologo ispirato a “La battaglia dei topi e delle rane”, poemetto eroicomico attribuito a Omero e parodia dell’epica eroica, in cui si narra una battaglia combattuta tra topi e rane. Un testo antico e sorprendentemente giocoso, capace di ribaltare i codici del mito e di aprire una prospettiva inattesa sulla grande letteratura.
Sabato 11 luglio – ore 21.45 Paola Iezzi, Iezz, we can!!!. Rotonda Primo Maggio.
Cantautrice, produttrice e DJ, icona del pop italiano, giudice di X Factor. Si esibirà con un live che mescola suoni, visioni e dichiarazioni di libertà estetica. Iezzi è una musicista che si è lasciata guardare da più angoli – icona pop, DJ, figura pubblica – e che è stata sempre capace di tenere insieme cultura alta e popolare, senza gerarchie. È con lei che una Rotonda nel luglio romagnolo può essere insieme agorà e dancefloor.
Domenica 12 luglio – ore 21.45 Violante Placido. Zefiro 268. Spiaggia libera.
Chiusura dei nove giorni di programmazione pubblica. Violante Placido oltre alla sua carriera d’attrice in Italia e all’estero, nutre e coltiva la sua passione per la musica su un binario parallelo. Ha all’attivo due dischi come cantautrice: “Don’t be shy” e “Sheepwolf”, e varie collaborazioni tra cui, quelle con Bugo, Mauro Ermanno Giovanardi e Francesco Forni, ed ora di prossima uscita insieme a Gianluca De Rubertis (cantautore, polistrumentista, e fondatore del Il Genio con cui con il brano Pop Porno scalò le classifiche italiane). In questa occasione De Rubertis accompagnerà al pianoforte la Placido in un’atmosfera intima e raffinata e Violante imbracciando la chitarra si racconterà attraverso i brani dei suoi dischi, tra cover e brani inediti, un’occasione anche per vederli duettare insieme. Un viaggio pop d’autore, tra contaminazioni folk, atmosfere retrò, suggestioni 60’ e 70’ dove musica e parole, ci trasportano dove si annidano i nostri dubbi, le paure, le contraddizioni, e dove l’ironia, ed infine l’amore come comune denominatore potrà riempire per il tempo di una serata quel vuoto che intimamente appartiene a tutti noi.
Fine agosto – Finissage di Prospettive accanto all’opera Non basta il canto delle sirene
Incontro pubblico accanto all’opera Non basta il canto delle sirene di Valerio Berruti – opera-simbolo dell’edizione 2025, entrata nel patrimonio del Comune e oggi parte permanente del paesaggio. Jacopo Di Cera dialogherà con Valerio Berruti in una dichiarazione ufficiale dell’eredità del Festival: l’opera del 2025 incontra quella del 2026.
Giovedì 3 settembre – Inaugurazione della mostra “Palanti e il sogno della città-giardino- Disegnare una città, dipingere un paesaggio” – Sala Rubicone, Cervia (RA) – fino al 20 settembre. L’esposizione, curata dalla prof.ssa Anna Villari, presenterà al pubblico un nucleo significativo di opere inedite dedicate al territorio cervese, affiancate da materiali documentari e progettuali recentemente emersi a seguito di un riordino dello studio dell’artista a Milano, che permetteranno di approfondire ulteriormente il ruolo di Palanti nella progettazione e nella rappresentazione del paesaggio di Cervia e Milano Marittima
Una foto della prima edizione della rassegna



