giovedì
25 Giugno 2026
la mostra

Al Mic di Faenza il design nordico al femminile: oltre 200 opere raccontano una rivoluzione silenziosa

Fino al 10 gennaio un racconto di come la quotidianità domestica sia diventata laboratorio e strumento di emancipazione

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Inaugurata il 20 giugno, continua fino al 10 gennaio al Mic di Faenza la mostra “Nordic Table Design. Una Silenziosa Rivoluzione Femminile (1900-1970)”, a cura di Fabia Masciello, che porta in museo oltre duecento opere per la tavola firmate da designer, artigiane, architette e imprenditrici di Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia: un percorso che, tra porcellane, servizi, vetri e utensili, racconta come la quotidianità domestica sia diventata laboratorio e strumento di emancipazione. Non si parla di una retorica di lusso, ma un design discreto e sobrio, che abita la vita di tutti i giorni e la trasforma grazie ad un intreccio tra etica, estetica ed accessibilità, così che anche il gesto di apparecchiare si trasforma in atto politico.

Nomi come Aino Aalto, Herta Bengtson, Estrid Ericson, Nora Gulbrandsen, Grethe Meyer, Ulla Procopè e Marianne Westman guidano il pubblico attraverso sette decenni in cui la tavola è specchio della società.

La mostra si articola in sette sezioni che seguono il passaggio dalla tradizione all’industria e da una società gerarchica a una più inclusiva. La prima parte della mostra, “Il Grande Nord”, apre sul contesto culturale condiviso che, pur nelle differenze nazionali, ha dato forma a un’identità del progetto. Con “Bellezza per tutti”, si racconta la nascita del design democratico: tra Anni Venti e Trenta le donne, fin lì confinate alla sfera domestica, entrano nei reparti creativi delle manifatture e fondano imprese. “La rivoluzione a tavola” fotografa il clima di rinascita del dopoguerra, quando tra Cinquanta e Sessanta cambia il gusto in parallelo all’affermarsi delle donne nel mondo del design. “Il design entra in cucina” registra l’impatto dell’ingresso femminile nel mondo lavorativo. Il ridisegnamento dei ruoli mostra oggetti che si adattano alla riduzione del tempo dedicato alle attività domestiche. Con “Verso una nuova libertà” gli Anni Settanta incrinano l’etichetta borghese e la tavola si fa conviviale, spontanea, informale. “Una forza invisibile” sposta il focus sulle operaie, troppo spesso rimaste fuori dall’attenzione. Chiude “Il design nordico e il Premio Faenza”, che riallaccia un legame storico: tra 1964 e 1974, nella sezione di disegno industriale del Premio Faenza, le manifatture nordiche, spesso guidate da donne, conquistarono riconoscimenti importanti. Oggi i pezzi premiati, sono esposti insieme per la prima volta.

Fino al 28 luglio, ogni martedì alle 18 sono previste visite guidate con aperitivo (3 euro oltre al biglietto, prenotazione obbligatoria).

Orari: fino al 31 ottobre, dal martedì alla domenica e festivi 10–19; dal 1° novembre, dal martedì al venerdì 10–14, sabato, domenica e festivi 10–18; chiuso il lunedì, il 15 agosto, il 25 dicembre e il 1° gennaio.

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