Cgil e Cisl esprimono una forte preoccupazione per le temperature elevate all’interno dei nidi e delle scuole dell’infanzia del Comune di Ravenna. Secondo i sindacati l’amministrazione, nonostante abbia riconosciuto la gravità della situazione divenuta ormai strutturale, non starebbe facendo abbastanza per garantire condizioni ambientali adeguate al benessere dei bambini e del personale, rimandando la soluzione definitiva all’estate 2027.
Le scuole chiuderanno il 30 giugno, ma dal 1° luglio partiranno i centri estivi con decine di bambini e personale. Per questo motivo si chiedono protocolli specifici per limitare i rischi legati alle ondate di calore estremo. In particolar modo: «interventi urgenti e adeguati nelle strutture maggiormente esposte; strumenti oggettivi e consultabili per la rilevazione delle temperature; un piano pubblico, con risorse e tempi certi, per il raffrescamento di tutti i servizi educativi dai 0 ai 6 anni».
I sindacati parlano di un disagio che non sarebbe unicamente rivolto ai nidi e scuole dell’infanzia, in riferimento alle denunce degli ultimi giorni da parte dei pazienti del reparto di malattie infettive dell’Ospedale di Ravenna, rimasti senza aria condizionata.



