Finalmente è estate. A Ravenna lo si può capire dal fatto che quando vai al mare, se non fai attenzione e tiri dritto sul viale di Marina ti prendi una multa. Ma da quest’anno per evitarlo e arrivare comunque in fretta in spiaggia, senza dover aspettare il navetto sotto il sole tra bagnanti puzzoni, per te fighetto ravennate che ti piace pedalare c’è il noleggio bici al parcheggio scambiatore. È semplice: parcheggi l’auto e noleggi una bici, al comodo prezzo di 25 euro al giorno. Ok dai, scherzo, lo so: non è un servizio per voi ravennati, neppure per i più fighetti. È un servizio per i turisti radical chic, quelli che amano il turismo slow, l’ambiente, la natura e quelle robe lì. Un turista olandese, per esempio. Che, abituato a girare in Olanda con lo smartphone per sbloccare bici pubbliche, non vedrà l’ora di noleggiare una bici al parcheggio scambiatore di Marina di Ravenna, che tanto per lui 8 euro per tre ore sono spiccioli. Quando però l’addetto gli chiede i 50 euro in contanti della caparra, smadonna in turco. Davvero qualcuno gira ancora con i contanti? Chiede alla moglie, perplesso, per non dire altro. E così marito e moglie prendono la macchina e vanno a cercare un bancomat, facendosi fare una multa dalle telecamere del lungomare di cui sopra. Quando tornano, danno i 50 euro e prendono le bici, emozionati per poter esplorare finalmente questo famoso parco marittimo costato sboranta milioni di euro. Forse si aspettavano un po’ di più, ma va tutto bene, fino a quando non cadono per colpa di una trave di legno fuori posto, proprio quella segnalata da qualcuno su “Sei di Ravenna se”, dovevano immaginarselo. Niente panico, gli olandesi girano sempre con gli zaini pieni di attrezzi per riparare le bici, finiscono il giro e tornano al parcheggio sudati fradici, pronti per una bella birra fresca al food truck lì vicino, che però, come sa già chi legge questa rubrica, non vende alcolici. Per fortuna gli olandesi non perdono facilmente la pazienza e così risalgono sulla loro bella bicicletta e si dirigono verso Ravenna, intenzionati a unire la visita a una città d’arte con fiumi di alcol. Arrivati a un bivio, poche centinaia di metri dopo, si rendono conto però che quello che è stato loro raccontato come il principale lido ravennate non ha un collegamento ciclabile con la Ravenna stessa. La pista ciclabile finisce lì, in una sorta di parco in costruzione, con tante file di piccoli pini secchi. Moglie e marito a quel punto si guardano intorno, si guardano negli occhi e si abbracciano. Piangendo.
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