Per la fine del 2027 il museo Classis di Ravenna potrebbe accogliere la cosiddetta barca di Teodorico. Si tratta di un reperto archeologico risalente all’epoca di Odoacre (435-495), rinvenuto a Ravenna, con parte del carico ancora conservato, nel 1998 durante i lavori per la realizzazione del parco Teodorico.
Dopo il ritrovamento, l’imbarcazione era stata trasportata al laboratorio di restauro di Comacchio dove ha subito i primi interventi conservativi. Il legno fu immerso nel Peg (glicole polietilenico, un polimero usato per il recupero dei legni archeologici bagnati) poi attorno allo scafo venne costruito un guscio di vetroresina. A quella prima tappa in tempi congrui avrebbero dovuto seguire la seconda tappa, ovvero l’asciugatura, e i conseguenti interventi. Ma questo processo non ci fu.
Dopo aver atteso a lungo in vari magazzini, è stato deciso che Classis sarà la sua destinazione per l’esposizione al pubblico. All’arrivo a Ravenna nel 2023 è emerso che negli anni si erano verificate delle perdite di Peg attraverso il guscio e questo ha causato alcune criticità a danno della solidità del legno nel fasciame alto. Il sondaggio sulla parte bassa dello scafo ha evidenziato un buon consolidamento. Per questo solo quando il guscio di resina sarà tolto si potranno conoscere le condizioni della barca e procedere con la seconda fase di asciugatura. La stima degli esperti è che serviranno tra sei e dodici mesi per riportarla alle condizioni tali da reggere un’esposizione: si dovrà eliminare gradualmente l’umidità. Le operazioni di restauro sono in capo alla Soprintendenza che beneficia di un finanziamento ministeriale di 250mila euro e conta di affidare l’incarico entro la fine del 2026.
L’allestimento della porzione del museo Classis, invece, è curato da Ravennantica: la fondazione fa sapere che sarà pronto nella prima metà del 2027 e include tutti gli apparati anche digitali e le pannellature in modo da renderlo fruibile già prima dell’ingresso della “guest star”.


