martedì
14 Luglio 2026
i dati

Affitti sempre più cari nel ravennate: rincari del 5,8% in un anno ma il 25% delle case resta vuoto

Il mercato è sotto pressione: monolocali a partire da 400 euro e punte di 19,5 euro al mq nei lidi. Penalizzati lavoratori trasfertisti, dipendenti pubblici, giovani professionisti e nuovi nuclei familiari

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A Ravenna trovare casa in affitto è diventato sempre più difficile: gli immobili disponibili diminuiscono, la domanda cresce e gli annunci vengono spesso assorbiti nel giro di poche ore. In un mercato caratterizzato da una forte tensione tra domanda e offerta, i canoni continuano a salire e la città registra aumenti superiori alla media regionale. Un fenomeno che non riguarda solo i prezzi, ma anche la concreta disponibilità di abitazioni per studenti, lavoratori e famiglie.

Secondo l’Osservatorio Affitti Ravenna 2026, che ha analizzato le rilevazioni dei principali portali immobiliari (Idealista, Immobiliare.it e RealAdvisor), nell’ultimo anno il costo degli affitti in città è aumentato del 5,8%, una crescita nettamente superiore alla media dell’Emilia-Romagna, che si è fermata al +2,1%. Sebbene Ravenna resti distante dai valori assoluti delle grandi metropoli come Milano (23,2 €/mq) e Firenze (21,8 €/mq), la rapidità della crescita evidenzia una pressione sempre più significativa sul territorio.

In media, il costo mensile per metro quadro in città oscilla tra gli 8,5 e i 12 euro, ma la situazione varia sensibilmente da zona a zona. I lidi ravennati registrano i valori più elevati, con punte fino a 19,5 €/mq al mese, influenzati dal mercato turistico e dalle locazioni transitorie. Il centro storico e la prima periferia si attestano sugli 11-12 €/mq, sostenuti dalla vicinanza ai servizi e alle sedi universitarie. Più accessibili invece le frazioni del nord, come Sant’Alberto e Savarna, dove i valori minimi scendono fino a 5,6 €/mq. Per quanto riguarda la spesa mensile, i monolocali partono da circa 400 euro, mentre i bilocali si collocano mediamente tra i 480 e i 600 euro. Una stanza singola parte da circa 300 euro al mese, escluse spese accessorie e utenze.

La criticità principale rilevata dall’Osservatorio non riguarda però la quantità assoluta di immobili disponibili, quanto lo squilibrio tra la domanda e la disponibilità dei proprietari a immettere le abitazioni sul mercato degli affitti tradizionali. Secondo le stime, circa una casa su quattro (il 25% del patrimonio immobiliare potenziale) rimane non locata o inutilizzata. «Questo fenomeno – dichiarano dall’agenzia Sognando Casa di Ravenna – risponde a una precisa strategia di autotutela da parte dei locatori, preoccupati dai tempi burocratici e legali necessari per rientrare in possesso dell’immobile in caso di morosità. Molti proprietari scelgono così di escludere le abitazioni dal circuito degli affitti di lungo periodo (contratti 4+4 o 3+2), preferendo mantenerle vuote oppure destinarle alle locazioni brevi a uso turistico. Una scelta che contribuisce a ridurre ulteriormente l’offerta disponibile e che penalizza diverse categorie di cittadini: lavoratori trasfertisti, dipendenti pubblici, giovani professionisti e nuovi nuclei familiari che, pur avendo redditi stabili e garanzie ordinarie, faticano a trovare un’abitazione adeguata alla propria capacità di spesa».

Attualmente, lo strumento principale per contenere la pressione dei canoni in città è rappresentato dal canone concordato. «A Ravenna coinvolge circa 8.000 famiglie – fanno sapere dall’agenzia –. Tuttavia, la sua efficacia dipende dalla necessità di un costante aggiornamento dei parametri territoriali, per evitare che il divario con il mercato libero ne riduca l’attrattività per i proprietari. Il quadro locale si inserisce nel contesto delle nuove misure introdotte dal Piano Casa nazionale, un programma che prevede la mobilitazione di oltre 10 miliardi di euro nell’arco dei prossimi dieci anni».

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