sabato
11 Luglio 2026
Tra le pagine

Librerie indipendenti e crisi della lettura: «Siamo presidi della vita culturale in città»

Matteo Diversi (titolare di Liberamente) e Sara Reali (Confesercenti) ricordano il valore dei negozi per la comunità locale

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«Serve una strategia ampia per promuovere la lettura come valore culturale e sociale». È il messaggio di Sara Reali, coordinatrice del Sindacato italiano librari (Sil) della Confesercenti di Ravenna e Cesena. Reali sottolinea il valore delle librerie indipendenti: «Rappresentano un presidio di prossimità fondamentale perché accompagnano i lettori, creano occasioni di confronto e mantengono vivi i centri storici. Difenderle significa investire nella qualità delle nostre comunità».

Tutto questo arriva mentre la lettura continua a perdere terreno in Italia. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat, nell’ultimo decennio la quota di persone che dichiarano di aver letto almeno un libro è scesa dal 59,4 percento del 2015 al 57,1 del 2024. A leggere di più sono i giovani tra gli 11 e i 14 anni, tra i quali i lettori raggiungono il 78,9 percento, mentre il dato cala progressivamente con l’età. Restano inoltre marcate le differenze territoriali e sociali nell’accesso alla lettura, così come il divario tra uomini e donne. In Emilia-Romagna la percentuale dei lettori si mantiene storicamente il 5 percento superiore alla media nazionale, ma anche nella nostra regione il trend evidenzia un progressivo rallentamento. Numeri che confermano le preoccupazioni del Sil-Confesercenti e che trovano riscontro anche sul territorio ravennate.

La libreria Liberamente nel quartiere Alberti è uno dei negozi indipendenti di cui parla Reali. «Ogni giorno ci rendiamo conto di quanto il rapporto personale con il lettore faccia la differenza – afferma Matteo Diversi, titolare di Liberamente –. Le librerie indipendenti non vendono semplicemente libri: costruiscono relazioni, ascoltano, consigliano e orientano. Non è un principio astratto: il nostro gruppo di lettura continua a crescere, organizziamo incontri con le scuole e collaboriamo con numerose realtà del quartiere e del territorio per avvicinare ai libri persone di tutte le età, a partire dai più piccoli. È questo lavoro quotidiano, fatto di relazioni autentiche, che permette di coinvolgere nuovi lettori e di contribuire alla vita culturale della città».

Reali prova a ipotizzare quali potrebbero essere le mosse a favore di lettura e librai: «Occorre rafforzare la collaborazione tra librerie, scuole, biblioteche e istituzioni, sostenendo i progetti che promuovono la lettura fin dall’infanzia e valorizzando il ruolo delle librerie indipendenti come presìdi culturali di prossimità. Un libro non è soltanto un bene da acquistare, ma uno strumento di crescita personale, di conoscenza e di partecipazione. Per questo sostenere le librerie significa investire nel futuro culturale delle nostre comunità».

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