Dopo la lettera con cui tutti i sindaci della provincia di Ravenna hanno espresso preoccupazione per il continuo aumento dei costi del servizio di raccolta rifiuti, pur avendo approvando il Piano economico finanziario (Pef) del gestore, è intervenuta la Uil di Ravenna.
«I primi cittadini hanno finalmente preso coscienza di quanto sosteniamo con forza da tempo: l’impatto dei costi del servizio rifiuti sulle famiglie, sui lavoratori e sui pensionati è diventato insostenibile», afferma il sindacato.
Secondo la Uil, tuttavia, permane una forte contraddizione politica. «Accogliamo con favore la presa di posizione dei sindaci, ma evidenziamo una forte contraddizione politica: non si può votare a favore dei Piani economici finanziari che certificano i rincari e, un minuto dopo, lamentarsi dei costi scaricati sulla cittadinanza».
Richiamando un precedente comunicato firmato dal segretario generale Carlo Sama, la Uil sottolinea che la provincia di Ravenna registra livelli di raccolta differenziata prossimi all’80 percento e ritiene che, alla luce dei risultati raggiunti e degli investimenti della multiutility, non sia giustificato un ulteriore aggravio economico per gli utenti. Secondo il sindacato, definire l’approvazione del Pef come un “atto di responsabilità” rischia di tradursi in uno scarico di colpa tra istituzioni ed enti gestori.
«La transizione ecologica deve essere socialmente sostenibile e la Tariffa Puntuale deve premiare i comportamenti virtuosi, non fare cassa sui bilanci familiari», prosegue la Uil. «Se i Sindaci condividono le nostre preoccupazioni, trasformino la protesta formale in atti amministrativi conseguenti già nei prossimi assestamenti di bilancio».
Nel comunicato vengono avanzate alcune proposte: destinare una quota dei dividendi di Hera a calmierare le bollette di pensionati, famiglie numerose e nuclei con redditi medio-bassi; istituire tavoli di confronto preventivo sulle tariffe prima della loro approvazione definitiva; garantire che la tariffazione produca un effettivo risparmio per chi differenzia correttamente i rifiuti, senza che tale beneficio venga assorbito dagli aumenti dei costi di gestione o dall’inflazione. La UIL chiede inoltre un monitoraggio più rigoroso sulla qualità del servizio di raccolta, evidenziando la presenza di criticità in alcune aree del territorio.
«I cittadini ravennati hanno già fatto la propria parte raggiungendo traguardi di differenziata straordinari. Ora spetta alle Istituzioni dimostrare coi fatti che l’economia circolare si fa con le comunità, e non contro i loro bilanci familiari». Conclude il sindacato.



