La posa del primo dei 18 cassoni di cemento armato che comporranno la diga frangiflutti a protezione del rigassificatore di Ravenna, in mare aperto al largo di Punta Marina, si è conclusa nella serata di ieri, 27 settembre.
I 18 cassoni hanno dimensioni di circa 53 per 22 metri e comporranno la diga lunga circa 900 metri. I manufatti vengono prefabbricati all’interno del porto di Ravenna grazie al monumentale bacino galleggiante “Kugira Dos”, uno dei più grandi dell’intero Mar Mediterraneo. Finora sono già stati completati dieci cassoni (attualmente ormeggiati in porto e pronti per essere trasferiti al largo) e l’undicesimo è in fase di approntamento.
Le operazioni di trasferimento dei cassoni, coordinate dalla capitaneria di porto, rappresentano la complessità ingegneristica dell’opera. Il modulo è stato trainato lungo il Candiano per circa 6 miglia fino al sito di destinazione impegnando un convoglio composto da rimorchiatori e mezzi degli ormeggiatori. Giunto sul posto, il cassone è stato adagiato su uno scanno di imbasamento in pietra precedentemente preparato sul fondale a 17 metri di profondità, già consolidato attraverso la realizzazione di oltre 26 mila colonne in ghiaia. Il posizionamento e l’affondamento controllato sono stati gestiti anche con l’ausilio di un team di sommozzatori e monitorati costantemente da sistemi topografici satellitari Gnss.
Una volta posizionati i primi cassoni, in contemporanea al completamento della posa, a partire dal prossimo anno sarà avviata la costruzione delle sovrastrutture e del muro paraonde definitivo, alto 10 metri e mezzo sul livello del mare (la nave è alta 44 metri). Il cronoprogramma fissa il completamento delle attività entro la fine del 2027.
La costruzione della diga ha un costo di circa 220 milioni di euro a carico dell’Autorità portuale di Ravenna che ha affidato l’appalto al raggruppamento di imprese con capogruppo Rcm Costruzioni, azienda impegnata da anni nel settore delle opere marittime, insieme al gruppo spagnolo Acciona, attivo nelle grandi infrastrutture complesse nel settore dell’energia e negli impianti di trattamento delle acque.
Come ormai noto, il rigassificatore denominato Bw Singapore (qui una spiegazione di come funziona l’opera) è stato installato da Snam trasformando una vecchia piattaforma di estrazione dove viene ormeggiata la nave (spesa di quasi un miliardo di euro). Le attività di rigassificazione sono iniziate nell’aprile 2025. L’Autorità portuale fa sapere che finora sono stati accolti oltre 30 carichi di gas naturale liquefatto (Gnl). In caso di condizioni meteo avverse, attualmente la nave viene disormeggiata e allontanata dalla piattaforma. Questo non dovrebbe più essere necessario una volta completata la diga.


