domenica
20 Settembre 2026
infrastrutture

Comincia il trasporto dei 18 cassoni di cemento per la diga da 880 metri in mare

 Proteggerà il rigassificatore davanti a Punta Marina. Ogni viaggio richiederà6-8ore dal porto al largo

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Si avvicina l’avvio dei lavori per il posizionamento sul fondale marino al largo di Punta Marina dei moduli prefabbricati che comporranno la diga a protezione del rigassificatore in funzione da aprile 2025. Le opere potrebbero cominciare il 21 settembre. Il condizionale è ancora necessario perché a determinare il giorno dell’effettivo avvio delle operazioni saranno le condizioni meteo. Il completamento della diga è previsto entro dicembre 2027. Complessivamente, considerando sia la parte sommersa sia quella sopra il pelo dell’acqua, la diga supererà i 21 metri di altezza, avrà una lunghezza di 880 metri e una larghezza di circa 22 metri. Il costo della diga è 217 milioni a carico di Ap. Il rigassificatore è costato circa un miliardo a carico di Snam (società controllata dal pubblico). Ora si tratta di trasportare i moduli via mare dal porto – dove vengono costruiti con l’impiego del bacino galleggiante Kugira alla penisola Trattaroli – fino a 8,5 km dalla costa, nei pressi della piattaforma dove è ormeggiata la Bw Singapore, la nave rigassificatrice di Snam.

Una volta sul posto vengono affondati. I moduli non sono altro che enormi cassoni in cemento di varie dimensioni. I più grandi sono circa 53 metri di lunghezza, 24 di larghezza e quasi 14 di altezza. In tutto ne serviranno 18, al momento ne sono pronti circa la metà e gli altri verranno costruiti mentre la prima parte sarà posizionata. «Il primo trasporto sarà una prova generale per tutti – spiega Alberto Antonelli, presidente degli Ormeggiatori di Ravenna che prenderanno parte alle operazioni –. Abbiamo fatto tutte le valutazioni e abbiamo un piano di azione, ma alcuni dettagli vanno ancora deniti e altri potremo capirli con la pratica». Gli ormeggiatori – con una motobarca e quattro o sei uomini – si occuperanno di sganciare i moduli dagli ormeggi in porto. Due rimorchiatori portuali traineranno il blocco fino al punto di affondamento a una velocità di circa 0,8 nodi. Al momento si sta valutando, con un confronto con la capitaneria di porto, se posizionare del personale sui cassoni durante la traversata perché possa controllare eventuali problematiche. «Nei pressi del rigassificatore è stato predisposto un campo boe – continua Antonelli – dove ci occuperemo di ormeggiare ogni cassone a sei boe e poi gli operai del cantiere seguiranno l’affondamento».

Il piano prevede di partire dal porto alle 6 del mattino e si stima che serviranno 6-8 ore per arrivare a completare l’ormeggio al largo. Il cronoprogramma prevede di gestirne uno ogni 15 giorni. Rimorchiatori e ormeggiatori hanno esperienza di movimentazione di navi molto più grandi. Ma questa è una cosa diversa: «Non dobbiamo spostare un natante, non ha propulsione. Ogni cassone galleggia in acqua da solo, non è posato su pontoni o su natanti di altro tipo. Questo fa capire che un parallelepipedo di cemento non è molto aerodinamico e il viaggio non può avvenire ad alte velocità e nemmeno viene movimentato in maniera semplice». Il completamento della diga potrà cambiare anche il lavoro dei servizi nautici presenti al rigassicatore: attualmente, quando la nave è ormeggiata, sono presenti due motobarche degli ormeggiatori, un pilota e quattro rimorchiatori. Quanta forza lavoro servirà dopo è ancora da capire: «Lo scopo della diga è di proteggere il rigassificatore per rendere meno necessario il disormeggio in caso di mare grosso. Ma servirà qualche mese di prova per raccogliere dati e capire».

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