giovedì
29 Ottobre 2026
spese

Bilanci al limite per i Comuni della provincia: i cittadini rischiano aumenti delle tariffe e tagli ai servizi pubblici

Diciassette sindaci su 18 firmano un appello per chiedere più risorse statali agli enti locali. A pesare anche i rinnovi dei contratti dei dipendenti

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«La situazione è al limite e la pressione sulla spesa corrente sta spingendo i bilanci comunali verso l’insostenibilità. Il bilancio degli enti locali non è avulso dai problemi dei cittadini, anzi: in tema di sussidiarietà gli enti locali sono i primi tenuti a dare risposte. La contrazione dei bilanci familiari e delle attività economiche si traduce in una maggiore domanda di sostegno e di servizi per i nostri territori e, inoltre, il problema energetico pesa direttamente anche sui bilanci dei Comuni». Al netto delle previsioni di bilancio per il prossimo anno, i sindaci della provincia firmano un appello sulle difficoltà degli enti locali nel far fronte alle spese correnti e garantire la gestione dei servizi pubblici. A sottoscriverlo sono stati 17 dei 18 primi cittadini del territorio: l’unico a non firmare è il sindaco di Brisighella, Massimiliano Pederzoli (che è anche l’unico sostenuto dal centrodestra).

Al caro energia, che comporta un aumento dei costi comunali per il riscaldamento e il funzionamento di edifici pubblici, scuole, impianti sportivi, palestre, strutture per il volontariato, si aggiunge il costo crescente dei servizi in fase di rinnovo dei contratti per far fronte all’aumento dei costi dell’imprese e dall’altro lato il rinnovo del contratto dei dipendenti degli enti locali. Il rischio concreto, secondo quanto dichiarato dai sindaci, «non è solo non riuscire a chiudere i bilanci, ma arrivare a tagliare i servizi, proprio mentre sul territorio aumentano le fragilità e le richieste a cui siamo tenuti a dare risposta». Già nel 2022, a Russi era stata introdotta una misura straordinaria per il risparmio energetico, con lo spegnimento dell’illuminazione pubblica dalle 22 alle 5. Oggi i lampioni sono stati riconvertiti a Led, ma l’aumento dei costi energetici continua ad opprimere il bilancio. Tra le azioni considerante, anche la riduzione della temperatura massima di riscaldamento, al di sotto dei 19 gradi.

«Stiamo iniziando a elaborare i bilanci e cercheremo di evitare di arrivare al taglio dei servizi, ma la situazione, così com’è, non è sostenibile – dichiara la presidente della Provincia Valentina Palli -. Proveremo a incrementare le entrate comunali, anche attraverso un aumento delle tariffe dei servizi a domanda individuale».

L’appello nasce anche a seguito della seduta del consiglio direttivo dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) dove non si è prospettata nessuna risorsa aggiuntiva per gli enti locali, se non qualche incentivo sul tema dei minori stranieri non accompagnati. A questo si aggiunge un ulteriore vincolo: i Comuni non possono ricorrere al debito pubblico per finanziare le proprie spese come può fare lo Stato attraverso i ministeri. Anche in una fase di difficoltà economica, quindi, gli enti locali devono fare i conti con margini di manovra limitati.

I numeri presentati alla stampa sono quelli del Comune di Ravenna (il più esteso della provincia e il secondo in Italia) e, per contrapposizione, del piccolo Comune collinare di Riolo Terme. La situazione, toccherebbe però trasversalmente tutto il territorio con proporzioni simili tra diverse località.

Il sindaco Alessandro Barattoni, porta tre esempi per illustrare le difficoltà con cui i Comuni si trovano a fare i conti nella gestione dei servizi e delle spese correnti: il primo riguarda l’illuminazione pubblica, intesa anche come elemento importante per la sicurezza urbana. Ravenna ha potuto beneficiare dell’accordo con Snam legato all’avvio del rigassificatore, che ha consentito di riconvertire tutti i punti luce alogeni in led. L’intervento ha portato i consumi energetici da 19 a 6 milioni di kWh ma, nonostante la riqualifica, la spesa per l’energia è aumentata di 500mila euro. La situazione diventa ancora più complessa per i Comuni che non sono riusciti a realizzare interventi di ammodernamento simili. A pesare sono anche i rinnovi dei contratti d’appalto: alla scadenza, quando si rende necessario chiedere una proroga per completare gli interventi tecnici ancora in corso, le aziende si trovano spesso a rifiutare, perché i costi nel frattempo sostenuti superano quelli previsti inizialmente.

Il secondo esempio riguarda il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici. Il comune di Ravenna conta circa 1.200 lavoratori e dovrà sostenere i costi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali relativi ai periodi 2022-2024 e 2025-2027, definiti nell’ambito dell’accordo tra Governo e sindacati. L’impatto economico complessivo per l’amministrazione ravennate è stimato in 6 milioni e 142mila euro, a fronte di un contributo statale di 130mila euro.

L’ultimo fronte riguarda le politiche sociali, sulle quali ricade una parte significativa delle nuove esigenze della popolazione. In particolare, Barattoni richiama il tema del sostegno scolastico e dell’inclusione educativa, ambiti nei quali l’aumento degli utenti in condizioni di fragilità comporta una crescita considerevole delle risorse necessarie. A Ravenna, la spesa per questi interventi è passata dai 2,5 milioni di euro del 2017 ai 5,6 milioni del 2025, più che raddoppiando nell’arco di otto anni.

Sulle politiche sociali interviene anche la sindaca di Riolo Terme Federica Malavolti, sottolineando le difficoltà di un piccolo comune che a fronte di un bilancio corrente di circa 4,6 milioni di euro, è tenuto a investire quasi 500mila euro di spesa sociale. A determinare il costo principale, la presa in carico di quattro nuclei familiari con minori ospitati in struttura. Per questa voce, in sei mesi vengono stati spesi circa 170mila euro. Sono previste prospettive di rientro, ma lontane nel tempo, poiché la presa in carico delle famiglie è iniziata da poco. A preoccupare è anche il progressivo aumento di ragazze e ragazzi in condizioni di fragilità che necessitano di sostegno, un fenomeno che riguarda tutti i Comuni, con numeri praticamente raddoppiati. «Già oggi – spiega la sindaca -, l’amministrazione di Riolo Terme non riesce a rispondere a tutte le richieste di supporto scolastico. A questo si aggiungono i costi dei centri estivi, per i quali il Comune ha sempre cercato di garantire la copertura delle cinque settimane. Nel 2025 la spesa è stata di 40mila euro per dieci bambini con disabilità; con l’aumento a 15 minori con disabilità, l’importo supera i 56mila euro».
Un ulteriore capitolo riguarda i servizi per l’infanzia, sui quali l’amministrazione intende continuare a investire anche nell’ottica di contrastare lo spopolamento. La spesa supera già i 174mila euro e il Comune punta ad aumentare i posti disponibili attraverso il nuovo nido, nella consapevolezza che garantire servizi alle famiglie è una condizione fondamentale per mantenere attrattivo il territorio e sostenere chi sceglie di viverci.

«Le criticità – conclude Barattoni -, attraversano tutti i comuni della provincia e, più in generale, tutto il Paese. Non si parla di lavori stradali o manutenzioni straordinarie. È la spesa corrente che sta strozzando i comuni. Speriamo che Anci si intesti questa battaglia, comune a tutti i colori politici e portata avanti nell’interesse dei cittadini».

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