Ottima in pinzimonio o saltata in padella, è ricca di vitamine la cicoria catalogna

La catalogna si può usare sia cruda che cotta, ma per sfruttare al meglio tutte le sue proprietà consumarla a crudo

PuntarelleCol termine catalogna, o anche cicoria asparago, facciamo generalmente riferimento ad un insieme di varietà locali della specie botanica della cicoria (Cichorium intybus), caratterizzate dalla formazione all’interno del caspo di gemme fiorali, di germogli per intenderci, che ricordano i turioni degli asparagi. Il loro sapore è tipicamente amarognolo e di poco si discosta da quello della cicoria comune.
Questi germogli, solitamente consumati crudi (spesso con aggiunta di aglio e acciughe sotto sale), sono noti anche come puntarelle (o anche mazzocchio) e considerati un piatto tipico della cucina romana e di quella campana. In Puglia sono presenti due importanti varietà locali note come Cicoria puntarelle Molfettese e Galatina.
E per questo particolare tipo di vegetali, ora che ci addentriamo nel pieno dell’inverno, la stagione è al suo apice.

Per ciò che riguarda le sue proprietà nutrizionali, la catalogna è un ortaggio ricco d’acqua e ha dunque una buona azione diuretica. Al suo interno poi, sono presenti vitamine (soprattutto vitamina A e vitamina C) e sali minerali come calcio e potassio che le attribuiscono potere remineralizzante. Ancora, come tutte le altre erbe amare, aiuta il lavoro del fegato ed in particolare stimola l’eliminazione della bile, è ricca di fibre e quindi contribuisce al benessere intestinale con effetto lassativo, tiene a bada la glicemia e contrasta l’innalzamento del colesterolo. Infine, e cosa non da poco, la cicoria catalogna apporta al nostro organismo davvero poche calorie (10 ogni 100 grammi di prodotto crudo): è questo il motivo per cui è particolarmente indicata nelle diete ipocaloriche e disintossicanti.

Catalogna InsalataLa catalogna si può usare sia cruda che cotta ma per sfruttare al meglio tutte le sue proprietà, il consiglio è quello di consumarla a crudo, condita semplicemente con olio e limone. È ormai noto infatti che la cottura impoverisce i vegetali di molte vitamine, in particolare di quelle termolabili, sensibili dunque alle alte temperature.
Anche mangiare catalogna cotta può avere però i suoi vantaggi: questa verdura infatti dopo la cottura risulta più facilmente digeribile e può avere maggiori doti lassative.
I germogli teneri della cicoria catalogna, conosciuti come puntarelle, sono tipici della cucina di Roma e del Lazio e si consumano crudi in pinzimonio e spesso con l’aggiunta di acciughe. Comunque sia, cruda o cotta, stiamo parlando di un vegetale che si presta bene ad essere un contorno gustoso da solo o insieme ad altre verdure o legumi.

Giusto per dare qualche spunto, interessante è la catalogna ripassata in padella: dopo aver lavato per bene la verdura e tolto le puntarelle, si possono utilizzare le foglie al pari di una tradizionale cicoria e ripassarle in padella con olio, sale, peperoncino e aglio.
O ancora la catalogna e patate: se il sapore della cicoria è troppo amaro per il nostro palato, si può smorzarlo aggiungendo ad esempio un gusto più dolce come quello delle patate e ripassare tutto insieme con olio, aglio e peperoncino.
Resta un’avvertenza sulla conservazione: la catalogna non è un ortaggio che si mantiene a lungo, quindi è bene consumarla entro 2-3 giorni dall’acquisto. Per meglio conservarla è preferibile inserirla in un sacchetto di carta o plastica per alimenti.

Eccezione per la salute: l’inulina presente nella cicoria nuoce a gastrite ed ulcere
Se si soffre di gastrite o ulcera è meglio chiedere consiglio al proprio medico sull’eventualità o meno di assumere cicoria catalogna data la
presenza di inulina. Tutte le tipologie di cicoria sono sconsigliate in gravidanza in quanto hanno un’azione utero-stimolante. C’è da considerare infine che la cicoria potrebbe interferire con l’assunzione di alcuni farmaci.

Pasta PuntarelleLA RICETTA
Pasta con puntarelle e olive taggiasche

Ingredienti per 4 persone: 320 grammi di pasta corta di semola (fusilli, orecchiette, penne…), 400 grammi di catalogna lessata, 80 grammi di olive taggiasche, 2 scalogni tagliati a fettine, 4 cucchiai di ricotta salata grattugiata, olio extravergine di oliva, sale marino integrale, peperoncino (facoltativo)

Preparazione: lessare al dente la pasta in abbondante acqua salata. Mentre la pasta si cucina, versare l’olio extravergine di oliva in una padella ampia. Unire subito lo scalogno e lasciarlo appassire leggermente.
Ora aggiungere la catalogna lessata e tagliata a pezzi, le olive taggiasche, regolare di sale e lasciar insaporire per un paio di minuti. Trascorso questo tempo, prelevare un paio di mestolini di acqua di cottura della pasta e versarli sopra le verdure nella padella, mescolare bene e spegnere il fuoco. Quando la pasta sarà cotta ma ancora molto ad dente, scolarla e saltarla con il condimento preparato. Infine completare con la ricotta salata e mantecare finchè la ricotta non sarà fusa. Impiattare e completare con un filo di olio a crudo e una bella macinata di pepe.

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