Oltre 65mila i prestiti. Da mercoledì 1 febbraio una serie di incontri per avvicinare gli adulti alla tecnologia
Dopo la chiusura forzata a causa della pandemia, nel 2022 la biblioteca Manfrediana di Faenza si è confermata l’istituzione culturale più frequentata della città: oltre 20mila presenze nelle sale, 2.142 nuovi iscritti (1.193 adulti, 949 ragazzi) e 65.250 prestiti.
L’attività della biblioteca è tornata alla normalità e, da maggio a dicembre, sono anche stati realizzati 277 laboratori per bambini e ragazzi.
Da segnalare anche la creazione di un gruppo di lettura, con protagonisti ragazzi dai tredici ai sedici anni, che ha da poco festeggiato il primo anno di attività.
Durante gli anni della pandemia, la biblioteca ha comunque partecipato a progetti europei per migliorare le competenze dei bibliotecari e i servizi dedicati agli ipovedenti e agli utenti over 60, con lo scopo di aumentare l’accessibilità delle persone adulte alle nuove tecnologie e ai nuovi strumenti di comunicazione.
A questo proposito, mercoledì 1 febbraio partiranno i Mercoledì digitali: dalle 9 alle 12 i bibliotecari saranno a disposizione del pubblico adulto per aiutare nell’utilizzo del web e delle diverse piattaforme.
Nel 2022, inoltre, è stato di nuovo possibile organizzare eventi dedicati ai fondi e ai laboratori, tutti presenti sul sito della biblioteca: Un archivio per la città, che ha messo online l’archivio Zauli-Naldi e l’Archivio dei possessori, utile a ricostruire le librerie private disperse. Il Patto per la lettura, invece, ha lo scopo di promuovere la lettura e la conoscenza, di combattere la povertà educativa e di informare i cittadini.
Negli ultimi anni sono anche arrivate alcune donazioni: la biblioteca privata del professor Nicolangelo Scianna; l’archivio della Democrazia Cristiana, del Partito Popolare e della Margherita a Faenza, donata da Pietro Baccarini; un album con i disegni di Romolo Liverani, lasciato dalla Libera Università per adulti; pregevoli edizioni in memoria del marito, donate dalla professoressa Carmen Ravanelli Guidotti.
Con un finanziamento dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Accolti dodici utenti provenienti dalla Bassa Romagna
Dal 9 gennaio gli spazi adiacenti alla casa della comunità di Alfonsine (via Reale 49/51) accolgono il rinnovato centro socio riabilitativo diurno per disabili Galassia. Gli spazi – di proprietà dell’Ausl della Romagna e gestiti in convenzione dalla cooperativa sociale Il Cerchio – sono stati completamente riprogettati per accogliere dodici utenti provenienti dai diversi territori dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna.
Il costo complessivo dei lavori di ristrutturazione ammonta a circa 80mila euro, di cui 57mila finanziati con il contributo della Presidenza del Consiglio dei ministri e il rimanente sostenuto con risorse dell’Ausl Romagna.
Il centro è accolto in ampi spazi situati a piano terra con area cortilizia interna e laboratori dedicati; le attività che vi si svolgono sono finalizzate allo sviluppo e mantenimento delle abilità di vita.
«È emersa l’opportunità di pensare a una nuova progettualità – spiega il sindaco referente per le Politiche socio sanitarie dell’Unione, Luca Piovaccari – finalizzata a garantire una migliore funzionalità del servizio di centro socio riabilitativo diurno per disabili Galassia, precedentemente collocato nell’ex presidio ospedaliero di Fusignano. Sono state fatte valutazioni anche a partire dalle limitazioni in termini strutturali che la sede di Fusignano del Csrd presentava, come l’assenza di spazi esterni, la collocazione al primo piano e la presenza di limitati spazi per la realizzazione di laboratori per piccoli gruppi. Il Csrd potrà favorire l’opportunità alla cittadinanza di Alfonsine di aprirsi a nuove esperienze di relazioni con persone diversamente abili e quindi costruire sinergie e occasioni di confronto tra la committenza, il soggetto gestore e le associazioni operanti nel territorio comunale».
Giorgia De Bastiani è la titolare di “Vino al vino street”, una roulotte che porta in giro prodotti di piccole cantine artigianali. Le concorrenti hanno sbagliato l’abbinamento e non hanno riconosciuto che il parente misterioso era la figlia della donna
Tra i mestieri da abbinare agli ignoti nella puntata del programma tv “I soliti ignoti” su Raiuno ieri sera, 23 gennaio, c’era “Ha un’enoteca su 4 ruote” e l’identità nascosta corrispondente era quella di una 46enne di Russi, Giorgia De Bastiani. La donna infatti è titolare di “Vino al vino street”, una roulotte Lander del 1974 che porta in giro per l’Italia i prodotti di piccole cantine artigianali.
De Bastiani era l’ignota numero 4 con un “passaporto” del valore di 64mila euro con imprevisto e le concorrenti, due sorelle di Torino, hanno utilizzato uno degli indizi: “Chi mi chiama cerca qualcosa di originale”, ha detto la russiana. Ma la scelta delle concorrenti è andata su “personalizza tovaglioli”.
La 46enne è stata poi protagonista anche nell’appendice finale, quando i concorrenti devono associare uno degli otto ignoti al cosiddetto parente misterioso. Che era Eleonora Naldi, ventenne figlia di Giorgia. Ma anche qui l’errore delle concorrenti piemontesi e montepremi in fumo.
Dal 30 gennaio al 17 febbraio al museo d’arte di Ravenna la riqualificazione del corridoio centrale e delle cellette
Prosegue il percorso di riqualificazione degli allestimenti delle collezioni permanenti del museo d’arte della città di Ravenna (Mar). Per garantire la tutela del patrimonio che verrà movimentato in occasione dei lavori e la sicurezza dei visitatori, il Mar sarà chiuso al pubblico dal 30 gennaio al 17 febbraio.
In quel periodo infatti inizieranno i lavori nel corridoio centrale, dedicato alle grandi Pale d’altare con i capolavori, tra gli altri, di Luca Longhi e di Giorgio Vasari, e nelle cellette che ospitano opere che vanno dal 1300, a tema devozionale, fino alle opere della celebre bottega ravennate cinquecentesca dei Longhi con testimonianze del padre Luca, del figlio Francesco e della figlia Barbara.
Dal 18 febbraio il museo riaprirà con il Mar dei piccoli con le mostre Poetica del gioco. Roberto Papetti giocattolaio e Illustrazione Sonore a cura di Immaginante, mentre le collezioni saranno ancora chiuse al pubblico fino al 6 marzo, quando la sezione del contemporaneo e quella dedicata al ‘600 saranno nuovamente fruibili. La Pinacoteca nella sua veste rinnovata, con il completamento dei lavori nel corridoio centrale e nelle cellette, riaprirà al pubblico all’inizio dell’estate 2023.
Per la primavera è invece prevista l’apertura del riallestimento della Collezione dei mosaici moderni e contemporanei, i cui lavori sono altresì in corso, come già annunciato qualche giorno fa.
Nel 2023 quindi vedrà completarsi il riallestimento avviato nel 2016 con la sezione dedicata all’arte contemporanea, proseguito nel corso degli anni in varie tappe significative: nel 2018 ha visto nella veste rinnovata la Sala Guidarello e nel 2022, in occasione dei 20 anni dell’Istituzione, la riapertura delle sei sale dedicate al seicento e all’arte contemporanea.
Tre serate in programma tra febbraio e aprile. Gli artisti si racconteranno attraverso canzoni e ricordi in dialogo con Massimo Cotto
Nuova rassegna al teatro Rossini di Lugo: “Rossini d’autore” propone tre serate di parole e musica, durante le quali i protagonisti saranno Enrico Ruggeri (17 febbraio), Irene Grandi (10 marzo) e Piero Pelù (21 aprile), tutti e tre in bilico tra rock e canzone d’autore.
Gli artisti dialogheranno con il giornalista e scrittore Massimo Cotto e si racconteranno con le loro canzoni, ma anche con i loro ricordi, per cercare di scoprire la persona dietro al personaggio.
Tutti gli “incontri con concerto” avranno inizio alle ore 21.
Riceviamo e pubblichiamo questo intervento che traccia, a partire dalla fondazione nel 1829, le vicissitudini della scuola fino alla statizzazione: «Il rinascente istituto deve durare e crescere. Con l’impegno di tutte e di tutti»
Il Polo aelle Arti (Accademia Belle Arti e Istituto Musicale) in piazza Kennedy a Revenna
«It sounds like stories from the land of spirits
| If any man obtain that which he merits | Or any merit that which he obtains».
[«Sembra una storia del regno degli spiriti | quando un uomo ottiene ciò che merita,
| oppure merita ciò che ottiene».]
Samuel Taylor Coleridge, The Good, Great Man, [Il buon, grande uomo] 1802
In queste settimane si è assistito a una gara fra chi si intestava il merito della statizzazione dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna. Un risultato comunque positivo, visto che probabilmente, non molto tempo fa, si sarebbe vista un’analoga gara, ma a chi si attribuiva il merito della sua chiusura.
Nella sua quasi bicentenaria storia – l’“Accademia elementare di Belle Arti” fu fondata il 26 novembre 1829 per volontà, non è irrilevante ricordarlo, della Legazione provinciale e del Comune di Ravenna e con la «protezione» del cardinal Vincenzo Macchi, Legato pontificio – unica Istituzione, assieme all’Istituto musicale Giuseppe Verdi, con cui di recente è stato sancito un accordo di stretta collaborazione che ha portato alla creazione del “Polo delle Arti”, che può vantare il merito di essere autoctona, ha vissuto, nel corso del tempo, momenti di gloria e momenti di crisi. Nata, come si legge nella Prefazione e Discorso […] per la solenne apertura…, pubblicati dalla Tipografia Roveri e Collina nel 1929, «per il miglioramento dei mestieri», essa venne riconosciuta come «uno dei principali oggetti di utilità alla Provincia, e di decoro alla Città».
Il merito dell’idea di fondare un’Accademia va dato tutto all’allora poco più che ventenne prelato maceratese (ma senza ordini sacri) Lavinio Spada de’ Medici, vicelegato dell’odiato cardinal Agostino Rivarola ma da lui ben lontano in spirito. Come si legge nella voce del Dizionario Biografico degli Italiani, a firma di Gabriella Santoncini, egli «si contraddistinse per la liberalità del comportamento pubblico rispetto ai rigori oltranzisti e repressivi del cardinale». Fu anche colui che cercò, senza successo, i resti mortali di Dante.
Tornando al giorno della solenne inaugurazione, un vero parterre de roi vi assistette: il Cardinal Legato della Provincia Vincenzo Macchi, l’Arcivescovo e Principe della Città mons. Chiarissimo Falconieri Mellini, mons. Ignazio Cadolini, vescovo di Cervia, i membri della Magistratura comunale, il Consiglio Accademico, la Deputazione della Pinacoteca, le Autorità civili e militari, la Deputazione e, last but not least, i Professori del Collegio. In luogo più appartato presenziavano anche i Signori Convittori del Collegio, «molta frequenza di scelte persone» e alcune «colte Dame». L’entrata del Legato fu accolta da «musicali istrumenti» che «con armoniosa sinfonia diedero alla solennità lietissimo incominciamento»; dunque, anche allora, come oggi, uno stretto legame tra arti visive e musica. A seguire, «una breve ed acconcia Prefazione» – come devono essere le prefazioni – del conte Alessandro Cappi, patriota ed erudito ravennate nonché segretario dell’Accademia (di cui divenne Direttore nel 1855, dopo la morte di Ignazio Sarti, poliedrico artista bolognese, scultore, architetto e incisore), e un «sublime e squisito Discorso» tenuto da mons. Pellegrino Farini, letterato e storico di Russi. Dopo l’inaugura- zione, l’Accademia rimase aperta per quattro giorni «a quanti piacque di vedere gli oggetti di Belle Arti in Essa raccolti». E, come dubitarlo, «Universale fu il concorso, e universale l’applaudimento sì dei cittadini, che dei forestieri, che ne partivano ammirati».
Di là dalla veste retorica del libello, appare tutto il rilievo dato da Ravenna all’evento della nascita di questa Istituzione cittadina. Nella sua Prefazione, Cappi aveva evidenziato come, per gli Antichi, «le arti am[i]no la pace», ma anche come quest’ultima abbia «bisogno delle arti», lanciando due ammonimenti: «Infelice quella terra, a cui le arti mancano!» e «La pace e le arti, oh bella e santa compagnia!» e concludendo: «certo a ciascun di noi questo giorno dev’essere memorabile, dev’esser giorno di somma allegrezza, uno de’ più bei giorni di nostra vita».
Per essere dunque all’altezza di quel 26 novembre 1829, si sarebbe dovuto organizzare qualcosa, non dico di analogo, perché sarebbe impossibile – tempora mutantur, et nos mutamur in illis –, il 1° gennaio 2023, nel momento “fatale” – per alcuni impossibile, per altri un sogno, per pochi una speranza – in cui l’Accademia ravennate è diventata statale. Siccome però il 1° gennaio tutti sono stati giustamente a festeggiare il nuovo anno, sarebbe bello prevedere a breve una giornata alternativa, in cui la città celebri questo storico evento. Potrebbe coincidere con l’inaugurazione dell’anno accademico.
Perché si è voluto ritornare a quel lontano 26 novembre 1829? Perché ciò che dura, superando tutte le vicissitudini del tempo, va tutelato e conservato. Di più: va coltivato e continuamente sostenuto perché possa crescere. Non si vive mai di sola gloria. Non basta avere i mosaici più famosi al mondo, occorre dar seguito ed essere all’altezza di quel passato.
L’Accademia, negli anni Ottanta, ha avuto fino a 600 iscritti. Allora si trovava nei locali della Loggetta Lombardesca, e, si sa, anche il luogo conta. La prima sede in via Baccarini, progettata da Ignazio Sarti, venne vergognosamente decurtata di più della metà dall’allargamento di piazza del Littorio (ora dei Caduti). Oggi il suo moncone è stato recuperato come sede della sezione Holden della Biblioteca Classense, nell’ottica di una formazione culturale dei giovanissimi, com’era stato l’intento della neonata Accademia. Raggiunto l’apice, il citato massimo numero di studenti, provenienti da tutta Europa e anche dal mondo, il Giappone in primis – e, in quest’apice, come non ricordare la collaborazione di Dario Fo in quegli anni con i giovani studenti dell’Accademia e la sua netta presa di posizione pubblica contro il trasloco dalla Loggetta all’ex Albe Steiner? –, la “caduta”, con lo spostamento sempre più in periferia (da via Baccarini, a via di Roma, a via delle Industrie…), la riduzione al solo corso di Mosaico dai tre iniziali (Pittura, Scultura, Decorazione) e tante altre vicissitudini che può raccontare solo chi le ha vissute dall’interno dell’Istituzione.
Open day 2022 all’Accademia ravennate, al centro la nuova direttrice Paola Babini
Ciononostante, l’Accademia è riuscita a risollevarsi, tanto da riuscire a diventare, dal 1° gennaio, statale e a eleggere la nuova Direttrice, Paola Babini (e se c’è una persona cui va detto grazie per questo successo, lei non è di certo l’ultima). Ma il merito sappiamo anche a chi altri vada attribuito: a coloro che hanno continuato a lavorare, professori e studenti, credendo, anche nei momenti più bui, che sarebbe stato un delitto disperdere un patrimonio bisecolare. E, inoltre, va riconosciuto l’impegno profuso da Chiara Francesconi, come Presidente della Commissione Consigliare Cultura, Alta Formazione Artistica e Mosaico del Comune di Raven- na, nonché dalle ultime due amministrazioni, in particolare l’attuale che, per comunicato stampa di Fabio Sbaraglia, Assessore con deleghe alla Cultura, Scuola, Università, Afam, Mosaico, Politiche giovanili – scripta manent – ha di recente confermato l’impegno a traghettare l’Accademia fino a un porto sicuro, cioè una completa autonomia amministrativa. E per chi volesse informarsi sulla lunga e ricca storia dell’Accademia, può consultare con profitto il volume di Sabina Ghinassi, Accademia Belle Arti Ravenna. Centottant’anni (Longo, 2010, a cura di Maria Rita Bentini).
Ma intestarsi i meriti è esercizio che lascia il tempo che trova. Ora l’Accademia – ritornata finalmente, con alcune aule, in centro città nella nuova sede in piazza Kennedy nell’ex abitazione dei conti Della Torre, edificio del già ricordato “Polo delle Arti” in condivisione col Verdi – patrimonio dello stato ma anche dell’intera città, non deve essere abbandonata da quest’ultima con il fatto che ora “ci pensa lo Stato”.
Adesso è il momento forse più difficile, come sono critici tutti i periodi di cambiamento e di svolta. Insieme al Verdi, e con l’appoggio di tutta la città, Campus universitario di Ravenna compreso, si ponga fine a dietrologie, vecchi rancori, posizioni di parte. Come affermò Pellegrino Farini nel suo Discorso, la volontà del Vice Legato di creare un’Accademia non sarebbe potuta «ridursi ad effetto, se i Magistrati della Città, ed alcuni Ravignani, nobilissimi di animo, come di condizione, non fossero stati […] pronti a condiscendere agl’inviti del Prelato, o generosi a proferire» i dipinti necessari a costituire una Galleria dell’Accademia. E Farini si auspicava che «Come dunque questa Accademia è stata felice nel suo incominciamento, tale duri, e tale cresca».
Proprio quello che deve fare la neonata Accademia statale di Belle Arti di Ravenna: durare e crescere. Con l’aiuto di tutte e di tutti.
Una Fiat 500 ritrovata nei pressi di un ponticello che scavala lo scolo parallelo a via Montaletto
Con l’abbassamento del livello del canale che corre accanto a via Montaletto a Cervia, dopo il passaggio della piena dovuta alla pioggia del weekend, nella mattinata di oggi, 24 gennaio, dalle acque è affiorata una vettura. I vigili del fuoco – allertati dai carabinieri che stanno indagando sulla vicenda – hanno recuperato il veicolo, una Fiat 500 che era stata rubata ieri: nell’abitacolo non c’erano persone, ma una squadra di sommozzatori da Bologna è intervenuta per setacciare un tratto del canale.
Scoperto anche un operaio in nero. Multe per 40mila euro
Su otto ditte edili controllate nei giorni scorsi, cinque sono risultate irregolari per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori e le norme di cantiere (tra ponteggi e viabilità); una invece per la presenza di un lavoratore in nero.
Sono gli esiti di una serie di controlli effettuati sul territorio provinciale dal nucleo operativo del gruppo carabinieri Tutela Lavoro di Venezia, coadiuvato dal nucleo Ispettorato carabinieri del Lavoro di Ravenna e dai militari delle Compagnie di Ravenna e Cervia-Milano Marittima.
Sono state tre le sospensioni delle attività imprenditoriali per “gravi carenze” riscontrate.
Complessivamente sono state elevate sanzioni per circa 40.000 euro.
Il sindaco di Lugo è il coordinatore regionale dei comitati per il deputato che alle primarie 2013 fu sconfitto da Renzi
Gianni Cuperlo e Davide Ranalli nell’ufficio del sindaco lughese
«Con una battuta possiamo dire che entrambi siamo esperti di dimissioni: lui dalla presidenza del Pd in contrasto con Renzi, io dalla presidenza dell’Unione della Bassa Romagna quando capii che non aveva senso restare. Possono accusarsi di tante cose, ma non di incoerenza o scarsa determinazione».
Il sindaco di Lugo, il 38enne Davide Ranalli, è il coordinatore del comitato re- gionale in Emilia-Romagna a sostegno di Gianni Cuperlo alle prossime primarie del Partito democratico. Alla prima riunione, svolta in modalità online con circa settanta persone collegate, ha partecipato anche il 61enne candidato, oggi deputato e già presidente del Pd tra il 2013 e il 2014 dopo la sconfitta alle primarie contro Matteo Renzi. Proprio in quell’epoca nacque il legame con il lughese.
Cosa avrebbe da guadagnare il Pd con la segreteria di Cuperlo?
«Penso che potrebbe contribuire in termini di idee e di visione per una ricostruzione del Pd come forza autenticamente di sinistra. Diciamo che nella narrazione prevalente vista finora che contrappone il pragmatismo eccellente di Bonaccini all’innovazione spinta di Schlein ci può essere un punto di vista più politico interpretato da Cuperlo. Credo che la sua candidatura sia la più politica e la meno politicista tra le quattro».
Che reazioni state riscontrando sul territorio con la nascita dei comitati?
«Dal mondo intellettuale, da docenti e da una parte del mondo cattolico c’è molto interesse».
Lo spessore intellettuale e i modi garbati di Cuperlo non si discutono, ma ce lo vede a conquistare consensi tra i giovani?
«Sì, forse anche più del consenso che può raccogliere qualche 40enne in carriera. Con Cuperlo metodo e merito si incontrano, la sua autenticità di pensiero riesce a parlare a una platea trasversale. I giovani, anche quelli meno coinvolti, hanno dentro un’idea che non per forza deve essere un ideale, hanno una visione delle cose, una necessità di sperare e guardare al futuro. Il racconto del mondo che propone Gianni ha una dimensione critica: stare nel mondo ma senza aderire alle sue contraddizioni e anzi cercare di capirle e analizzarle. E chi può essere più critico di un giovane?».
Al di là di tutto questo, resta il fatto che Cuperlo è nel Pd dalla fondazione e che dieci anni fa ha già provato la corsa alle primarie e ha perso. Insomma, la sua parte l’ha fatta. In un partito in crisi e in cerca di rilancio, non dovrebbe avere spazio chi ancora non ci ha provato?
«La logica della rottamazione che prevalse nel congresso del 2013 è servita a rottamare la storia di sinistra del Pd e non un gruppo dirigente. Il Paese di oggi non è quello di dieci anni fa, ma la visione di Cuperlo di allora è forse ancora più attuale: la guerra, il coronavirus, le disuguaglianze sempre più forti, un governo di destra come mai prima. Per questo la critica deve essere ancora più aspra adesso e non è un caso se dalle ricerche emerge che i pensatori più studiati al mondo ora sono Gramsci e Marx perché quella visione critica di alcuni secoli fa è purtroppo attuale: le condizioni dei lavoratori sono peggiorate, il capitalismo è sempre più feroce, alla crisi sociale si è aggiunta la crisi di diritti civili e ambientale, i conflitti sono bellici e commerciali. Per questo chi pensa che si possa fare a meno della sinistra dice una sciocchezza».
Lei fa il sindaco dal 2014 e quindi conosce il mestiere dell’amministratore pubblico. È una competenza che manca nel cv di Cuperlo. Non sarebbe utile per fare il segretario di partito?
«In questi ultimi anni abbiamo messo la meglio classe dirigente di cui il partito disponeva al servizio delle istituzioni. Abbiamo spostato molto la dimensione della politica sulla dimensione del governo e questo ha prodotto l’impressione che politica fosse pragmatismo e buon programma di governo. Io penso che un buon partito abbia bisogno di saper fare, ma ancora di più di uno sguardo più lungo, una capacità analitica. Per questo penso che in questa fase, in cui la destra prevale in Parlamento e nel Paese, il partito dovrebbe essere affidato a una persona in grado di dare una visione».
Sarebbe il momento giusto per una segretaria?
«I tempi erano maturi anche 15-20 anni fa. La politica è la politica: servono delle visioni e chi esprime quelle giuste è il candidato giusto, a prescindere dal genere. Mi stupisce che questo tema venga utilizzato da capi corrente maschi che poi quando fanno le liste promuovono uomini a loro fedeli. A me interessa un congresso che discuta di temi e non di alleanze con altri partiti».
Il titolare di un bagno di Punta Marina ha sporto denuncia
Si vedono in tre, all’apparenza minorenni, sfasciare tavoli e sedie di plastica, fioriere e un triciclo. Ridendo.
Tre ragazzini intenti a vandalizzare l’esterno di un bagno di Punta Marina. Fino a che non si accorgono della presenza della telecamera e decidono di scappare tra le bestemmie.
Il video delle loro gesta è finito sui social, postato direttamente dal titolare del bagno, allo scopo di individuare i tre vandali.
Titolare che ci ha detto di aver fatto anche regolare denuncia alle forze dell’ordine, che ora, sulla base dei filmati, tenteranno quindi di risalire all’identità dei tre.
Diversi interventi per allagamenti e pioggia, il mare e entrato in paese a Lido Adriano e Lido di Classe
È ancora stato di allerta in Emilia-Romagna per mareggiate, piene dei fiumi, frane e piene dei corsi minori fino alla mezzanotte di oggi, 23 gennaio. Interessato, in particolare, tutto il litorale e l’Appennino romagnolo, già colpiti nella notte dal maltempo: a causa di abbondanti piogge e nevicate, sono sorte diverse criticità, in particolare nelle province di Rimini e Forlì-Cesena. La Regione fa il punto della situazione per ogni provincia.
A Ravenna sono stati necessari interventi da parte di personale e mezzi del Comune, della polizia locale, dei vigili del fuoco, della protezione civile per allagamenti da ingressione marina e per la rimozione di alberature pericolanti.
In particolare le località sulle quali si è intervenuti sono Lido Adriano, Lido di Savio e la zona a nord di Casalborsetti. L’acqua sta lentamente defluendo e per precauzione restano chiuse (tranne che ai residenti) via Trieste, in prossimità dello scolo Lama e via della Cooperazione a Casalborsetti mentre riapre il tratto di viale Petrarca.Si ricorda che anche le dighe foranee sono chiuse ed è vietato l’accesso. Si ricorda altresì che anche nelle prossime ore serali e notturne potranno esserci ulteriori fenomeni di ingressione marina ed erosione del litorale.
A Ravenna, in località Ammonite, il maltempo ha causato la caduta di alberi; sono intervenuti i volontari. A Cervia, Marina di Ravenna e Lido di Classe, sempre nel ravennate, si lavora alla preparazione e al posizionamento di sacchettature di sabbia per difendere la costa: 400 i sacchi già posizionati (200 forniti dal coordinamento e 200 forniti dal comune), 200 quelli preparati. A Marina di Ravenna si è verificata la rottura della duna, con allagamento di due stabilimenti. A Cervia allagamento del Molo Nord; è stata necessaria la chiusura stradale.
Per domani, martedì 24 gennaio, è stata emessa un’allerta Gialla su tre fenomeni, per mareggiate, piene dei fiumi, frane e piene dei corsi minori. A seguito delle precipitazioni dei giorni scorsi, sono previsti livelli idrometrici superiori alla soglia 1 nei tratti vallivi dei bacini romagnoli. Nelle zone montane/collinari centro-orientali, saranno possibili fenomeni franosi localizzati su versanti caratterizzati da condizioni particolarmente fragili. Nella nottata, non si escludono condizioni del mare sotto costa che possano generare fenomeni di ingressione marina ed erosione del litorale. Inoltre, è previsto un significativo rialzo dello Zero termico e della quota neve; la ventilazione sarà meno intensa che nei giorni passati e l’aumento delle temperature potrà provocare una parziale fusione del manto nevoso.
Questa la situazione odierna nel resto della Romagna.
Nel riminese, le strade provinciali sono mantenute aperte con grandi difficoltà grazie a 40 mezzi spazzaneve; la criticità maggiore riguarda la Strada provinciale 8. Le difficoltà più grosse sono determinate dalla presenza di alberi e rami che intralciano l’operatività dei mezzi di soccorso. Per quanto riguarda le strade comunali, i problemi maggiori si riscontrano nei comuni di Sasso Feltria e Sant’Agata Feltria. In generale, tutti i comuni dell’Alta Val Marecchia e della zona del Sasso Feltro hanno condizioni di percorribilità molto difficoltose e non è possibile transitare in queste zone senza gomme da neve e/o catene.
A supporto di provincia e comuni sono intervenuti i Vigili del fuoco e il volontariato di Protezione civile con 8 squadre (circa 30 persone) che hanno fornito supporto con turbine per la neve e 2 cisterne per il rifornimento dei mezzi spalaneve, in coordinamento con l’ufficio territoriale dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile.
Anche nella provincia di Forlì-Cesena non sono mancate criticità a livello di viabilità con la chiusura, in entrambe le direzioni di marcia, della E 45 a causa della neve (stamani è rimasto bloccato un pullman con 30 bambini a bordo in gita) e per la rottura di un cavo dell’energia elettrica di media tensione. Attualmente risulta chiuso anche il passo dei Mandrioli. Sulla costa, la combinazione di forti mareggiate e alta marea hanno determinato diversi problemi. Si segnala, in particolare, l’ingressione del mare a Cesenatico, in località Valverde. Qui si sono verificati danni alle dune in prossimità del Bagno Bertino, oltre alla fuoriuscita di acqua dal porto canale a valle delle porte Vinciane. A Cesenatico invece ha ceduto la duna provocando l’allagamento di viale Carducci. Si lavora alla protezione da ingressione marina con l’allestimento di 900 sacchi.
L’annuncio dell’assessora Del Conte nella commissione consigliare che discuteva una petizione cittadina per mettere in sicurezza il punto
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Verrà realizzata una rotatoria all’incrocio tra via Dismano e via Lunga nella frazione di Osteria (Ravenna). L’assessora comunale ai Lavori Pubblici, Federica Del Conte, è intervenuta oggi, 23 gennaio, nella commissione consigliare che discuteva della petizione supportata dal comitato cittadino di Campiano e Osteria per ottenere la rotonda. La Provincia ha deciso di intervenire. I lavori dovrebbero iniziare nel 2025.
«Dal territorio – dichiara Igor Bombardi del Pd, presidente della Commissione – era emersa la richiesta di mettere maggiormente in sicurezza l’incrocio di Osteria, come espresso anche dal Consiglio territoriale in una delle ultime sedute. L’esigenza di sicurezza è nota all’amministrazione tanto che erano già stati installati rilevatori di velocità, di cui l’ultimo è entrato in funzione nel giugno 2022. È tuttora in corso il cantiere per la costruzione del marciapiede su via Lunga».
Anche il consigliere Pd Fabio Bazzocchi, che risiede proprio a Osteria, è intervenuto nel dibattito. «È necessario – ha detto – migliorare ulteriormente la viabilità di questa zona. La rotonda ha sempre rappresentato una delle tante priorità sollecitata dagli abitanti della frazione anche se i lavori effettuati dopo l’ultimo incidente hanno contribuito ad aumentare la sicurezza dell’incrocio, sia per quanto riguarda la visibilità con il lampeggiatore aggiuntivo gigante installato su via Lunga che la riduzione della velocità con gli autovelox che infatti hanno segnalato molte infrazioni».