venerdì
22 Maggio 2026

Riapre il Palazzo dei Congressi di largo Firenze: Comune e Provincia lo hanno affidato all’Università

Palazzo dei Congressi di largo Firenze tornerà a essere a disposizione degli studenti, grazie ad un accordo sottoscritto da Provincia, Comune e Università di Bologna. Lo spazio sarà infatti concesso in comodato d’uso gratuito dalla Provincia e dal Comune, comproprietari al cinquanta per cento, all’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, principalmente per lo svolgimento di attività didattiche e scientifiche, ma non solo. Il testo del contratto, della durata di tre anni prorogabile di ulteriori due, è stato approvato con atti della giunta comunale e della presidente della Provincia.

Il palazzo è chiuso da quasi due anni, tornato nelle mani di Comune e Provincia una volta terminata la gestione di Fondazione Flaminia. Sono stati nel frattempo eseguiti necessari lavori di rifunzionalizzazione dello stabile e di rifacimento del tetto per una spesa complessiva di oltre 200mila euro.

«Grazie a questo accordo – precisano la presidente della Provincia, Valentina Palli e il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni – Palazzo dei Congressi potrà tornare a disposizione della città, a partire dalle lezioni universitarie del nostro Campus. In questo modo si compie un ulteriore passo avanti nel sostegno del diritto allo studio, alla formazione e alla cultura, nell’ottica di contribuire anche alla crescita della comunità universitaria ravennate. Questo spazio rafforzerà la sede di Palazzo Corradini nella dimensione di piccolo e funzionale campus universitario, in piena coerenza con gli indirizzi di aumentare e potenziare la presenza di servizi e funzioni in centro storico. L’intera area, inoltre, si trova a pochi passi dal futuro studentato universitario e riteniamo che anche questo elemento qualifichi ulteriormente l’accordo».

Palazzo dei Congressi comprende una sala circolare della capienza di oltre trecento posti, nonché spazi espositivi, salette, zona ristoro, servizi igienici e depositi, distribuiti su tre livelli.

La Provincia e l’Amministrazione comunale, compatibilmente con le attività già inserite a calendario dall’Università, potranno utilizzare gratuitamente Palazzo dei Congressi per tre giorni ciascuna ogni anno. Inoltre, alcune porzioni dell’immobile, destinate all’attività della banda cittadina, resteranno nella disponibilità di Provincia e Comune.

Versalis, licenziamento collettivo a Ferrara. Cgil: «Preoccupazioni anche per il petrolchimico di Ravenna»

Il 5 maggio scorso le segreterie di Filctem, Femca e Uiltec del territorio ferrarese hanno ricevuto, tramite Pec, una comunicazione da parte della direzione di Versalis, azienda del gruppo Eni, con la quale si annuncia l’intenzione di avviare una procedura di licenziamento collettivo per il sito di Ferrara, coinvolgendo 30 lavoratori. Nella comunicazione, l’azienda giustifica gli esuberi motivandoli con un generico “clima di forte incertezza”.

«Quanto sta avvenendo nella vicina Ferrara ci preoccupa anche per i possibili riflessi sulle lavoratrici e lavoratori del petrolchimico di Ravenna – commenta Fabio Rossi, segretario generale della Filctem Cgil di Ravenna -. L’annuncio degli esuberi da parte di Versalis giunge purtroppo tristemente annunciato. Era il dicembre del 2024 quando proprio da Ravenna denunciammo la scellerata decisione di Versalis di abbandonare la tecnologia dei cracking chiudendo i siti di Brindisi e Priolo. Allora dicemmo che sarebbe aumentata la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento delle materie prime e avremmo assistito a un’inesorabile uscita del nostro Paese dalla chimica di base, con un effetto domino su tutti i siti produttivi Versalis e drammatiche conseguenze sul piano dell’occupazione, con una gestione affannosa degli esuberi del personale da redistribuire su tutto il territorio nazionale. Concetti che abbiamo poi ribadito più volte in numerosi comunicati e con un presidio davanti ai tornelli del petrolchimico di Ravenna, nel corso del quale abbiamo ricevuto la visita dell’onorevole Giuseppe Conte».

«Ritenevamo e riteniamo ancora – aggiunge Rossi – che la scelta di Versalis di abbandonare la chimica di base, inseguendo progetti fumosi e le indicazioni degli azionisti a guardare al mercato finanziario più che all’industria nazionale, sia profondamente sbagliata. Così come sbagliati sono stati l’avvallo del Governo a questo piano e il protocollo siglato da Eni con il Governo e altre organizzazioni sindacali che la Cgil, la Filctem e la Regione Emilia Romagna si sono fermamente rifiutati di firmare. Ci hanno dato dei disfattisti, insinuando che eravamo mossi da motivazioni ideologiche. Ora Eni non tiene fede nemmeno a quel protocollo e le ripercussioni di quanto deciso e messo in atto da Versalis sono arrivate alle porte di casa nostra, con l’annuncio di 30 esuberi su 313 dipendenti nel sito di Ferrara. A quando un annuncio simile per il sito di Ravenna? Esprimiamo la nostra più sincera vicinanza ai lavoratori Versalis di Ferrara e un profondo rammarico perché neppure di fronte alla prospettiva dell’imminente espulsione del 10% della forza lavoro dal sito si è riuscita a ritrovare l’unitarietà sindacale. Evidentemente chi ha firmato il protocollo, ora palesemente disatteso, preferisce ancora continuare a difendere le scelte aziendali piuttosto che i posti di lavoro di quelli che dovrebbe rappresentare. Nei prossimi giorni metteremo in atto tutte le iniziative possibili per sensibilizzare l’opinione pubblica, le istituzioni locali e tutti i lavoratori su quanto sta avvenendo. Non possiamo permetterci la distruzione della chimica di base in Italia perché vorrebbe dire deindustrializzazione per tutto il paese».

Versalis precisa che la procedura attivata, seppur inquadrata dal punto di vista normativo nell’istituto del licenziamento collettivo con accesso alla Naspi, «fa riferimento a una prassi utile a favorire il turnover dei lavoratori, già avviata nel recente passato anche in altri siti Versalis con la sottoscrizione di accordi sindacali, e che tiene conto in via prioritaria del criterio della volontarietà con incentivazione economica. Nel caso specifico, la procedura potrà coinvolgere nei prossimi due anni al massimo 30 persone, che decideranno di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro alle condizioni previste dalla normativa».

Cgil lancia la raccolta firme per due nuove proposte di legge sul tema di sanità e appalti

“Io firmo per il diritto alla salute” e “Io firmo per stesso lavoro, stesso contratto”: Cgil dà il via alla campagna di raccolta firme per due proposte di legge di iniziative popolare dedicate ai temi della sanità pubblica e degli appalti.

Nel Ravennate sono due gli incontri in programma: venerdì 15 maggio si terrà a Lugo l’assemblea generale della Cgil di Ravenna e di tutte le categorie del sindacato. L’appuntamento è al centro sociale il Tondo di via Lumagni 30, alle 9. Sabato 16 maggio, ci si ritroverà invece a Ravenna, in piazza Marsala, dove sarà presente un banchetto informativo dalle 17 alle 19. Ai partecipanti sarà offerto un aperitivo. Dal 15 maggio sarà possibile firmare anche online.

«Le due proposte di legge puntano a cambiamenti concreti e urgenti – commentano dal sindacato -. sul tema della sanità la proposta mira a rendere effettivo il diritto alla tutela della salute, con l’obiettivo di difendere e rafforzare il Servizio sanitario nazionale e valorizzare il lavoro nel settore. Sul tema del lavoro negli appalti, per garantire lo stesso salario, le stesse tutele e gli stessi diritti delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti del committente, oltre a maggiori condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro».

La mobilitazione interesserà tutta Italia, con presentazioni e raccolte firme in programma in ciascuna delle 110 Camere del Lavoro della Cgil.

In piazza per ricordare i 78 anni dalla Nakba Palestinese: «A Gaza il genocidio continua»

«La Nakba continua. Il genocidio in corso a Gaza da 2 anni e mezzo è solo l’ultimo capitolo». Venerdì 15 maggio alle 18 La via Maestra scende in piazza del Popolo, per ricordare il 78° anniversario della Nakba palestinese. 

Con la parola Nakba, in arabo “catastrofe”, i palestinesi indicano l’espulsione forzata dalla propria terra iniziata il 15 maggio del 1948, il giorno dopo alla proclamazione dello stato di Israele. Oltre 800.000 palestinesi furono cacciati dalle loro case, l’80% della popolazione dell’epoca, più di 530 villaggi e città distrutte, con massacri e furto di terra che ha reso i palestinesi un popolo profugo.

«Da allora la Palestina ha subito 78 anni di occupazione militare, massacri, pulizia etnica, apartheid e moltiplicazione delle colonie illegali – continuano dalla rete di attivisti -.
Così come in Cisgiordania è in corso un’accelerazione senza precedenti della pulizia etnica sempre più aggressiva e violenta da parte dei coloni e dei soldati nella più totale impunità.  Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il sostegno e la complicità delle potenze occidentali, dell’Europa, Italia in primis, attraverso un costante supporto politico, economico, militare e mediatico». 
Il presidio di Ravenna si inserisce in una serie di manifestazioni, eventi e cortei previsti in molte città in Italia e nel mondo.

Firmata la convenzione, sempre più vicina la riqualificazione dell’ex Colonia Paradies di Pinarella

È stato firmato nei giorni scorsi davanti al notaio la convenzione tra il Comune di Cervia e Technacy – l’azienda cervese leader nel settore delle telecomunicazioni mobili, della tecnologia e della connettività digitale – propedeutica all’avvio dei lavori di riqualificazione e rigenerazione dell’ex Colonia Paradies di Pinarella.

Si tratta quindi di un iter già molto avanzato e quasi alla fine: «non appena arriverà la comunicazione ufficiale dagli uffici comunali – commentano dall’azienda, che aveva acquisito l’ex colonia nel 2022 -, avremo un anno di tempo per avviare i lavori».

In posizione unica fronte mare e a ridosso della pineta cervese, la struttura si articolerà su tre livelli: coworking con bar al piano terra, coliving al primo piano e sede di Technacy al secondo. Completano il progetto un giardino per eventi, la spiaggia e una terrazza rooftop. Il progetto architettonico, affidato a Officina Meme Architetti, punta all’autosufficienza energetica e ai principi delle Nature Based Solutions. «L’obiettivo – scrivno ancora dall’azienda – è diventare il primo modello replicabile per destagionalizzare la Riviera Romagnola, trasformando le colonie abbandonate in ecosistemi attivi tutto l’anno, capaci di connettere innovazione, territorio, persone e turismo sostenibile».

Conclusi i campionati dilettantistici: poche gioie e tante retrocessioni in provincia

All’ombra di un Ravenna che vola in Serie C e di un Russi Futsal che giocherà la Serie A2, il calcio dilettantistico ravennate sta vivendo uno dei periodi più bui di sempre. A testimoniarlo è la stagione 2025-2026, da poco conclusasi. Ad esclusione dei due gironi di Terza Categoria (in cui le compagini erano tutte ravennati), e della Serie D (in cui non ne partecipava neanche una), nei 7 campionati a “timbro ravennate”, solo il girone M di Seconda Categoria è stato vinto dal Faventia, mentre sono ben 8 le retrocessioni.

Andando con ordine, l’equilibrato e complicato girone B d’Eccellenza è stato vinto dai bolognesi del Mezzolara, che hanno trionfato all’ultima giornata a discapito dell’ex Spal, nobile decaduta del calcio italiano ora denominata Ars et Labor Ferrara. Per quanto riguarda la provincia di Ravenna, hanno ben figurato sia Russi che Massa Lombarda: i falchetti di mister Ferrario hanno chiuso ad un solo punto dall’ultima piazza valevole dei playoff; mentre i bianconeri, dopo un ottimo girone d’andata, sono calati sul finale di campionato terminando noni con 46 punti. La realtà conselicese del Sanpaimola, con una delle rose più giovani del campionato, si è salvata al fotofinish senza passare dal purgatorio dei playout. Stessi playout che si sono trasformati in inferno per il Faenza. La formazione di mister Cavina non è riuscita a replicare l’impresa di un anno fa ed è retrocessa, perdendo al Bruno Neri contro il Castenaso per 1-2. Stagione complicata invece per il Solarolo, che non è mai riuscito a trovare continuità ed è retrocesso con il misero bottino di 28 punti. Resteranno quindi solo tre, tutte in Eccellenza, le squadre di vertice del calcio provinciale il prossimo anno (tolto ovviamente il Ravenna).

In Promozione era il Cervia United la squadra con più carte in regola per salire al piano di sopra. In regular season i cervesi hanno chiuso in terza posizione, a 8 lunghezze dalla Savignanese vincitrice, ma i playoff sono terminati subito: fatale la sconfitta casalinga contro il Novafeltria per 0-1. Il San Pietro in Vincoli ha concluso la stagione a metà del guado con 45 punti, mentre la Reno Sant’Alberto si è salvata ai playout dopo una sfida fratricida contro il Bagnacavallo. Nonostante lo 0-0 del Nostini maturato dopo i tempi supplementari, i biancorossi sono costretti alla retrocessione per via del peggior piazzamento in classifica al termine della stagione regolare. Nulla da fare per il Classe, che scende in Prima Categoria con appena 22 punti accumulati. Altro balzo all’indietro per la squadra del presidente Cavina, che nella 2018-2019 disputò uno storico campionato di Serie D. Infine, lo Sparta Castel Bolognese, unica rappresentante ravennate del girone C di Promozione, ha disputato un ottimo campionato valso il settimo posto in classifica ad appena due punti dalla prima piazza utile per i playoff.

Le note più liete arrivano, forse, dalla Prima Categoria, la settima serie del panorama nazionale. Nel girone F, ben tre squadre ravennati hanno raggiunto i playoff: il Savarna (quinto) è stato eliminato per mano del Reno Molinella (secondo), mentre nel derby tra Only Sport Alfonsine e Stella Rossa Casalborsetti, l’hanno spuntata i biancoazzurri grazie al pareggio interno del Brigata Cremona. La strada per la Promozione (che sarà ridotta a 16 squadre) appare comunque complicata: l’Alfonsine dovrà vincere con il Reno Molinella e poi superare anche la prima fase regionale per sperare nel ripescaggio. Nello stesso girone, campionato “tranquillo” per Cotignola e Frugesport, mentre due salvezze sofferte sono state raggiunte da Fusignano ed Erika Lavezzola. Nel girone G, buona stagione, ma senza mai avere lo sguardo rivolto verso le zone nobili della classifica per Fosso Ghiaia e Virtus Faenza, che chiudono rispettivamente sesta e settima. Il Savio ha mantenuto la categoria grazie ai 35 punti totalizzati, mentre il Modigliana si è salvato ai playout grazie al 2-0 inflitto alla Fiumanese.

In Seconda Categoria, da segnalare la vittoria del girone M da parte del Vis R.F Faventia che quindi giocherà per la prima volta in Prima Categoria. Grazie a un ripescaggio praticamente certo, la stagione 2026-2027 segnerà uno storico debutto in Prima anche per il Porto Fuori. La formazione ravennate, dopo il quarto posto, ha coronato la propria annata vincendo i playoff del girone N e la finale regionale contro il Real Rimini. Si tratterà della prima partecipazione alla Prima Categoria dalla fondazione della società, avvenuta nel 1973. In Terza Categoria hanno vinto il campionato l’Atlas di Santa Maria in Fabriago e il Wild Bagnara.

Dopo sette anni torna “Vinessum”: la due giorni dedicata all’enologia che mette al centro vignaioli e artigiani

Sono passati sette anni dall’ultima edizione di “Vinessum – Vignaioli protagonisti”, la rassegna dedicata al mondo dell’enologia e della produzione vinicola artigianale che si prepara a tornare nel cuore di Bagnacavallo. L’appuntamento è sabato 16 e domenica 17 maggio, negli spazi del complesso monumentale di via Cadorna.
«Vinessum è un progetto che nasce dal desiderio di dare voce a chi custodisce davvero il territorio. L’idea è quella di valorizzare il rapporto diretto tra produttori e pubblico, le realtà che lavorano con attenzione alla qualità, alla sostenibilità e al legame con i territori di provenienza –  ha sottolineato Andrea Marchetti, ideatore della manifestazione. – Dopo sette anni torniamo dove ci eravamo lasciati, con una consapevolezza nuova: vogliamo che Vinessum sia un luogo dove le persone si sentano bene, stiano bene e scoprano prodotti di eccellenza artigianale e possano portarsi a casa un pezzetto di questa esperienza, acquistando direttamente dai produttori». Il programma comprenderà infatti degustazioni, possibilità di acquisto diretto, incontri con i produttori e momenti dedicati alla convivialità.
«Siamo molto contenti che Vinessum torni a Bagnacavallo dopo diversi anni – ha dichiarato l’assessora al turismo e promozione del territorio Caterina Corzani –. Si tratta di un appuntamento che mette insieme qualità delle produzioni, valorizzazione del territorio e capacità di creare occasioni di incontro e di presenza in città. Manifestazioni di questo tipo contribuiscono anche a far conoscere Bagnacavallo e le sue realtà culturali e ricettive a un pubblico ampio e diversificato».
Il biglietto d’ingresso costa 20 euro; è prevista una tariffa ridotta a 15 euro per le associazioni di sommellerie e a 10 euro per gli operatori del settore, previa richiesta all’organizzazione. Le prevendite sono disponibili sul sito Vinessum, dove si può consultare anche la lista completa degli espositori.

Cervia si prepara al suo 582esimo Sposalizio del Mare: dal lancio dell’anello al corteo storico

È tutto pronto a Cervia per il tradizionale Sposalizio del Mare, la festa con la quale da quasi sei secoli la città rinnova il suo legame con il Mare Adriatico. L’edizione di quest’anno celebra anche due importanti anniversari: i 50 anni del gemellaggio con la città polacca di Jelenia Góra e il 40esimo anniversario dello Sposalizio del Mare celebrato da Giovanni Paolo II, l’11 maggio 1986, durante la visita pastorale in Romagna.

Per celebrare il gemellaggio sottoscritto nel ’76, la città di Jelenia Góra sarà ospite dello Sposalizio, con una delegazione capeggiata dal sindaco Jerzy Łużniak e di cui fanno parte anche la “Dama dell’Anello” e il “Podestà” nel corteo storico. Inoltre, per celebrare il legame e l’amicizia che dura da mezzo secolo, Jelenia Góra (presenza costante alla manifestazione annuale “Cervia Città Giardino”) per l’edizione 2026 dell’evento allestirà con piante e fiori il Giardino Ulrico Sarti, in piazzale Ascione.

Per rievocare la presenza del Papa a Cervia invece, accompagnato dall’allora ministro Oscar Luigi Scalfaro, è in programma per martedì 12 maggio, un incontro pubblico alla Biblioteca comunale Maria Goia, in collaborazione con il Circolo Ricreativo Pescatori La Pantofla (ore 17), per ricordare lo Sposalizio del 1986 tra testimonianze, videoproiezioni di immagini e la ricostruzione storica a cura di Renato Lombardi. Condurrà l’incontro il presidente del Circolo dei Pescatori Gastone Guerrini e interverranno Vittorio Ciocca, sindaco di Cervia nel 1986, e don Pierre Laurent Cabantous, Arciprete di Cervia. 

Le celebrazioni della 582a edizione dello Sposalizio del Mare entreranno nel vivo sabato 16 maggio, alle ore 21, con la Cerimonia dell’anello, organizzata al Teatro comunale “Walter Chiari”: allo scambio dei doni con la città ospite, seguirà il concerto della Grande Orchestra Città di Cervia. Per domenica 17 maggio, giorno dell’Ascensione, oltre ai festeggiamenti è in programma la partenza della 9a tappa del Giro d’Italia 2026, la Cervia-Corno alle Scale. La giornata sarà poi dedicata, come da tradizione, alla sfilata del corteo storico e all’attesa celebrazione dell’antico rito in mare e alla sfida della pesca dell’anello dove i giovani cervesi si contendono il “trofeo” che promette fortuna e prosperità. 

Dalle ore 16.30, in piazza Garibaldi, l’esibizione di sbandieratori, musici e alfieri, in rappresentanza dei rioni del palio del Niballo di Faenza e la sfilata dei figuranti in costumi storici precedono la benedizione solenne dell’anello da parte dell’Arcivescovo Mons. Lorenzo Ghizzoni, con accompagnamento musicale a cura del Coro Ad Novas. Alle ore 17.30 il Corteo storico dei figuranti e delle autorità si muoverà verso il porto canale, dove tra la folla festante le barche aspettano di uscire in mare aperto per rinnovare l’antico rito del matrimonio con l’Adriatico. Ancora una volta il folto gruppo del “pescatori dell’anello” si contenderà l’ambito trofeo lanciato nei flutti dall’arcivescovo per assicurare fortuna e prosperità a sé stesso e alla città. Anche per questa edizione saranno allestiti due maxischermo, uno in piazza Garibaldi e uno nei pressi del Porto Turistico, sul Lungomare D’Annunzio, per assistere al lancio in mare. Per seguire invece il rito a bordo delle motonavi, è possibile acquistare il proprio biglietto online.

Ravenna-Cittadella atto secondo. Mister Mandorlini: «Sarà fondamentale l’aspetto mentale»

I playoff sono un campionato nel campionato, dove ogni certezza può sgretolarsi nel giro di pochi minuti. Ne sa qualcosa il Cittadella, che al Tombolato assaporava già la qualificazione quando il cronometro segnava meno di dieci minuti alla fine. Poi la reazione del Ravenna: i gol di Bani e Fischnaller hanno rimesso tutto in equilibrio, fissando il risultato sul 2-2 e riaccendendo l’entusiasmo dei quasi 400 tifosi giallorossi che avevano seguito la squadra in Veneto.

Un entusiasmo che accompagnerà il Ravenna anche domani, mercoledì 13 maggio, al Benelli, dove alle 20 andrà in scena il ritorno del primo turno della fase nazionale. «È ancora tutto in equilibrio, sarà domani la partita decisiva – ha dichiarato mister Mandorlini in conferenza stampa -. Quella di domenica è stata una partita dai mille volti, ma ora bisogna resettare: ciò che di buono è stato fatto non conta più. Il calcio è tremendo».

Il Ravenna in effetti, ha dimostrato di essere superiore nella gara d’andata, ma con due disattenzioni – grossolana la prima – ha rischiato di compromettere seriamente il passaggio del turno. Al ritorno, il Cittadella di mister Iori avrà un solo risultato utile per passare il turno: «Nei playoff conta molto l’aspetto mentale, abbiamo avuto pochi giorni di riposo e loro sicuramente cercheranno di creare più situazioni offensive rispetto all’andata – prosegue il tecnico giallorosso -. Formazione? Qualche cambio rispetto a domenica lo abbiamo in mente. Chi è subentrato all’andata è stato decisivo, soprattutto nell’ultima mezz’ora». Uno su tutti Viola – buttato nella mischia da Mandorlini come regista al posto del figlio – ha saputo innescare in più occasioni gli attaccanti: «Viola ha nei piedi una palla “pesante” ed è dotato di caratteristiche diverse rispetto a Matteo (Mandorlini ndr) e Rossetti». Proprio il mediano titolare sarà tra i convocati: «Comincia a stare meglio e si è allenato. Dovrebbe avere nelle gambe uno spezzone di partita».

L’allenatore ha poi analizzato l’errore del portiere Poluzzi che ha portato al vantaggio granata, generato da una rimessa laterale orizzontale di Donati e da un passaggio rischioso di Bianconi: «Succede anche ai migliori portieri dei livelli alti. È stato un errore tecnico, era messo male con il corpo. Non è solo colpa sua, abbiamo sbagliato prima nel fallo laterale. Bisogna essere concentrati. Stadio esaurito? La squadra vive con la città questo momento ed è consapevole quanto conti domani sera. Saranno 90 minuti in cui ci giochiamo tanto».

Deco industrie approva il bilancio 2025 con 253 milioni di ricavi e quasi 17 milioni di margine operativo lordo

253 milioni di ricavi e un patrimonio netto di 88,5 milioni di euro: l’assemblea dei soci di Deco Industrie ha approvato il bilancio consolidato 2025, in netta crescita rispetto all’anno precedente (che aveva segnato 229 milioni) e con un margine operativo di 16.9 milioni di euro.
Il gruppo cooperativo è nato nel 1951 ed è attivo nei settori alimentare, detergenza casa, cura della persona e cosmetica. Oggi si riconferma una delle principali realtà industriali cooperative italiane nel largo consumo, capace di servire ogni giorno oltre un milione di consumatori, con aziende e stabilimenti produttivi diffusi tra Ravenna e Bagnacavallo, Forlì, Imola, Bondeno e Noale.

Nel corso dell’assemblea di approvazione del bilancio si è rinnovato anche il Cda, confermando per il triennio 2026-2028 Antonio Campri come presidente e Stanislao Fabbrino nel ruolo di Amministratore Delegato, con deleghe alla pianificazione strategica fino a fine anno.A lui succederà Paolo Cristofori (già DG di Fruttagel di cui manterrà il ruolo), nominato direttore generale Paolo Cristofori.

«Oggi per me è un giorno molto importante, in quanto è la mia ultima assemblea in questa veste. Resterò in CdA ma con diverso ruolo. – dichiara Fabbrino – Il gruppo Deco Industrie è una realtà che nel corso di questi ultimi quattro anni ha visto una crescita importante di fatturato che è stata affiancata da un importante consolidamento finanziario, notevole rafforzamento del patrimonio e una forte creazione di valore. Per un cooperatore è importante ciò che lascia a chi verrà dopo di lui e oggi possiamo certamente affermare che Deco Industrie è una realtà che gode di ottima salute e può guardare al futuro con serenità e visione».

Deco Industrie opera differenziando i vari poli produttivi specializzati: detergenza casa e persona a Bagnacavallo e Imola, biscotti e prodotti da forno a Ravenna e Bondeno, pani e piadine a Forlì, oltre alle produzioni cosmetiche nello stabilimento veneto di Noale, ultima acquisizione risalente al 2025. Tra i marchi del gruppo figurano, tra gli altri, Scala, Green Emotion, Casachiara, Pineta, Fornobuono, Fornai & Pasticceri e Saltari.

«La cooperativa che presiedo – dichiara Campri – ha a cuore il dialogo interno e il rapporto col territorio che la ospita. Numerose sono le attività sociali che ogni anno poniamo in essere, così come molte sono le risorse che destiniamo a eventi culturali e sportivi che sosteniamo. È un modo di prenderci cura di chi lavora con noi e anche di chi abita i territori in cui lavoriamo. Deco Industrie è una realtà vivace e in crescita e lo dimostra, un dato su tutti: il benvenuto che abbiamo dato oggi ai sedici nuovi soci entrati».

Tornano i rimborsi per gli abbonamenti a bus e treni, ma si riduce la percentuale

I residenti nel comune di Ravenna che hanno un abbonamento annuale al trasporto pubblico su autobus o treni possono chiedere, anche nel 2026, un rimborso grazie al cosiddetto “fondo idrocarburi”, una agevolazione pubblica riservata ai residenti nei comuni interessati da attività di estrazione di idrocarburi. Quest’anno, però, le percentuali di rimborso si abbassano rispetto al passato: non più 100 percento per gli under 26 (che non beneficiano della misura regionale chiamata “Salta su”) e 70 percento per tutti gli altri, ma rispettivamente 80 e 60 percento.

Chi si è abbonato a partire dall’1 febbraio 2026 o si abbonerà entro il 31 luglio, può richiedere il rimborso del costo entro il 31 agosto (sono esclusi gli abbonamenti ferroviari che non beneficiano della tariffa della Regione Emilia-Romagna). Ogni beneficiario ha diritto all’agevolazione su un abbonamento annuale su ferro e su uno su gomma. L’agevolazione è prevista dalla Regione Emilia–Romagna, con fondi ministeriali.

Le domande devono essere presentate all’azienda di trasporto che ha emesso l’abbonamento. Per quanto riguarda Start Romagna (bus) il link diretto per la presentazione della domanda è questo. Per quanto riguarda Trenitalia Tper (treni) invece link è questo. Per altre aziende di trasporto pubblico e ulteriori informazioni si può consultare questa pagina sul sito della Regione.

«A Ravenna sedici sacchi di materiale destinati a un’acciaieria israeliana che rifornisce l’Idf»

A pochi giorni di dalla dichiarazione del sindaco Barattoni sul completo stop del traffico di armi e esplosivi verso Israele dal Porto di Ravenna, arriva dai lavoratori portuali la segnalazione dell’arrivo al porto cittadino di 16 sacchi di materiale refrattario, destinati a una acciaieria in Israele che fornisce l’esercito dell’Idf.

«Nel dettaglio, si tratta di materiale proveniente dall’Austria e trasportato via camion su 16 pallet da 1.250 chili, per un totale di 20 tonnellate, in direzione Israele – comunicano i portuali -. Il lotto sarà caricato nel Terminal container di Ravenna probabilmente nella nave MSC Madison II». La destinazione rilevata è l’acciaieria Hod assaf metals, che opera come fornitore certificato del Ministero della Difesa israeliano. «Come Coordinamento popolare chiediamo immediato blocco e ispezione del carico, lo stop ad ogni invio di materiali a Israele dove il confine tra militare e civile è troppo labile per garantire controllo – concludono i lavoratori -. Chiediamo embargo totale: il porto di Ravenna non deve più essere complice di genocidio e occupazione». 
È stata inoltre effettuata una segnalazione  alla Guardia di Finanza e per la richiesta di controlli sul rispetto del regolamento dual use Europeo e della procedura catch all.

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