lunedì
29 Giugno 2026

Borghese incorona uno stabilimento di Milano Marittima: la coop dei bagnini esulta

A “4 Ristoranti” trionfa il Cala Zingaro. «Affermazione della professionalità imprenditoriale del nostro territorio»

Cala Zingaro BorgheseÈ di Milano Marittima il “miglior ristorante gourmet di uno stabilimento balneare della riviera romagnola”. Si tratta del Cala Zingaro, vincitore della puntata registrata questa estate e andata in onda ieri sera, 29 dicembre (ora a disposizione in streaming “on demand”), su Sky Uno nella nuova stagione di “4 Ristoranti”, la celebre trasmissione dello chef Alessandro Borghese.

A rappresentare il bagno in tv è stato il titolare, Andrea Ravaglia.

Ed è la cooperativa dei bagnini di Cervia a esultare per la vetrina televisiva, facendo i complimenti anche all’altro stabilimento balneare di Milano Marittima in gara, il Paperittima. «Insieme – scrive la cooperativa su Facebook – hanno contribuito all’affermazione della professionalità imprenditoriale del nostro territorio. Infine un applauso anche ai due sfidanti in particolare all’unica donna della puntata, la manager Monica direttore del Marè di Cesenatico, simpatica e professionale, che ha interpretato con carattere ed eleganza la competizione».

Il quarto stabilimento in gara era il Ricci di Mare di Rimini.

Stop alle estrazioni? iIl senatore Pd al ministro: «Non è nel programma del Governo»

Collina replica alle dichiarazioni di Patuanelli: «Preoccupante mancanza di visione e di strategia»

Paganicollina
Da snistra: il senatore Collina, Barattoni (segretario pd) e il deputato Pagani

Stanno facendo discutere soprattutto a Ravenna, con il suo comparto offshore, le dichiarazioni del ministro Stefano Patuanelli che in un’intervista a Repubblica ha annunciato di essere al lavoro per arrivare a un blocco totale delle estrazioni di gas.

Tra tutte, spicca la reazione del senatore faentino Stefano Collina, del Pd, partito al Governo appunto con lo stesso Patuanelli (esponente invece del Movimento 5 Stelle).

Collina, vicepresidente della commissione Industria del Senato, parla di «affermazioni che lasciano perplessi».

«Il ministro – ricorda il senatore faentino – afferma infatti che il Pitesai, il piano che deve definire le aree idonee per l’attività estrattiva, non vedrà mai la luce, peraltro dopo due anni di stop delle attività dovuto alla relativa moratoria. Questo perchè, afferma sempre il Ministro, verrà approvata una norma tombale che vieterà per sempre l’attività estrattiva nel nostro Paese».

«Ricordo al Ministro – afferma Collina in una nota – che il gas è la fonte della transizione energetica che ci dovrà accompagnare ancora per decenni e ricordo al Ministro che la filiera tecnologica e produttiva italiana legata al metano è una delle più avanzate nel mondo. Ricordo anche che non è stato messo in campo alcun tipo di strumento per gestire una transizione di questo settore e che sono 30.000 i lavoratori impiegati nel nostro Paese. Se a questo aggiungiamo le spinte incontrollate e contrarie verso progetti innovativi come la cattura della CO2, fondamentale per l’implementazione di una prima importante Hydrogen valley italiana, emerge una preoccupante mancanza di visione e di strategia riguardo a un settore industriale sviluppato e all’avanguardia che deve accompagnare la transizione energetica del Paese e iniziare anch’esso un percorso di riconversione».

«Se il Ministro si riferisce al programma di Governo voglio sgombrare subito il campo – termina Collina –. È vero che si parla di stop al settore, ma nel quadro di un complessivo stop in tutto il Mediterraneo. Siccome nel Mediterraneo, dalla Croazia all’Egitto, si continua ad estrarre e a cercare gas, il problema resta tutto da discutere. Le norme comunque le fa il Parlamento e su questo tema avremo modo di fare un approfondimento che spero sia adeguato all’importanza del settore e non ideologico».

Da registrare a livello locale anche le critiche del responsabile provinciale di Italia Viva, l’assessore renziano Roberto Fagnani. «Proseguono gli atti di terrorismo economico ed irresponsabilità politica sul tema delle estrazioni di gas, che denotano una mancanza di strategia per far luogo unicamente ad una posizione puramente ideologica senza alcun fondamento reale».

«Il settore, le imprese – continua Fagnani – contano migliaia di lavoratori che hanno bisogno di certezze, e non di sparate populiste che denotano una incapacità strategica senza una visione di prospettiva. In parlamento con Marco Di Maio e i nostri parlamentari daremo battaglia su questo tema».

Processo Cagnoni: 20mila euro al Comune di Ravenna come risarcimento danni

Via libera dalla giunta: verranno investiti in progetti di tutela di donne e minori

La giunta del Comune di Ravenna ha deliberato di accettare la proposta di liquidazione della somma di 20.000 euro, oltre la completa rifusione delle spese legali e processuali, quale risarcimento danni in seguito alla costituzione di parte civile del Comune nel processo penale a carico dell’imputato Matteo Cagnoni, essendo compiuti i giudizi di merito del primo e secondo grado del processo.

Si conclude quindi con l’ottenimento dell’intero risarcimento riconosciuto nel secondo grado del giudizio l’iter processuale relativo alla costituzione di parte civile del Comune e delle altre tre associazioni intervenute: Udi, associazione Dalla parte dei minori e Linea Rosa, che riceveranno anch’esse la somma stabilita dal giudice e confermata in appello per la realizzazione dei progetti, predefiniti, di contrasto alla violenza.

«Le sentenze di primo e secondo grado – si legge in una nota dell’Amministrazione –, che sono state emesse in relazione al procedimento in questione, hanno riconosciuto la piena legittimazione di questo Comune e delle altre Associazioni a costituirsi parte civile e a pretendere un risarcimento dall’autore del femminicidio, sancendo così un principio importante in tema di salvaguardia di valori primari quali quello della vita/integrità fisica, della protezione dei minori, della tutela della famiglia, della parità di genere fra coniugi e più in generale fra uomo e donna. La volontà e la decisione del Comune di costituirsi parte civile nel processo Cagnoni ha peraltro trovato fondamento nello stesso statuto comunale, atto primario che richiama i principi fondamentali e le finalità delle azioni dell’ente, che persegue l’obiettivo di contrastare fenomeni di violenza alle donne, assicurando, per quanto di competenza, il sostegno e la tutela delle vittime, con possibilità di costituirsi – appunto – parte civile».

«La costituzione di parte civile del Comune  – ribadisce l’assessora alle Politiche e cultura di genere Ouidad Bakkali – è stata promossa come legittima reazione a una violenza crudele perpetrata ai danni di una madre di tre bambini, cioè a fronte di una azione criminosa in cui è stata vittima una donna e per contrastare il ripetersi di tali inammissibili fenomeni. Sicuramente ha contribuito a sottolineare l’origine culturale di atti efferati nei confronti delle donne, che come comunità pubblica abbiamo il dovere di eradicare, facendo crescere la consapevolezza generale di quanto queste categorie di delitti siano da combattere e contrastare. E non c’è nemmeno bisogno di dire che non ha avuto alcun fine speculativo, tanto è vero che la somma derivante dal risarcimento verrà utilizzata per progetti di utilità sociale intesi a tutelare e assistere donne e minori che siano stati vittime di crimini domestici».

Multato a Ravenna perché fa una grigliata di carne all’aperto

Ai sensi del nuovo regolamento di polizia urbana sanzionata anche una persona per aver campeggiato in un’area non consentita

Carne Alla GrigliaUna persona è stata multata dai vigili per aver fatto una grigliata di carne, ai sensi del nuovo regolamento di polizia urbana del Comune di Ravenna.

L’articolo 10, infatti, quello che tratta di “Esalazioni moleste e uso di mezzi recanti molestia”, dispone una multa da 100 a 300 euro per chi non dovesse utilizzare tutte le cautele per evitare che fumi ed esalazioni si propaghino “verso luoghi pubblici o privati”.

Sempre ai sensi del nuovo regolamento, la polizia locale di Ravenna ha multato un’altra persona per aver campeggiato in un’area non consentita.

Covid, contagi in calo. Ma Ravenna registra altri 11 decessi (anche di un 41enne)

 

Ravenna continua a essere tra le province in regione con più contagi, ma continua la tendenza in calo della curva della pandemia, con 93 nuovi casi (su 1.200 tamponi) registrati nell’ultimo bollettino, quello del 29 dicembre. Ancora alti però i numeri dei decessi: altre 11 le morti accertate in provincia, tra cui anche un 41enne.

E sale a 21 (1 in più di ieri e picco mai toccato) il numero dei ricoveri in terapia intensiva in provincia, ben oltre il 50 percento dei letti disponibili.

Il bollettino regionale del 29 dicembre. Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 167.969 casi di positività, 894 in più rispetto a ieri, su un totale di 19.303 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri cala ancora ed è del 4,6%.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 2.288 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 103.543.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 56.812 (1.484 in meno rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 53.993 (-1.442), il 95% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 90 nuovi decessi: 5 a Piacenza (due donne di 74 e 81 anni e tre uomini di 74, 85 e 90 anni); 5 a Parma (tre donne, una di 85 e due di 94 anni e due uomini di 82 e 83 anni); 5 in provincia di Reggio Emilia (due donne di 81 e 82 anni e tre uomini di 80, 82 e 93 anni); 6 a Modena (5 donne di 69, 82, 84, 90 e 91 anni e un uomo di 85 anni); 39 in provincia di Bologna (16 donne di 75, due di 84, 85, 86, due di 88, 89, 91, 92, due di 93, 94, due di 95, 98 anni e 24 uomini di 44, 55, 59, 68, due di 75, 76,  due di 78, due di 81, 82, due di 83, tre di 87, 88, 89, 90, due di 91, 96); 7in provincia di Ferrara (quattro donnedi 74, 79, 82 e 85 anni e tre uomini di 72, 82 e 87 anni); 11 nel ravennate (sei donne di 79, 81, 84, 85, 87 e 96 anni e sei uomini di 41, 68, due di 82, 89 e 91 anni); 4 a Forlì-Cesena (tre donne nel forlivese di 83, 85 e 86 anni e un uomo del cesenate di 85 anni); 4 a Rimini (due donne di 61 e 99 anni e due maschi di 58 e 85 anni) e 3 da fuori Emilia-Romagna (una donna di 82 anni e due uomini di 61 e 68 anni). Si precisa che dei 90 decessi comunicati oggi in Regione, 76 sono relativi ai giorni 25-29 dicembre e 14 ai giorni 14-24 dicembre.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 7.614.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 221 (1 in più rispetto a ieri), 2.598 quelli negli altri reparti Covid (-43).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 11 a Piacenza (-1 rispetto a ieri), 14 a Parma (+2 rispetto a ieri), 18 a Reggio Emilia (-1), 52 a Modena (+1), 46 a Bologna (-2), 11 nel territorio imolese (+2), 25 a Ferrara (invariato rispetto a ieri), 21 a Ravenna (+1), 4 a Forlì (invariato), 3 a Cesena (invariato) e 16 a Rimini (-1).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 15.234 a Piacenza (+104 rispetto a ieri, di cui 54 sintomatici), 12.807 a Parma (+74, di cui 53 sintomatici), 22.939 a Reggio Emilia (+103, di cui 19 sintomatici), 30.323 Modena (+102, di cui 64 sintomatici), 33.401 a Bologna (+80, di cui 25 sintomatici), 5.405 casi nel territorio imolese (+36, di cui 16 sintomatici), 8.857 a Ferrara (+39, di cui 13 sintomatici), 12.401 a Ravenna (+93, di cui 51 sintomatici), 5.861 a Forlì (+45, di cui 37 sintomatici), 6.112 a Cesena (+129, di cui 92 sintomatici) e 14.629 a Rimini (+89, di cui 49 sintomatici).

Ravenna, nel weekend 7 multe per le mascherine. E una per spostamenti in zona rossa

Controlli della polizia locale sul rispetto delle normative anti Covid

12(17)La polizia locale di Ravenna ha messo in campo una serie di controlli sul rispetto delle normative anti Covid durante il lungo weekend di Natale, fino al 27 dicembre.

I vigili hanno così multato 6 persone che non avevano con sé oppure non stavano indossando correttamente la mascherina e un’altra sorpresa in giro senza un giustificato motivo la vigilia di Natale, nonostante la “zona rossa”.

Un’altra ancora è stata multata perché trovata senza mascherina ma anche denunciata per ubriachezza, ai Giardini Speyer.

Multato anche un commerciante per aver messo in vendita su suolo pubblico merce usata e sanzionati tre pubblici esercizi (tra cui quello costretto alla chiusura di cui avevamo già scritto) sorpresi a somministrare ai propri clienti alimenti e bevande mentre era consentito il solo asporto. Nove in tutto i clienti sanzionati.

Infine, gli agenti della polizia locale hanno sgomberato un’area in zona Bassette, dove alcune persone stavano bivaccando.

Vaccino anti Covid, si parte il 31 dicembre. In arrivo quasi 19mila dosi per Ravenna

Definito il cronoprogramma delle consegne in Emilia-Romagna fino al 25 gennaio

Vaccino AnticovidVaccino, si parte a tutti gli effetti. Dopo il Vaccine day di domenica scorsa, tra due giorni, giovedì 31 dicembre, inizierà la somministrazione della prima dose a medici, infermieri, operatori e degenti delle Cra dell’Emilia-Romagna. Già pronto il cronoprogramma delle consegne: le dosi di vaccino Pfizer arriveranno sul territorio italiano nella tarda serata di oggi, 29 dicembre. L’azienda procederà poi direttamente alla consegna, a partire da domani mattina, nei siti individuati.

Nella nostra regione arriveranno entro il 25 gennaio prossimo 220 scatole di vaccino; all’interno di ogni confezione ci saranno fino a 1.170 dosi, per un totale di oltre 257.400 (quasi 19mila per la provincia di Ravenna).

È il quantitativo che – dopo il primo carico arrivato il 27 per il Vaccine day – sarà consegnato e distribuito alle Aziende Usl e alle Aziende ospedaliero-universitarie, da Piacenza a Rimini, per consentire l’avvio di questa prima fase della campagna di vaccinazione rivolta al mondo della sanità.

In cinque distinte giornate saranno dunque completate tutte le consegne del mese di gennaio: dopo quella di domani mattina, le consegne sono previste per i lunedì 4, 11, 18 e 25 gennaio.

Gli arrivi delle confezioni di vaccino continueranno anche per il mese di febbraio, per consentire il completamento dei cicli che prevedono la somministrazione di due dosi a distanza di 18-23 giorni l’una dall’altra. E a marzo si partirà con la campagna vaccinale per tutto il resto della popolazione.

A darne notizia, oggi in videoconferenza stampa, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che ha anche annunciato per i primi mesi del 2021 un piano di investimenti per l’Emilia-Romagna da 145 milioni di euro (138 statali e 7 regionali), per la medicina del territorio. Entro gennaio, infatti, si completerà l’istruttoria del ministero della Salute per il finanziamento dell’Accordo di Programma (V fase, primo stralcio), per arrivare poi alla firma con il Governo nelle settimane successive. Le risorse sono destinate all’adeguamento delle strutture ospedaliere, alle cure palliative e dotazioni tecnologiche e informatiche, ma soprattutto per nuove Case della salute, cui andrà il 30% dei 145 milioni previsti. Case della salute che in Emilia-Romagna sono già 124; entro il 2021 ne saranno aperte circa 18 nuove e complessivamente una trentina entro il 2023.

Da Piacenza a Rimini, i punti dove verranno effettuati i vaccini

I punti identificati dalle singole Aziende per la somministrazione dei vaccini sono: per Piacenza il Laboratorio analisi dell’Ospedale; per Parma l’Ospedale Maggiore; per Reggio Emilia l’ex ospedale Spallanzani; per Bologna l’Autostazione delle corriere, l’Irccs Istituto Ortopedico Rizzoli e la Casa di Residenza “Cardinal Giacomo Lercaro”; per Imola il Medical Centre dell’Autodromo; per Ferrara l’Ospedale Sant’Anna di Cona; per la Romagna il Pala De Andrè a Ravenna, il Quartiere Fieristico di Rimini, Cesena Fiera. Cambio di sede, rispetto a al giorno del Vaccine Day, per Modena: le somministrazioni, a partire dal 31, verranno effettuate all’Ospedale civile di Baggiovara.

Vaccini, consegna e distribuzione: ecco il cronoprogramma

Tutti i punti di consegna regionali hanno celle a temperatura bassissima, -70%, cosiddette “Ult” (ultra low temperature) per consentire la conservazione del vaccino.

La prima scatola del vaccino Pfizer-BioNtech, con 975 dosi, partita dal Belgio il 24 dicembre alla volta di Roma, è stata presa in carico dall’esercito ed è arrivata il 27 dicembre all’ospedale Bellaria di Bologna, per essere distribuita nei punti del territorio regionale per il V-day. Tutte le altre confezioni verranno consegnate direttamente da Pfizer.

Domani sono in arrivo 44 scatole: 11 per Bologna, 1 per Imola, 4 per Ferrara, 3 per Forlì-Cesena, 6 per Modena, 5 per Parma, 3 per Piacenza, 3 per Ravenna, 5 per Reggio Emilia e 3 per Rimini.

Lunedì 4 gennaio verranno consegnate altre 46 scatole: 11 per Bologna, 1 Imola, 4 per Ferrara, 4 per Forlì-Cesena, 6 per Modena, 6 per Parma, 3 per Piacenza, 3 per Ravenna, 5 per Reggio Emilia e 3 per Rimini.

A distanza di una settimana è in programma, per lunedì 11 gennaio, la consegna di altre 45 scatole: 12 per Bologna, 1 per Imola, 4 per Ferrara, 3 per Forlì-Cesena, 6 per Modena, 5 per Parma, 3 per Piacenza, 3 per Ravenna, 5 per Reggio Emilia e 3 per Rimini.

Lunedì 18 gennaio verranno consegnate 45 scatole: 8 per Bologna, 1 per Imola, 4 per Ferrara, 4 per Forlì-Cesena, 8 per Modena, 5 per Parma, 3 per Piacenza, 3 per Ravenna, 5 per Reggio Emilia e 4per Rimini.

Dopo una settimana, lunedì 25 gennaio arriveranno in Emilia-Romagna altre 40 confezioni di vaccino: 5 per Bologna, 1 per Imola, 3 per Ferrara, 3 per Forlì-Cesena, 9 per Modena, 4 per Parma, 3 per Piacenza, 4 per Ravenna, 5 per Reggio Emilia e 3 per Rimini.

Compravendite in calo dell’11 percento, «ma il mercato a Ravenna è in salute»

I dati e le analisi del Rapporto Immobiliare 2020

FOTO RAPPORTO 2020Lo tsunami sanitario che si è abbattuto anche sulla provincia di Ravenna nei primi sei mesi del 2020 ha inevitabilmente ridotto il numero di scambi di abitazioni.

Gli effetti della riduzione degli spostamenti per la paura di incremento dei contagi da covid-19 anche dal mese di ottobre, dovrebbe riallineare gli scambi abitativi ai dati 2019 nel terzo trimestre dell’anno, ma, in chiave pessimistica, comprimere ulteriormente la variazione del numero di compravendite di abitazioni del quarto trimestre, con una variazione analoga a quella calcolata per il primo trimestre (per inciso -19% in città capoluogo e – 3% nei comuni minori della provincia). Se tali ragionamenti trovassero riscontro nei dati disposti dall’Osservatorio Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, gli scambi residenziali 2020 in città risulterebbero 1.950 (contro i 2.191 dello scorso anno, record registrato dal 2011; -11 percento), mentre nei comuni minori si arriverebbe a poco oltre le 2.300 compravendite (ben 236 in meno di quelle 2019; -9,2 percento).

Il 2019, contrariamente alle attese, in base ai dati dell’Osservatorio Immobiliare delle Agenzie delle Entrate, è stato valutato come “anno di stasi ed assestamento, in leggera ripresa rispetto all’anno precedente”. Per l’intera provincia, il numero di scambi abitativi è cresciuto rispetto al 2018 del 5,3% (3% nel comune capoluogo e 7,5% nei comuni minori della provincia).

Il dato medio provinciale di un +5,3% di transazioni conferma una discreta tenuta per quasi tutte le macroaree provinciali, in alcuni casi anche con performance decisamente superiori alle aspettative. Solo la macroarea della Collina del Senio e del Lamone, riporta, a differenza dell’anno precedente, un dato negativo ( -12,3% di variazione rispetto al 2018).

Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto 2020 del mercato immobiliare a Ravenna e provincia, realizzato dal Sindacato provinciale F.I.M.A.A. Ravenna e da Confcommercio provincia di Ravenna, con il sostegno della camera di commercio di Ravenna e il contributo dello Studio di Consulenze Pasi di Ravenna.

«Tra le macroaree provinciali – sottolinea Stefano Stanzani, Università di Bologna, che ha curato la parte redazionale del Rapporto – la massima dinamicità immobiliare (misura percentuale espressa dal numero di scambi rapportati allo stock abitativo) nel 2019 è stata manifestata nel Comune di Ravenna (con il 46,2% degli scambi dell’intera provincia), seguito dall’area dell’Alta pianura del Lamone (con oltre il 19% degli scambi della Provincia) di Cervia (11,1% degli scambi complessivi della provincia) e dalla macroarea della Bassa Romagna (quasi 21% degli scambi della provincia). Chiude la classifica la macroarea di Collina del Senio e del Lamone con appena il 2,7% di scambi dell’intera provincia».

A Ravenna, invece, si sono evidenziate tra le zone a migliore dinamicità in rapporto allo stock abitativo esistente Fornace Zarattini, Porto Bassette, il Centro Storico, Lido Adriano e Lido di Dante; mentre, all’opposto, un mercato più statico si è registrato a Sant’Alberto, Casalborsetti e Marina Romea.

Considerando le zone più significative dal punto di vista del numero di scambi (quota percentuale superiore al 10% di scambi del Comune) le zone più appetibili sono risultate Borgo San Rocco, San Biagio, San Vittore, Stadio Ospedale, Tribunale, Via Vicoli seguite dalla Cintura alla zona centrale, dalle zone rurali e frazioni minori e da Lido Adriano-Lido di Dante.

Il dato favorevole delle quantità scambiate si accompagna nel 2019 (e non nel 2018) ad una raggiunta stabilità sul fronte dei prezzi di compravendita: in base alla rilevazione, si registra -0,1% nel capoluogo e appena lo 0,1% nei comuni minori della provincia rispetto al 2018: in tal modo, i prezzi del 2019 risultano superiori ai dati registrati nel 2004, di quasi il 12% in città e di oltre il 5% nei comuni minori della Provincia (rispetto al 2011, anno del picco massimo rilevato, rispettivamente -5,8% e – 8,7%).

Nel 2020 in base ai dati preliminari rilevati, i prezzi medi della città avrebbero perso quasi l’1% rispetto allo scorso anno, mentre nei comuni minori si è osservato un incremento del 2,2%: rispetto al 2011, in tal modo, i prezzi sono risultati inferiori del 6,5% tanto nella città, quanto nei comuni minori.

«La situazione del mercato immobiliare residenziale della provincia di Ravenna e in particolare del capoluogo, causa la pandemia, è cambiata – afferma Ivano Venturini, Presidente Fimaa provincia di Ravenna e Presidente Fimaa Emilia-Romagna –. La domanda, oltre che qualitativamente, si è spostata su metrature più ampie per far fronte ad eventuali distanziamenti e isolamenti da rispettare o per agevolare lo smart working. Un giardino o un terrazzo è richiesto dall’80% delle persone che cercano un’abitazione; anche le case di campagna in questo periodo sono richieste, questo mercato era quasi scomparso».

Dopo la fine del blocco – continua Venturini – «le compravendite 2020 sono leggermente aumentate rispetto all’anno scorso, in un mercato agevolato soprattutto da mutui concessi con tassi d’interesse molto bassi da parte delle banche e in misura minore favorito dall’annuncio di bonus e detrazioni che hanno stimolato l’attenzione per investimenti sull’usato o sugli immobili da ristrutturare. Resta il problema della scarsità di nuovi edifici per far fronte ad una clientela che cerca la qualità, ma non trova l’offerta di immobili adeguati. Non a caso i prezzi sono sostanzialmente rimasti invariati rispetto al 2019».

Molto attivo il mercato delle locazioni abitative con canoni anche importanti, da oltre 1.500 euro al mese, soprattutto da parte di famiglie e professionisti alla ricerca di ampie metrature e in contesti di pregio, che ha portato ad un aumento significativo dei canoni.

Il virus ha poi cambiato anche il mercato legato agli studenti, che non cercano più stanze in appartamenti con sconosciuti ma puntano a bilocali o trilocali in cui soggiornare solo con giovani che conoscono.

Quello che invece fa segnare ancora il passo è il mercato degli immobili commerciali, specialmente gli affitti.  «Basta fare un giro in centro a Ravenna per rendersene conto – continua Venturini –: anche nelle principali vie pedonali sono numerosi i locali con le vetrine spente e le serrande abbassate. È il mercato che soffre di più ed è comprensibile. Chi può rimanda l’investimento, ad eccezione delle grandi catene o dei marchi strutturati che hanno pianificato le aperture e già sottoscritto contratti negli anni passati. I singoli commercianti, invece, potendo, con questi chiari di luna aspettano: difficile far quadrare i conti per spazi da 2mila euro al mese con lo scenario attuale di chiusure e un rallentamento dei consumi delle famiglie preoccupate del loro futuro».

«Per quanto riguarda il segmento delle compravendite – dice Pierluigi Fabbri, Presidente FIMAA Confcommercio Ravenna – la percezione nostra di operatori sul campo è sicuramente positiva rispetto a certi scenari disastrosi che taluni player economici avevano previsto ed immaginato (o forse auspicato) durante la chiusura forzata dei mesi di marzo e aprile. Il settore immobiliare ha invece tenuto, soprattutto il mercato residenziale, anzi la domanda si è fatta forza di questa congiuntura per rinnovarsi di una nuova vitalità, sia nel mercato della prima casa che continua a godere di mutui a tassi molto bassi che danno la possibilità a giovani coppie di avere rate competitive con i canoni d’affitto, sia per il mercato del cambio-casa dove la ricerca di migliorare la propria condizione abitativa si è rafforzata vista la situazione di limitazioni e di nuove realtà di lavoro da casa, il c.d. smart working. La “permanenza forzata” in casa che abbiamo subito nei mesi di marzo e aprile ci ha fatto prendere coscienza dei punti di forza e dei punti deboli delle nostre abitazioni, punti che soggettivamente in base al nostro stile di vita vorremmo modificare in meglio possibilmente. Da ciò le nuove richieste di acquisto che ci arrivano sono per case che diano o possano essere messe in condizione di dare una maggiore qualità dell’abitare, cioè zone giorno più ampie, un’eventuale stanza in più per chi lavora da casa, giardini o terrazzi, e non da meno il risparmio energetico ed un contenuto impiantistico tecnologico che dia la possibilità di vivere in comodità e sicurezza».

Il mercato residenziale registra inoltre, a seguito degli eventi in corso, un aumento di domanda da investitori che acquistano per ricavare un reddito da locazione, la richiesta di affitti si mantiene alta, la tassazione per il canone concordato è contenuta al 10%, il R.O.I. risulta quindi elevato. La domanda qui si concentra per taglie medio-piccole in buona zona semicentrale o centrale, ma non è da sottovalutare il dato che a Ravenna si affittano anche abitazioni di pregio di ampie dimensioni a canoni elevati.

 

Prezzi 2020 in euro al mq
RAVENNA Residenziale nuovo o ristrutturato Residenziale usato (Max. 20 anni)  

Negozi

  Minimi Massimi Minimi Massimi Minimi Massimi
Ravenna Quartiere Centro Storico 2.600 3.000 1.500 2.100 800 1.800
Ravenna Quartiere S.Biagio 2.300 2.800 1.300 1.900 1.200 2.800
Ravenna Quartiere S.Rocco/Stadio 2.300 2.800 1.300 1.900 1.200 2.700
Ravenna Zona Vicoli/Baronio 2.000 2.600 1.300 1.900 1.100 1.600
Ravenna Borgo Nuovo – Lirica – Alberti – Galilei 1.800 2.100 1.300 1.700 1.400 2.200
Ravenna Quartiere Darsena/Molinetto 1.500 1.900 900 1.400 800 1.400
Ravenna Zona Teodorico/S.Giuseppe 1.800 2.100 1.200 1.600 800 1.600
Porto Fuori 1.750 2.000 1.100 1.600 900 1.500
Ponte Nuovo 1.850 2.100 1.200 1.700 1.000 1.600
Classe 1.750 2.000 1.100 1.600 900 1.500
Borgo Montone 1.900 2.200 1.400 1.800 / /
Modonna dell’Albero 1.750 2.000 1.100 1.600 1.000 1.600
Fornace Zarattini 1.850 2.000 1.200 1.500 1.000 1.500
Godo/S.Michele 1.750 2.100 1.000 1.500 / /
Piangipane 1.750 2.100 1.100 1.500 900 1.300
Camerlona 1.700 1.900 1.000 1.400 / /
Mezzano 1.800 2.100 1.100 1.500 900 1.300
S.Antonio 1.700 1.900 1.000 1.400 / /
Savarna/Conventello 1.600 1.800 900 1.300 700 1.200
S.Alberto 1.600 1.800 900 1.300 800 1.200
Fosso Ghiaia 1.600 1.800 800 1.300 / /
S.Bartolo 1.600 1.900 1.000 1.400 / /
SAVIO DI RAVENNA 1.700 2.000 1.200 1.700 900 1.300
CASTIGLIONE DI RAVENNA 1.500 1.800 1.000 1.500 700 1.000
SAN PIETRO IN VINCOLI / S.ZACCARIA 1.700 1.900 1.000 1.500 1.000 1.600
S.STEFANO / CARRAIE 1.600 1.900 1.000 1.500 700 1.000

 

 

Prezzi 2020 in euro al mq
Comuni della provincia di Ravenna Residenziale nuovo o ristrutturato Residenziale usato (Max. 20 anni)  

Negozi

  Minimi Massimi Minimi Massimi Minimi Massimi
Alfonsine 1.500 1.800 900 1.300 700 1.300
Bagnacavallo 1.400 1.600 1.100 1.300 900 1.500
Bagnara di Romagna 1.100 1.400 700 1.100 600 1.400
Brisighella 1.200 2.000 700 1.100 600 1.900
Casola Valsenio 1.300 1.700 600 1.100 1.400 2.000
Castel Bolognese 1.500 1.900 1.000 1.500 1.000 1.600
Cervia 2.300 4.000 1.800 2.800 1.200 4.000
Conselice 1.300 1.600 700 1.100 800 1.300
Cotignola 1.400 1.800 900 1.200 800 1.400
Faenza 1.500 2.400 1.100 1.700 600 2.200
Fusignano 1.300 1.700 700 1.200 700 1.300
Lugo 1.600 2.200 900 1.400 1.000 2.500
Massalombarda 1.300 1.700 700 1.200 700 1.300
Riolo Terme 1.200 1.700 700 1.000 700 1.300
Russi 1.600 1.900 900 1.300 800 1.300
Sant’Agata sul Santerno 1.400 1.800 800 1.300 900 1.900
Solarolo 1.300 1.700 800 1.200 800 1.600

 

Condannata per l’omicidio di un paziente, l’ex infermiera chiede di tornare libera

L’istanza di riesame depositata dagli avvocati di Daniela Poggiali

L’ex infermiera dell’Ausl Romagna Daniela Poggiali ha chiesto di tornare libera. L’istanza di riesame in tal senso al competente Tribunale di Bologna, è stata depositata ieri mattina (28 dicembre) dai suoi avvocati Lorenzo Valgimigli e Gaetano Insolera.

Vi si chiede – secondo quanto riportato dal Resto del Carlino – l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare che alla vigilia di Natale ha fatto finire in carcere a Forlì la 48enne ex infermiera.

La misura è scattata in seguito alla condanna a 30 anni di reclusione inflitta lo scorso 15 dicembre alla Poggiali dal Gip Janos Barlotti per l’omicidio pluriaggravato del paziente 94enne Massimo Montanari morto improvvisamente la notte del 12 marzo 2014 all’ospedale di Lugo, proprio mentre era in servizio la Poggiali e in passato datore di lavoro del convivente dell’imputata.

Secondo l’ordinanza, scattata su richiesta della Procura ravennate, per la donna esiste un pericolo di reiterazione del reato. A questo punto si attende la fissazione dell’udienza. (Ansa.it)

Terremoto avvertito anche a Ravenna. L’epicentro in Croazia, magnitudo oltre 6

Paura in provincia e un po’ in tutto il Nord-Est

È stato avvertito chiaramente anche in tutta la provincia di Ravenna, oltre che un po’ in tutto il Nord-Est (da Trieste all’Abruzzo), il terremoto registrato attorno a mezzogiorno di oggi, 29 dicembre, in Croazia, con epicentro a una quarantina di km a sud di Zagabria.

Le prime stime dell’EMSC – citiamo Il Post – dicono che la scossa aveva magnitudo 6.3.

Una scossa di magnitudo 5 in Croazia aveva provocato ieri danni ad alcuni edifici.

Al momento a Ravenna e provincia non si segnalano danni a persone e cose. Tutti gli uffici comunali preposti sono allertati per monitorare la situazione e intervenire in caso di necessità.

Per le emergenze i numeri da contattare sono 112, 115 e per quanto riguarda la Polizia locale lo 0544.219219.

Per i comportamenti da tenere in caso di terremoto: http://bit.ly/comportamentidaadottare

Buoni spesa per i più poveri, la finanza di Lugo scopre 16 famiglie di “furbetti”

Sarebbero stati richiesti anche da un nucleo che non aveva dichiarato 60mila euro di redditi percepiti

Mascherine SpesaContinuano i controlli delle Fiamme gialle del comando provinciale di Ravenna orientati a smascherare i “furbetti” che chiedono e ottengono illecitamente di poter beneficiare delle misure di sostegno alle famiglie in difficoltà introdotte da Governo ed enti locali per fronteggiare l’emergenza sanitaria, economica e sociale in atto.

I finanzieri della Tenenza di Lugo hanno avviato e concluso specifici controlli nei confronti dei beneficiari dei “buoni spesa” erogati dal Servizio Sociale dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna a favore delle persone e delle famiglie in condizioni di disagio economico e sociale causato dal Covid-19 e destinati all’acquisto di generi alimentari e di prima necessità.

Gli approfondimenti svolti dalle fiamme gialle lughesi negli ultimi mesi hanno passato al setaccio più di 250 posizioni e hanno permesso di concentrare poi le attenzioni investigative su una platea di circa il 20 percento dei casi esaminati per i quali sono emersi, già da un primo sommario esame delle relative istruttorie, alcuni indici di anomalia rispetto a quanto dichiarato nelle istanze di sussidio. L’ulteriore scrematura effettuata grazie agli approfondimenti compiuti in collaborazione con i Comuni erogatori hanno permesso di individuare finora 16 nuclei familiari che hanno percepito illecitamente il beneficio, non sussistendone i presupposti di cui al bando pubblico a base dell’erogazione.

In particolare è stato accertato che in alcuni casi i buoni spesa sono stati percepiti da persone che nel proprio nucleo familiare avevano componenti che, seppur dichiaratisi nulla facenti, in realtà hanno continuato a lavorare anche nel periodo emergenziale, percependo regolarmente lo stipendio nei mesi di marzo e aprile oppure soggetti che già percepivano altre erogazioni pubbliche incompatibili con i “buoni spesa”, tra cui il reddito di cittadinanza, la pensione o l’indennità di disoccupazione.

Tra le varie irregolarità riscontrate anche un nucleo familiare con una persona che aveva omesso di dichiarare redditi percepiti per oltre 60.000 euro, o anche un’altra persona che, pur affermando di trovarsi in una condizione di indigenza, proprio nel periodo emergenziale ha invece investito cospicue risorse finanziarie per avviare un’attività commerciale in proprio.

Gli autori delle false autocertificazioni verranno ora segnalati alla competente Autorità Prefettizia per l’indebita percezione del contributo pubblico, nonché ai Comuni erogatori dei buoni spesa per il recupero delle somme indebitamente concesse.

I dieci articoli più letti del 2020 su Ravennaedintorni.it

Dalla festa di Capodanno in stile australiano allo sfogo di una prof sui social…

Si avvicina alla conclusione questo, volenti o nolenti, indimenticabile 2020, segnato dalla pandemia, che tutti ci auguriamo di lasciare alle spalle nel corso del 2021.

Tempo di bilanci e, come abbiamo fatto negli ultimi anni, ci prestiamo anche noi a una sorta di gioco, quello di pubblicare la classifica delle notizie più lette in questo 2020 su Ravennaedintorni.it, il nostro quotidiano on line che continua a crescere, con i lettori che sono quasi raddoppiati rispetto all’anno precedente.

Una classifica che certo non è una fotografia di quanto accaduto nell’anno – non sempre i fatti oggettivamente più importanti sono anche quelli più letti, anzi – bensì un piccolo spunto di riflessione, una curiosità su quello che i lettori “cliccano” più volentieri.

Partiamo allora dal decimo posto della top ten, che è anche l’articolo più recente, quello che ha creato una piccola polemica in città in vista delle feste natalizie. Si tratta dell’iniziativa di Capodanno annunciata in un primo momento dal Darsena Pop Up, che aveva deciso di festeggiare a orari australiani, con un brindisi nel primo pomeriggio, nel rispetto delle regole, che poi però sono state cambiate in corsa dall’ultimo Dpcm che come noto ha imposto la chiusura a tutti i locali fino al 7 gennaio, rendendo quindi impossibile da realizzare anche l’iniziativa in darsena.

Salendo al nono gradino della “classifica”, non poteva mancare un articolo in grado di unire in qualche modo la cronaca “nera” a quella “rosa”, ossia quello sulla coppia sorpresa a fare sesso orale in spiaggia (e che si è vista staccare una multa da 20mila euro).

All’ottavo posto arriva il mondo della tv, con Alessandro Borghese pizzicato dalle nostre parti per una puntata del suo “4 Ristoranti”, che va in onda proprio in queste ore (a questo link i nomi dei ristoranti sono corretti).

Milandri
Il medico dell’ospedale di Lugo che ha annunciato le proprie dimissioni sui social

Continuando a risalire la classifica, ancora sfoghi social: al settimo posto quello del medico di Lugo che ha annunciato di essersi licenziato, in polemica con la sanità pubblica e la burocrazia; al quinto quello dell’ex sindaco di Ravenna (e senatore) Vidmer Mercatali, che in aprile si diceva preoccupato per i soldi delle pensioni e degli stipendi pubblici… In mezzo, al sesto posto, la multa a un automobilista indisciplinato, quello che ha parcheggiato il Suv in spiaggia, rimanendo incastrato tra gli scogli di Marina Romea.

Al quarto posto tra gli articoli più letti su Ravennaedintorni.it in questo 2020 ecco invece una nostra intervista, quella alla madre di un hikikomori ravennate, per analizzare il fenomeno dei cosiddetti “ritirati”, giovani che si rifiutano di uscire dalla propria camera.

Sul podio, al terzo posto, un altro nostro articolo originale, quello sulle intercettazioni delle indagini nell’ambito dell’operazione antidroga Robbed Cheese, con tutta la disperazione dei narcotrafficanti per aver perso oltre 20 chili di cocaina…

Al secondo posto i dettagli usciti il giorno dopo una tragica notizia di cronaca nera, quella relativa alla morte del 17enne Andrea Rossi nel corso di una festa in piscina.

Infine, l’articolo più letto dell’anno è, un po’ a sorpresa, quello relativo a un post su Facebook di una professoressa di Ravenna – volto noto in città anche per essere scrittrice e blogger – che ci è sembrato interessante riprendere, in un periodo, nel pieno della prima ondata, in cui si stava facendo i conti con i riflessi dell’epidemia sul mondo della scuola. Qui poi Ilaria Cerioli ha avuto modo di articolare con più completezza il proprio ragionamento.

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