venerdì
26 Giugno 2026

Il “mondo dell’arte” in piazza a Ravenna contro il Dpcm – Le foto

 

In piazza del Popolo è andata in scena la protesta del “mondo dell’arte”, come nelle intenzioni delle organizzatrici, Alessandra Rizzo e Michela Bulgarelli, addette ai lavori, di una scuola di danza di Ravenna.

E in particolare ballerine e ballerini hanno manifestato contro i vincoli delle nuove misure anti Covid, per sottolineare come il mondo della cultura non debba essere meno considerato rispetto agli altri settori economici danneggiati dall’ultimo Dpcm.

Qui sopra la gallery dell’evento a Ravenna.

Attacco hacker alla Cmc, chiesto il riscatto. Itway al lavoro per rimuovere il virus

Da quattro giorni una squadra di venti ingegneri dell’azienda di sicurezza informatica impegnata h24 sulla rete della coop per ripristinare la piena operatività. L’intenzione è di non pagare cifre ai pirati

Pexels Pixabay 207580Gli autori dell’attacco hacker alla Cmc di Ravenna hanno chiesto un ingente riscatto, da pagare in Bitcoin, per liberare la rete informatica infettata. È una procedura standard per questo tipo di intrusioni chiamate appunto ransomware: il termine tecnico inglese indica un virus che paralizza l’operatività, spesso criptando i dati, e offre il ripristino in cambio di soldi.  L’azienda però non intende cedere alla richiesta di riscatto.

In un primo momento la cooperativa, di recente entrata in procedura di concordato, aveva smentito la circostanza. Ora, da fonti qualificate, si apprende invece come stanno realmente le cose. Il presidente Alfredo Fioretti sta seguendo in prima persona l’evoluzione della situazione.

La rete paralizzata ha bloccato l’attività del quartier generale di Cmc in via Trieste: alcuni dipendenti sono rimasti a casa per consentire l’intervento dei tecnici. Per rimettere in funzione i computer è al lavoro Itway, azienda ravennate di caratura internazionale nella sicurezza informatica: una squadra di 20 ingegneri è impegnata h24 dal 27 ottobre, il giorno in cui è iniziata la diffusione del virus (non dal 26 come riportato precedentemente). L’obiettivo è di riattivare i sistemi dal 2 novembre.

Il tipo di attacco informatico è lo stesso subito di recente anche da Enel: in quel caso il ransomware Netwalker avrebbe rubato circa 5 terabyte di dati minacciando di renderli pubblici qualora non venisse pagato il riscatto di 15 milioni di dollari. Stessa vicenda vissuta da aziende private come Geox e Luxottica con riscatti nell’ordine dei milioni di dollari.

Covid, in provincia 162 nuovi contagi e un altro ricovero in terapia intensiva

 

Sono 162 (di cui 95 asintomatici) i nuovi casi di Covid registrati in un giorno in provincia di Ravenna. Si tratta del dato di gran lunga più alto mai registrato dall’inizio dell’epidemia. Sono però solo 6 i nuovi ricoveri in provincia.

Il bollettino regionale aggiornato alle 12 di oggi, 30 ottobre

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 53.797 casi di positività, 1.763 in più rispetto a ieri, su un totale di 17.577 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è oggi del 10%.

Dei nuovi contagiati, sono 929 gli asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 46,4 anni.

Si registrano 11 nuovi decessi: 3 in provincia di Rimini (1 donna di 83 anni e 2 uomini di 78 e 84) e di Parma (1 donna di 85 e due uomini di 80 e 81), 1 a testa in quelle di Piacenza (uomo di 77 anni), Reggio Emilia (uomo di 99), Modena (uomo di 88), Bologna (uomo di 88 anni di Imola) e Ferrara (donna di 95 anni). Dall’inizio dell’epidemia i decessi complessivi in Emilia-Romagna sono 4.612.

I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 21.421 (1.712 in più di quelli registrati ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 20.145 (+1.613 rispetto a ieri), il 94% dei casi attivi.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 119 (-4 rispetto a ieri), 1.157 quelli in altri reparti Covid (+103).

Sul territorio, le 119 persone ricoverate in terapia intensiva sono così distribuite: 9 a Piacenza (dato invariato), 10 a Parma (-2), 7 a Reggio Emilia (+1), 15 a Modena (-2), 46 a Bologna (-1), 3 a Imola (-1), 7 a Ferrara (+1), 5 a Ravenna (+1), 6 a Forlì (-2), 3 a Cesena (+1) e 8 a Rimini (stesso dato di ieri).

Le persone complessivamente guarite salgono a 27.764 (+40 rispetto a ieri).

Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 6.909 a Piacenza (+183, di cui 9 sintomatici), 5.650 a Parma (+90, di cui 69 sintomatici), 8.323 a Reggio Emilia (+246, di cui 200 sintomatici), 7.734 a Modena (+365, di cui 120 sintomatici), 10.295 a Bologna (+343, di cui 166 sintomatici), 1.009 casi a Imola (+22, di cui 18 sintomatici), 2.462 a Ferrara (+55, di cui 30 sintomatici); 2.906 a Ravenna (+162, di cui 67 sintomatici), 2.315 a Forlì (+88, di cui 51 sintomatici), 1.745 a Cesena (+44, di cui 36 sintomatici) e 4.449 a Rimini (+165, di cui 68 sintomatici)

“Sei Sequoie”, il ristorante che ha aperto alla vigilia del Dpcm: «Siamo ostinati»

Un casale di campagna del Settecento tra San Michele e Fornace Zarattini trasformato in un’elegante locanda con 40 coperti, camere da letto e giardino con piscina. Il nome deriva dagli alberi che il titolare Maurizio Rivalta ha fatto arrivare dalla California

DSC 1980Apri un ristorante nuovo, creato da zero con tre anni di lavori in un casale di campagna del Settecento, e il giorno dopo un decreto ti obbliga a chiudere tutti i giorni alle 18. «Ma noi siamo ostinati e non ci facciamo demoralizzare», assicura il proprietario della locanda “Sei Sequoie” in via Faentina a Ravenna, tra San Michele e Fornace Zarattini, nei pressi dello svincolo dell’autostrada. Maurizio Rivalta è ottimista e sa che dovrà contare solo sulle proprie forze: «Per chi parte ora non ci saranno ristori dallo Stato visto che nel 2019 l’attività non esisteva. Ma ormai eravamo pronti e abbiamo aperto».

L’obiettivo a breve termine è chiaro: «Il Dpcm è in vigore fino al 24 novembre, speriamo sia davvero così e con i pranzi di questo mese di riuscire a coprire gli stipendi dei cinque dipendenti assunti a tempo indeterminato». La scelta è di non fare asporto o consegne a domicilio per evitare che la posizione fuori città porti piatti freddi con un danno alla percezione della qualità.

Quando è esplosa la pandemia a inizio 2020, il cantiere era ormai alle battute finali e la decisione è stata di andare avanti: «Abbiamo perso i tre mesi di lockdown in cui tutto era fermo, per il resto non è cambiato molto». Anche la progettazione non è stata rivista: «Non è stato necessario fare particolari modifiche, avevamo già in mente un ambiente spazioso per i clienti. Potremmo avere un massimo di 60 coperti ma ne faremo una quarantina. Dopo l’inverno ci sarà il giardino su cui puntiamo molto».

DSC 2028Per Rivalta, 64enne nato a Milano da padre ravennate e residente a Ravenna da oltre vent’anni, è la prima volta nella ristorazione: «Il mio lavoro è un altro, sono un commercialista e quello continuerò a fare: non potrei passare dai numeri alle tagliatelle. Ho fatto un investimento in prima persona per dare una nuova vita a un immobile che appartiene alla mia famiglia da generazioni e rischiava di restare abbandonato». La ristrutturazione è stata curata dall’architetta Maria Teresa Rossi di Ravenna: «Avevo già visto le sue capacità negli uffici dello studio dove lavoro e ha confermato la mia ottima opinione: è venuto come lo volevamo e siamo tutti contenti». Al piano terra nella vecchia stalla il ristorante con due chef faentini, al primo piano sei camere da letto, attorno un ampio giardino con piscina. Alla gestione dell’attività quindi si affiancheranno Marcella Rivalta, figlia di Maurizio, e Carlo Mazzardis, manager del settore con esperienza anche internazionale. «Stiamo completando gli ultimi interventi esterni, con il montaggio del fotovoltaico sul tetto e la sistemazione del prato. Manca ancora l’insegna ma già con il passaparola degli amici stiamo ricevendo prenotazioni per i pranzi».

DSC 2144Il nome, Sei Sequoie, ha dietro una storia inattesa e tutta da raccontare. Rivalta la snocciola con il sorriso: «Quando un uomo si fa la barba al mattino davanti allo specchio è il momento in cui gli vengono i pensieri più strani. Io, nel 2014, mi sono reso conto che in vita mia non avevo mai piantato un albero. E mi è venuta questa libidine di dover piantare un albero. Sono entrato nel loop della scelta del tipo, chiunque mi dava consiglio. Alla fine ho deciso che volevo delle sequoie perché volevo qualcosa che qui non c’era». Tramite un vivaio olandese, Rivalta ha fatto arrivare sei piante dalla California: «Erano alte 35-40 cm, pagate 150 euro ognuna più le spese di spedizione. Le ho piantate con lo spirito di quel detto giapponese: chi pianta un albero lo fa a favore di chi potrà sedersi sotto la sua ombra». Quando sei anni dopo è diventato una locanda, il dibattito familiare sulla scelta del nome ha privilegiato la peculiarità botanica: «Anche se forse con la esse romagnola di queste parti non sarà facile da pronunciare».

Cervia, 274mila euro dal Comune per spese quotidiane di chi è rimasto senza lavoro

Tra le misure di sostegno alla collettività anche 540mila euro per le imprese, 200mila per i confidi e il resto a fondo perduto

Controlli PLCervia Covid 19Il Comune di Cervia ha deciso di attivare un fondo straordinario per le famiglie, per sostenere le spese quotidiane in particolare di chi ha perso il lavoro, per un totale di 274mila euro. È una misura introdotta per fare fronte ai disagi causati dalla crisi economica connessa all’emergenza sanitaria per la pandemia. Durante il lockdown della primavera erano stati già erogati 300mila euro. L’amministrazione ha anche messo a bilancio 540mila euro a favore delle imprese: 200mila a beneficio dei confidi e i restanti a fondo perduto per le categorie più colpite dall’ultimo Dpcm. Infine, sempre per le attività commerciali, spazi pubblici e coperture provvisorie gratuite. In totale, fanno sapere dal Comune, dall’inizio della crisi sanitaria sono stati messi a disposizione di imprese e famiglie oltre due milioni di euro.

Il sindaco Massimo Medri ha annunciato queste iniziative partendo da tre premesse: «La pandemia esiste e non può essere negata. Evitare che l’emergenza Covid penalizzi gli altri settori della sanità pubblica. Le misure adottate per contenere i contagi della seconda ondata penalizzano fortemente gli operatori e i lavoratori di alcuni settori in particolare». Medri si augura che venga concessa «una relativa autonomia ai territori in modo da poter  assumere decisioni anche diverse da una zona all’altra. Va attivato un piano di controllo a livello nazionale per il rispetto delle regole».

Insulta una passante che lo invita a mettere la mascherina e picchia i carabinieri

Arrestato un 47enne: per bloccarlo i militari hanno dovuto usare lo spray urticante

DSC 0378 Camminava in centro a Faenza senza mascherina e quando una passante l’ha invitato a indossarla ha cominciato a insultarla, poi ha aggredito i carabinieri intervenuti e c’è voluto lo spray urticante per bloccarlo. Un 47enne del Ghana è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale: in tribunale stamani, 30 ottobre, è arrivata la convalida e il patteggiamento di 5 mesi di reclusione.

I momenti più animati si sono vissuti alla richiesta dei militari di calmarsi e di mostrare un documento: l’uomo si è rifiutato e ha tentato di scappare, finendo per ingaggiare una colluttazione. Passato lo stordimento dovuto allo spray ha ripreso le sue condotte colpendo più volte con i calci la portiera dello sportello dell’autovettura e minacciando i carabinieri più volte di morte.

Anche a Faenza contributi a fondo perduto per le attività danneggiate dal Dpcm

Stanziato un fondo da oltre mezzo milione. Promossa anche una campagna per favorire gli acquisti nei negozi della città

Conferenza Stampa 30ott20Oltre mezzo milione di euro da destinarsi a contributi a fondo perduto, il lancio della campagna “Io compro nella mia città” e una piattaforma web su base provinciale per gli acquisti online. Sono queste in estrema sintesi le azioni che il Comune di Faenza ha deciso di mettere in campo per poter essere vicino e utile alle aziende faentine.

«In questa fase così complicata – ha spiegato il sindaco Massimo Isola nel corso della conferenza stampa per presentare gli aiuti economici alla quale hanno partecipato anche il vicesindaco Andrea Fabbri e l’assessora con deleghe al Bilancio Milena Barzaglia – per molte aziende che sono in sofferenza, dopo l’introduzione dell’ultimo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri, penalizzate dalle chiusure e dalle limitazioni di orario, ci siamo chiesti come poter essere utili. Abbiamo cercato di capire come reperire risorse dal nostro bilancio da investire in opportunità economiche immediate a fondo perduto per le nostre imprese che hanno subìto gravi perdite a causa della situazione emergenziale e non riescono ad avere un reddito o lo hanno ma fortemente in calo. La situazione richiedeva una risposta immediata ed è per questo che ci siamo messi immediatamente al lavoro per trovare le risorse necessarie per intraprendere tre azioni che possono dare una mano alle nostre aziende sin da subito».

La prima misura straordinaria varata dal Comune di Faenza, contemporaneamente a quanto fatto dal Comune di Ravenna, è un “avviso pubblico” per le aziende che hanno subìto restrizioni dopo il Dpcm del 24 ottobre. Qui, per snellire le procedure e non sottoporre gli imprenditori a stress burocratici, sarà attivata una procedura molto semplice. Tre scaglioni previsti, in base alle attività e se sono state costrette a chiudere parzialmente o totalmente dopo l’introduzione del Decreto. A loro verrà erogato un contributo a fondo perduto che in alcuni casi potrà arrivare fino a 2.000 euro.

«Abbiamo scelto – ha detto ancora il sindaco Massimo Isola – un metodo equo e snello nelle procedure di assegnazione. Il denaro verrà assegnato entro novembre». Il bonus è riservato ad alcune tipologie di attività: bar, ristoranti, teatri e cinema, pasticcerie.

La seconda misura a sostegno delle aziende, questa elaborata con la Provincia di Ravenna, riguarda il progetto “Io compro nella mia città”. «Tutti i comuni della provincia che aderiranno – ha spiegato il sindaco Isola – concorreranno alla campagna commerciale per consigliare e invogliare i residenti di ogni comune ad acquistare nelle attività del suo territorio, azione fondamentale per dare una mano alle attività».

Ad affiancare la campagna d’informazione, terza misura, la creazione di una piattaforma web su base provinciale per acquisti online, con medesime caratteristiche dei colossi di internet, quindi con consegne a domicilio o in locker (armadi blindati) o punti di ritiro in luoghi prestabiliti, nelle proprie città.

Questi aiuti alle aziende vanno ad aggiungersi a quanto già in atto in tema di Tari, per la quale sono già state destinate risorse per 950.000 euro a fronte di sconti tariffari oltre alla quota di partecipazione ai Confidi a carico del Comune che passerà da trentamila a quasi centomila euro, per un totale che supera perciò il milione e mezzo di euro.

«Si tratta – ha concluso il sindaco Massimo Isola – di una misura straordinaria che testimonia la volontà dell’amministrazione manfreda di sostenere le attività della nostra città, quelle più duramente colpite dalle azioni dettate dal Governo per contenere la pandemia da Coronavirus. I Bonus e le altre azioni si aggiungeranno a quelle stanziate dal Governo con il Decreto ‘Ristori’ e vogliono salvaguardare il tessuto economico faentino».

Ravenna, apre un nuovo negozio nella centrale via Cavour. «Bel segnale per la città»

La soddisfazione di Confesercenti per l’inaugurazione di “All’Oro”, punto vendita di calzature artigianali

Alloro Via CavourIn un periodo pieno di incognite come questo, fa certamente notizia a Ravenna l’apertura di un nuovo negozio nella centrale via Cavour. Si chiama All’Oro ed è un progetto costruito da tre ragazze che per realizzarlo – scrivono in una nota inviata alla stampa – hanno rifiutato anche un lavoro a tempo indeterminato.

Situato al civico 49, vicino alla Corte Cavour, è un negozio di calzature artigianali, prodotte da mastri calzolai. «Molti dei nostri modelli sono stati appositamente scelti da noi, e sono quindi pezzi unici, con il nostro marchio», spiegano le titolari.

Il nome rimanda alla corona dantesca, ma anche all’oro dei mosaici, al verde della natura e, non da ultimo, al fatto che il locale prima ospitasse una storica gioielleria.

«Ogni attività che apre è un piacere, ma lo è ancor di più quando non vende semplicemente un prodotto, ma esprime un pensiero, illumina un’idea – commenta Mauro Tagiuri, presidente comunale di Confesercenti Ravenna –. In un momento difficile per l’economia ed in particolare per il commercio al dettaglio fa piacere vedere giovani che credono in questa professione. Una vetrina che si illumina è un bel segnale per la città».

Assalto notturno al bar-tabaccheria del distributore sulla Ravegnana

Spaccata alla stazione di servizio Geo: rubati gratta e vinci e sigarette. In azione tre uomini

Assalto notturno al bar-tabaccheria della stazione di servizio Geo in via Ravegnana a Ravenna nei pressi della rotonda con la statale Adriatica. Rubati diversi biglietti gratta e vinci e pacchetti di sigarette. Tra il 29 e il 30 ottobre, verso le 3.30, sono entrati in azione tre uomini che hanno sradicato l’inferriata della porta anteriore e poi hanno sfondato la vetrata. In pochi minuti hanno arraffato quanto più possibile e si sono dati alla fuga.

Corista positiva al Covid, il Ravenna Festival sospende le prove della Trilogia

Fermata precauzionalmente la produzione di “Faust rapsodia”, spettacolo destinato a essere trasmesso in streaming

Ravenna Festival Teatro AlighieriUna corista positiva al Covid-19 e il Ravenna Festival sospende in via precauzionale le prove dello spettacolo.

Si tratta del Faust rapsodia, la nuova produzione in corso al teatro Alighieri e destinata a essere proposta in streaming (vista la chiusura dei teatri sancita dall’ultimo Dpcm) a partire dal 7 novembre.

«Un caso di positività al Covid-19 fra gli artisti del Coro Cherubini – comunica lo stesso Festival in un post pubblicato sulla propria pagina Facebook – ha determinato l’immediata interruzione delle attività per consentire il tracciamento dei contatti, la sanificazione dei locali e in breve l’attuazione di tutte le misure necessarie di concerto con l’Ausl della Romagna».

Per il Festival, infatti, «la tutela del lavoro di quanti impegnati negli spettacoli è andata sempre di pari passo con rigorosi protocolli di sicurezza e periodici controlli per dipendenti e artisti – assicurano dalla direzione –, che secondo un calendario programmato si sono tutti sottoposti a sierologici rapidi e tamponi, senza che siano state finora riscontrate altre positività. In attesa delle valutazioni dell’Ausl e del completamento dei test, che impiegherà qualche giorno, l’organizzazione ha comunque deciso di sospendere le prove fino a data da destinarsi».

Dal Comune un milione di euro a fondo perduto per bar, ristoranti e palestre

Nuove misure a Ravenna per le categorie colpite dall’ultimo Dpcm: 500mila euro ai consorzi fidi per ridurre interessi e istruttorie per le aziende che accedono al credito. Il pagamento Tari slitta a marzo

Ristorante 3 2Un milione di euro per contributi a fondo perduto a favore delle imprese la cui attività è stata fermata o limitata dall’ultimo Dpcm anti-Covid. È la misura annunciata oggi, 30 ottobre, dal Comune di Ravenna. I destinatari saranno quindi soprattutto bar, ristoranti e palestre, scesi in piazza nei giorni scorsi. I criteri di accesso al bando e le cifre verranno delineate nei prossimi giorni in un confronto con le associazioni di categoria. L’obiettivo è di instaurare un procedimento più snello possibile: un’autocertificazione di riduzione del fatturato per ottenere un bonifico e stringenti controlli successivi. Il sindaco Michele de Pascale auspica di arrivare ai pagamenti nel corso del mese di novembre. Un altro mezzo milione di euro verrà destinato da Palazzo Merlato ai consorzi fidi per abbattere interessi e spese di istruttoria per chi deve accedere al credito.

Così il totale degli aiuti comunali nell’emergenza sanitaria arriva a 7 milioni. La voce più consistente è rappresentata dai 5 milioni di euro per la riduzione della tassa sui rifiuti (Tari) per le imprese con percentuali di sgravi che arrivano al 60-80 percento. Il Comune ha inoltre deciso di far slittare ulteriormente la scadenza per il pagamento della Tari: a dicembre arriveranno i bollettini ma cittadini e imprese avranno tempo per il saldo fino al 31 marzo, ultima data concessa per legge.

Per quanto riguarda la distribuzione del milione a fondo perduto, il sindaco ha precisato che verranno fatte delle scelte per evitare una eccessiva frammentazione delle risorse «che finirebbe per non aiutare nessuno».

In questi contributi non dovrebbero rientrare le realtà del mondo culturale: «Chi fa cultura a Ravenna è quasi sempre legato al Comune da una convenzione. Di sicuro ragioneremo su ogni caso per evitare esclusioni». In favore delle realtà culturali che realizzano eventi in convenzione con il Comune si è stabilito che in fase di rendicontazione saranno ritenuti ammissibili i costi sostenuti per attività annullate del tutto o in parte, qualora la mancata o parziale attuazione siano imputabili agli effetti delle misure adottate in seguito all’emergenza Coronavirus; tutte le spese direttamente correlate alla realizzazione delle attività di produzione e distribuzione e all’organizzazione di eventi con modalità diverse, come ad esempio il pagamento di diritti e delle licenze d’uso dei contenuti per la trasmissione su differenti canali multimediali come quelli digitali terrestri, web, social, ecc; tutte le spese impreviste sostenute per la ripresa delle attività in condizioni di sicurezza.

«Sono sicuro di non poter essere smentito se dico che in Italia non esiste un altro Comune che abbia stanziato di più per le imprese in rapporto alla sua popolazione», ha detto De Pascale nella conferenza stampa che si è svolta da remoto. «Ognuno è chiamato a fare la sua parte, cittadini e istituzioni, in una situazione in cui l’emergenza sanitaria e la tutela delle persone è al primo posto».

A Ravenna 9,8 nuovi positivi su 10mila abitanti. «Gli ospedali stanno tenendo bene»

I dati dell’Ausl Romagna riferiti alla settimana dal 19 al 25 ottobre

PA Ambulanza Covid«Sul nostro territorio ci troviamo di fronte a un incremento dei casi di Covid 19 così come che sta avvenendo a livello nazionale e internazionale, ma ancora con incidenze medie più basse. Ribadisco che al momento la maggioranza dei pazienti può essere adeguatamente seguita a domicilio e che la rete ospedaliera sta tenendo bene». Lo dichiara il direttore sanitario dell’Ausl Romagna, Mattia Altini, in riferimento appunto al territorio romagnolo.

«Ovviamente – continua – siamo preparati ad affrontare incrementi di ricoveri, applicando il Piano dinamico che è stato appositamente predisposto. Con altrettanta chiarezza voglio ribadire che tutto questo non significa che si debba abbassare la guardia, anzi! L’Ausl manterrà una fortissima attenzione sul contact tracing, cioè sulla individuazione precoce dei casi, al fine di una presa in carico il più possibile veloce per migliorare l’approccio al singolo paziente e allo stesso tempo limitare il diffondersi del contagio. Ma è importante che anche la cittadinanza rammenti l’importanza della prevenzione, e segua scrupolosamente le ormai note linee guida legate a distanziamento, igiene, mascherina. Altrettanto importante quest’anno è fare la vaccinazione contro l’influenza stagionale, soprattutto per le classi a rischio, che rappresenta anche una forma di contrasto del covid».

A supporto della tesi di Altini, l’Ausl Romagna fornisce i dati riferiti al territorio romagnolo della settimana dal 19 al 25 ottobre, quando si sono verificate 1.665 positività su un totale di 28.001 tamponi, con una incidenza dunque del 5,9 per cento che, pur aumentando di 2 punti percentuali rispetto alla settimana precedente, resta più bassa rispetto all’incidenza nazionale.

All’interno del territorio romagnolo si registrano differenze: in particolare la provincia di Rimini ha una incidenza di positività superiore alla media (8,4, mentre Ravenna è al 4,8, il dato regionale nello stesso periodo era attorno al 9), sia rispetto ai tamponi eseguiti sia rispetto alla popolazione residente. «Questo fatto – spiegano dall’Ausl –, che dipende anche dall’effettuazione di un più alto numero di tamponi, va però messo in relazione pure al fatto che nel Riminese si registrano le percentuali più alte di positivi asintomatici, a riprova di una forte efficacia nell’attività di tracciamento».

Per quanto riguarda l’occupazione dei posti letto, anche in questo caso nella settimana di riferimento si è verificato un aumento, in questo caso omogeneo tra i vari territori, nei reparti di degenza, mentre nelle terapie intensive il dato resta stabile. Al 26 ottobre in Romagna erano 17 i ricoveri in terapia intensiva e 196i ricoveri in altri reparti Covid.

Per quanto riguarda la provincia di Ravenna, nella settimana dal 19 al 25 ottobre l’incidenza di nuovi casi positivi su 10mila abitanti è pari a 9,80, più del doppio di quella della settimana precedente, ma insieme a Cesena (che è al 9,65) è il dato più basso della Romagna, con Forlì a 14,77 e Rimini a 23,75.

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