Si conferma la grande partecipazione rispetto alle elezioni del 2014

Ore 23 Il dato definitivo dell’affluenza è del 69,71 per cento. I i dati confermano un’affluenza che è superiore al doppio delle elezioni regionali del 2014, con punte in alcuni territori oltre il 70%. A livello regionale, l’affluenza è stata del 67 per cento. Nel 2014 l’affluenza era stata del 41,31 per cento. I dati comune per comune (riassunti anche nell’infografica sottostante):
Alfonsine 71,91, Bagnacavallo 71,39, Bagnara di Romagna 73,71, Brisighella 69,98, Casola Valsenio 73,01, Castel Bolognese 71,54, Cervvia 66,93, Conselice 65,68, Cotignola 72,65, Faenza 70,91, Fusignano 70,23, Lugo 71,20, Massa Lombarda 66,13, Ravenna 68,95, Riolo Terme 70,29, Russi 71,96, Sant’Agata sul Santerno 68,59, Solarolo 72,72.
Ore 19 Il dato delle 19 è del 60,67 per cento. I i dati confermano un’affluenza che è superiore al doppio delle elezioni regionali del 2014, con punte in alcuni territori quasi al 65%. Ha già votato un quarto degli aventi diritto, In tutta la Regione la partecipazione è molto alta, l’affluenza è oltre il 59,32 per cento. Nel 2014 l’affluenza alle 19 era stata del 33,25%. Sotto, i dati divisi per comune
Ore 12 Ha già votato quasi un quarto degli elettori in provincia di Ravenna: il dato delle 12 è del 23,67 per cento. I primi dati mostrano un’affluenza che è già superiore al doppio delle elezioni regionali del 2014, con punte in alcuni territori del 30 per cento. Ha già votato un quarto degli aventi diritto, In tutta la Regione la partecipazione è molto alta, l’affluenza è oltre il 23 per cento. A breve, i dati divisi per comune.
Altissima l’affluenza in particolare nei piccoli comuni: a Bagnara di Romagna si è andati oltre il 29 per cento. Nel territorio del Comune di Ravenna l’affluenza è stata del 21, 56 per cento. Nella tabella sottostante i dati comune per comune.
Articolo in aggiornamento
Lei ricorda i tempi in cui le donne non votavano e anche quelli in cui il voto non era scontato. Così anche a 101 anni Maria Mirandola non salta l’appuntamento con le urne: ex insegnante elementare dal sorriso sempre pronto ha votato questa mattina al seggio speciale dell’Asp Romagna faentina.
Domani, domenica 26 gennaio, si vota per eleggere il presidente della Regione Emilia-Romagna e i componenti l’Assemblea legislativa regionale Sono chiamati alle urne oltre 3,5 milioni di elettori: più esattamente, secondo la rilevazione del Ministero dell’Interno a 15 giorni dal voto, gli aventi diritto sono 3.508.332. Di essi, 1.704.295 sono uomini e 1.804.037 donne. Sono 4.520 le sezioni in cui sarà possibile votare.
L’infezione da virus dell’epatite C (Hcv) rimane una causa significativa di morbilità e mortalità a livello mondiale. Si stima che in Italia ci siano circa 280mila pazienti con Hcv ancora da diagnosticare. È quanto emerge da uno studio basato su un modello matematico presentato lo scorso novembre dalla dottoressa Loreta Kondili, ricercatrice dell’Istituto Superiore di Sanità, al Congresso annuale dell’American Association for the Study of Liver Diseases.
Il Mah Jong non è solo un gioco, così come Il Drago di Romagna non è solo un film sul gioco del Mah Jong nel nostro Paese. Non aspettatevi la mesta linearità di una spiegazione o la storiografia di quello che probabilmente è uno dei giochi di società più antichi al mondo e sicuramente uno dei più diffusi tra bar e osterie, salotti di casa e tavolini aperti sulla spiaggia in Romagna. Il film di Gerardo Lamattina vi racconta, alternando sapientemente fiction e documentario, fantasia e testimonianze e commenti raccolti dal vero, il potere dei sogni e la forza degli affetti, tra guizzi d’ironia, emozioni, colpi di scena, malinconie e canzoni, citazioni più o meno velate.
Sono quattro le scosse registrate dall’Ingv nella giornata del 24 gennaio a Ravenna. La maggiore è stata quella della 18.02, di magnitudo 3.4, avvertita da diverse persone. L’epicentro a largo di Punta Marina, a nove chilometri di profondità. In realtà le scosse erano state due: pochi secondi prima infatti, vicino alla città, c’era stato un terremoto di magnitudo 2.5 a poca distanza.
E cominciata con Matteo Salvini che va tra la la gente in piazza sotto al palco a concedersi per i selfie, è finita con la folla che si mette in fila per salire sul palco e fare un selfie con Matteo Salvini, in sottofondo sempre tanto Vasco, poi Battisti, Bennato, Dalla e altra roba italiana come fosse una serata amarcord 80-90 alla balera. Nel mezzo un comizio da 90 minuti per chiudere la campagna elettorale di tutto il centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e liste minori) a sostegno di Lucia Borgonzoni in corsa per la presidenza della Regione Emilia-Romagna (si vota domenica 26 gennaio dalle 7 alle 23). Ravenna per una sera sotto gli occhi non solo della regione ma d’Italia e forse anche oltre. Perché a sentire chi si è susseguito sul palco, in caso di vittoria a Bologna si andrà a citofonare a Palazzo Chigi per sfrattare Giuseppe Conte e andare a elezioni nazionali anticipate. E la partecipazione è talmente tanta che non c’è nemmeno tempo per avvertire la
In ogni angolo ma non a quello tra via Muratori e piazza XX settembre: lì c’erano i contestatori, i soliti volti noti dell’antagonismo locale impegnati con cori e insulti «contro i fascisti». Con il repertorio di domande classiche rivolte agli impassibili carabinieri in tenuta antisommossa: «Cosa state a fare qua, non vi vergognate?». La risposta la fornisce un ragazzino appoggiato a una bici. Serafico e pacato risponde alla donna che urla: «Fanno il loro lavoro, evitano che vi facciate male a vicenda, voi e loro».
Il primo boato della piazza si è alzato con Mirko De Carli, ravennate ai vertici del Popolo della Famiglia: ha chiesto il ruggito dei suoi concittadini ed è stato accontentato. Cori e boati anche per Salvini, e ci mancherebbe visto che è il loro capitano. Ma a scaldare davvero la piazza c’è voluta «una donna, una madre, una cristiana»: la leader di Fdi Giorgia Meloni cita con il sorriso il tormentone che ha alimentato meme per giorni e per una decina di minuti tiene in pugno il popolo sotto al palco. Lo fa ridere – «Dicono che gli immigrati vengono a fare lavori che non voglio gli italiani, è vero, ad esempio votare il Pd» – e lo fa gridare quando dice che è pronta per governare il Paese con gli altri alleati. «Com’è brava lei, mi è sempre piaciuta», dice la signora in prima fila. Una Meloni a tutta carica: del resto lei non aveva problemi di voce bassa come Salvini «che si è fatto duecento piazze».
L’intervento che non ti è aspetti è quello di Berlusconi. Il Cav si prende un’accoglienza da rockstar, abbraccia Vittorio Sgarbi che fa solo un cammeo sul palco e poi imbastisce un discorso che a qualcuno pare quasi una lezioncina di storia. In un comizio per le elezioni regionali, il fondatore di Forza Italia ha infilato il comunismo, la Cina, le radici cristiane. E se gli emiliano-romagnoli pensassero di votare solo per la giunta regionale, beh, si sbagliano: «Questo è un voto per l’Occidente».
È partita alle 18.38 con l’apertura del segretario della Lega Romagna, Jacopo Morrone, la grande manifestazione con cui il centrodestra chiude la campagna elettorale in piazza a Ravenna.





