lunedì
22 Giugno 2026

In arrivo il concorso per il riassetto della stazione, «l’ex dogana diventerà viva»

Il sindaco di Ravenna fa il punto sulla riqualificazione della Ravenna sull’acqua: «A breve l’inaugurazione della passerella in legno sulla banchina e proseguiremo con il secondo stralcio. Dopo l’estate il sottopasso. La sfida ora è l’acqua, avanti con i pontili»

ZONA DARSENA E STAZIONE RAVENNALa notizia è probabilmente questa: «A breve uscirà il concorso di progettazione per il riassetto della stazione ferroviaria di Ravenna». Lo dichiara il sindaco Michele de Pascale, con cui facciamo il punto sulla riqualificazione della darsena. Si tratta di un tema, quello del “riassetto della stazione” di cui si parla da almeno un decennio. Ora Comune e Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) sono pronti a fornire le linee guida condivise in un concorso che non dovrebbe però prevedere l’ipotesi spostamento, di cui si era invece discusso in passato, bollata negli anni scorsi da De Pascale come «fantascienza».

Nel concorso rientrerà anche l’ex dogana, ci dice sempre il sindaco, l’unico edificio comunale che si affaccia sul canale, in posizione altamente strategica, all’angolo della testata, ma che oggi ospita desolatamente una sede dei vigili urbani, non proprio il massimo in quanto a rivitalizzazione della zona. Con il concorso e il successivo trasloco della polizia locale (la nuova caserma verrà realizzata nell’ex sede dell’Atm di via delle Industrie, con l’obiettivo dichiarato prima del lockdown di completare il trasferimento entro il 2022), l’ex dogana potrebbe finalmente rinascere. «È uno spazio per noi molto importante – continua De Pascale – che dovrà avere una vocazione sociale, turistica o commerciale, dovrà diventare un luogo di animazione».

ZONA DARSENA E STAZIONE RAVENNALa stessa Rfi è impegnata poi nel cantiere del prolungamento del sottopasso della stazione ferroviaria, (molto) più impegnativo del previsto, quello che garantirà una nuova entrata (e uscita) a due passi dall’acqua, ma che terminerà solo «dopo l’estate», dice De Pascale. Protagonisti in questi mesi nel cantiere anche gli archeologi della Soprintendenza, che ha assicurato a fine lavori il ritorno del sarcofago già presente nel sottopasso (e momentaneamente parcheggiato altrove) e una valorizzazione “a vista” dei reperti ritrovati durante gli scavi. Nel frattempo però è già stata montata una pensilina in testata, che ha fatto storcere il naso a molti (tra cui Alberto Giorgio Cassani, vedi foto e articolo qui sotto)…

Tempi molto più brevi, invece, per la nuova passerella sopraelevata in legno che i tanti frequentatori della zona hanno già potuto ammirare in queste settimane e che sarà aperta al pubblico, ci dicono dal Comune, entro fine mese. «Si tratta di un intervento simbolo per la fruizione della darsena – commenta De Pascale –, per cui avevamo previsto prima dell’emergenza Covid un’inaugurazione con un grande evento, che invece non si potrà naturalmente più organizzare». Si tratta di un primo stralcio di 280 metri, davanti al Darsena Pop Up. Ma il progetto originario (finanziato dallo Stato nell’ambito del cosiddetto Bando Periferie) prevede una lunghezza complessiva di oltre un chilometro e il sindaco (è stato il Comune ad anticipare le risorse in attesa della conferma dei fondi statali) assicura che il secondo stralcio arriverà a breve, se il primo dovesse essere apprezzato, con la possibilità di inserirlo già nel piano investimenti del 2021.

ZONA DARSENA E STAZIONE RAVENNAE a proposito di investimenti, non si può tacere sul più grosso contributo pubblico mai arrivato in darsena, 8 milioni di euro (7 dallo Stato, 1 da Romagna Acque) per il cantiere del nuovo sistema fognario partito in giugno, “intervento fondamentale e propedeutico al risanamento del canale Candiano”, si leggeva nel comunicato di presentazione. «L’essenziale è invisibile agli occhi – commenta il sindaco con una battuta –: si tratta di un investimento fondamentale». Che permetterà anche la nascita di nuove urbanizzazioni. Nuove case affacciate sul canale, in particolare. Progetto, questo, già contestato da Ravenna in Comune, la lista di opposizione a sinistra del Pd in consiglio comunale. «Ho sentito parlare di cementificazione – replica il sindaco – e in darsena credo non sia invece un tema vero, visto che non c’è nulla da cementificare. C’è invece molto da rigenerare e rifunzionalizzare. Sono consapevole che la vocazione residenziale non deve essere certo quella primaria per la nostra darsena e i progetti andati avanti in questi anni vanno infatti in tutt’altra direzione. Però piuttosto che un’area degradata devo dire che la speranza è che nuovi investimenti arrivino, anche dovessero essere case, con l’intenzione comunque di prediligere vocazioni ricettive…».

ZONA DARSENA E STAZIONE RAVENNAIn conclusione, secondo il sindaco ora le sfide per una più completa riqualificazione della Darsena sono due: «La prima è quella di completare la rigenerazione a terra. Attualmente il Poc è scaduto e con la nuova legge regionale ci sono le condizioni favorevoli per investimenti dei privati, essendo un’area considerata di “rigenerazione” le maglie sono un po’ più larghe. Dall’altra parte – continua il sindaco – vogliamo lavorare con decisione sull’acqua. E se qui non si innescherà l’iniziativa privata, ci penserà il Comune a favorire la fruizione di quello che avevamo chiamato “Il mare in piazza”. A partire dalla realizzazione dei pontili già previsti nel Bando Periferie (così come con la seconda parte del progetto Pop Up, vedi p. 8, ndr). Posso garantire che con Autorità Portuale ci metteremo a un tavolo per fare in modo che anche l’acqua sia finalmente vissuta».

In piazza anche a Ravenna contro la legge che rende l’omofobia un reato

Il 15 luglio «in silenzio e con un bavaglio sulla bocca». Secondo i promotori si tratta di un «ddl liberticida»

Coppia Gay 744x445Mercoledì 15 luglio alle 21.30 è in programma in piazza del Popolo a Ravenna una manifestazione per esprimere contrarietà al ddl contro la omotransfobia, altrimenti detto legge Zan dal nome del suo primo firmatario e relatore, il deputato del Partito democratico Alessandro Zan. La legge modifica gli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale, rispettivamente legge Mancino e Reale, che puniscono i reati e i discorsi d’odio fondati su caratteristiche personali quali la nazionalità, l’origine etnica e la confessione religiosa. La nuova legge punta ad ampliare questo concetto e a individuare come atti discriminatori anche quelli basati “sul genere, orientamento sessuale o identità di genere”.

Secondo i promotori della protesta (a Ravenna in particolare l’associazione San Michele Arcangelo) si tratta di una legge «liberticida», temendo che il nuovo reato possa colpire «tutti coloro che si esprimeranno pubblicamente in modo non allineato al mainstream».

«In caso di approvazione del testo – si legge in una nota dei promotori –, sarà possibile per chi gestisce una palestra vietare, ad un uomo che si “si sente donna”, l’ingresso nello spogliatoio delle donne? Sarà possibile per un genitore chiedere che il figlio non partecipi ad attività scolastiche inerenti temi sensibili sulla sessualità se sono realtà che gravitano nel mondo cosiddetto Lgbt? Sarà ancora possibile per un sacerdote insegnare la visione cristiana del matrimonio? Sarà possibile dire pubblicamente che la pratica dell’utero in affitto è un abominio o dirsi contrari alla legge sulle unioni civili? Per tutte queste domande il ddl sull’omofobia ha una sola risposta, no. Ecco perché scendiamo in piazza. Per la libertà di espressione, per la libertà di educazione, per la libertà di stampa, per la libertà di associazione, per la libertà religiosa».

I promotori della protesta assicurano che scenderanno in piazza «in silenzio, a distanza di due metri l’uno dall’altro, chi leggendo un libro e chi con un bavaglio sulla bocca, a simboleggiare la portata liberticida di questo progetto e la volontà di zittirci. Non risponderemo ad alcuna provocazione poiché siamo in piazza per la libertà di tutti, anche di chi ci contesta e non comprende la portata liberticida di questo testo».

Tutte le piazze in continuo aggiornamento su www.restiamoliberi.it

Al via gli incontri del PD su sanità, scuola e turismo all’Hana Bi di Marina

Questa sera 13 luglio, primo dibattito dedicato alla sanità pubblica con il sindaco De Pascale, dirigenti, medici e infermieri dell’Ausl ravennate

Partito Democratico BandiereAl via al bagno Hana Bi di Marina di Ravenna una serie di incontri promossi dal Partito Democratico per una riflessione sul futuro della città dopo la pandemia che almeno sul piano del dibattito politico colmano il vuoto della mancata organizzazione quest’anno delle tradizionali Feste dell’Unità.
Si parte stasera, lunedì 13 luglio (20.30) dal tema della sanità che stasera, che viene affrontato dal sindaco Michele de Pascale insieme a Paolo Tarlazzi, direttore medico ospedale di Ravenna, Paolo Bassi, primario del reparto malattie infettive di Ravenna, Cristina Fabbri, dirigente infermieristico AUSL Romagna, Roberta Mazzoni, direttrice del Distretto sanitario di Ravenna. Modera il giornalista Pier Giorgio Carloni.

Poi si parlerà di scuola, giovedì 16 luglio, con Ouidad Bakkali, assessore alla Pubblica istruzione e infanzia del Comune di Ravenna e Gianluca Dradi, preside del liceo scientifico di Ravenna, moderati dalla giornalista  Federica Ferruzzi.

Infine, lunedì 27 luglio, i dibattiti si concludono sul tema del turismo per cui interverranno Giacomo Costantini, assessore al turismo del comune di Ravenna, Christopher Angiolini di Bronson produzioni. Modera Federica Angelini.

Tutti gli eventi iniziano alle ore 20.30.

«Li abbiamo salvati noi surfisti, ancora pochi minuti e sarebbero morti tutti e 4»

La tragedia di Lido di Dante raccontata da uno dei due eroi. «Mi stavo riposando con la mia famiglia in spiaggia, ma quando ho visto persone in mare ho preso la tavola»

«Ero con la mia famiglia in spiaggia, a riposarmi dopo aver fatto surf. Poi quando ho capito che c’erano delle persone in mare ho preso la tavola e mi sono buttato».

L’eroe di Lido di Dante si chiama Alessio Farinacci, surfista molto noto in città, del negozio di articoli sportivi Outdoor, che insieme a un altro amico surfista ha salvato tre persone nel pomeriggio di domenica nel tratto di mare antistante la foce dei Fiumi Uniti. Si tratta di un 34enne, un 35enne e un 17enne pakistani, mentre lo zio di quest’ultimo, un 35enne, è morto annegato.

«Se tardavamo altri cinque minuti sarebbero morti tutti e quattro – ci racconta Farinacci –, li abbiamo recuperati che non muovevano già più le gambe e con l’acqua al pelo del naso, a quasi 500 metri da riva. Quando li ho raggiunti sono riuscito a caricarne due sulla mia tavola, l’altro è stato salvato dal mio amico, mentre il bagnino si è ribaltato a pochi metri da me, d’altronde è impossibile operare con il moscone in quelle condizioni. Una volta recuperate le tre persone, ci è venuto a dare una mano anche un ragazzo con il Sup. Purtroppo abbiamo visto invece la quarta persona già morta, abbiamo cercato di non dirlo subito ai tre che abbiamo salvato, per non farli andare ancor più nel panico. Quando siamo arrivati a riva erano in stato di choc, ma coscienti, li abbiamo lasciati ai sanitari per le cure del caso e ce ne siamo andati».

«La gente – conclude Farinacci – purtroppo ha paura delle onde e cerca di andare oltre, ma viene poi sorpresa dalla corrente, che è molto più pericolosa. Le onde, invece, ti aiutano a tornare a riva, sono nostre amiche, lo dico da surfista. Spesso da queste parti siamo presi in giro, ma l’Adriatico lo conosciamo bene e sono tante le persone che aiutiamo con il mare mosso, nei punti più pericolosi dei nostri lidi. Per fortuna che ci sono i surfisti, mi verrebbe da dire…».

La sequenza di foto dei soccorsi è di Massimo Argnani

Lido di Dante: muore annegato, trascinato dal mare mosso alla foce dei Fiumi Uniti

Gruppo di stranieri travolti dal mare agitato durante un bagno in spiaggia libera. In tre, aiutati anche da altri bagnanti accorsi in acqua, sono sopravvissuti

Annegato Lido Di DanteHanno fatto il bagno nel mare ancora agitato dopo la tempesta di ieri davanti alla spiaggia libera di Lido di Dante, a margine del bagno Passatore, ma la risacca li ha trascinati a nord verso la foce dei Fiumi Uniti. È accaduto verso le 16.30 di oggi pomeriggio, ad un gruppo di quattro stranieri originari del Pakistan che si sono subito trovati in difficoltà fra le onde, senza riuscire a ritornare sulla spiaggia. Subito, alcuni bagnanti che erano in spiaggia si sono lanciati in acqua per aiutarli a guadagnare la riva, anche con canoe e tavole da surf. Poi sono scattati i soccorsi dei Vigili del Fuoco di Ravenna e dell’elicottero dei sommozzatori della squadra di Bologna.

In tre sono stati riportati fuori dall’acqua con sintomi da annegamento ma per uno di loro, che è andato alla deriva fin verso Lido Adriano, recuperato da Vigili del Fuoco, ormai in arresto cardiaco, nonostante i tentativi di rianimazione, non c’è stato nulla da fare se non constatarne il decesso. L’uomo ha un età intorno ai 35 anni. I sopravvissuti, di 17, 34 e 35 anni sono stati ricoverati all’ospedale di Ravenna per sindrome da sommersione ma non sono in pericolo di vita.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti la Capitaneria di Porto di Ravenna, anche per ricostruire i particolari dell’accaduto a norma di legge, i bagnini di salvataggio, la Polizia locale, i Carabinieri, una volante della Polizia di Stato e, per i soccorsi, quattro ambulanze e un’auto medicalizzata del 118, per il pronto intervento sugli scampati.

In provincia di Ravenna spuntano tre nuovi positivi al Covid 19

In regione i nuovi contagi sono saliti a 71, molti legati a focolai di Modena, Bologna e Ferrara. Le valutazioni dell’assessore alla salute Donini

Covid 19 Provetta Sangue Test Sierologici 2 2In provincia di Ravenna oggi sono state segnalate 3 nuove positività: si tratta di 2 donne e un uomo, tutti asintomamtici. Due di essi sono rientrati dall’estero ed erano dunque già in isolamento domiciliare; l’altro è stato individuato attraverso screening.
Non si registrano decessi, mentre si è verificata una guarigione completa.
Restano, infine circa 150 le persone in quarantena e sorveglianza attiva.
I casi complessivamente diagnosticati da inizio contagio nel Ravennate, aggiornato alla mattinata di oggi, sono dunque 1.084.

In Emilia-Romagna oggi i nuovi contagi sono balzati a quota 71. Di questi nuovi casi, 21 si registrano in provincia di Modena, 18 legati ad un focolaio scoperto in un prosciuttificio; 19 in quella di Bologna, di cui 6 riconducibili ai due focolai individuati in due aziende della logistica e la gran parte degli altri a situazioni familiari gia note; 11 in quella di Ferrara, 9 dei quali riferiti sempre all’ultimo focolaio nell’azienda logistica bolognese.
Effettuati quasi 3mila tamponi e oltre 2.200 test sierologici. I guariti salgono a 23.491 (+10), i casi attivi sono 1.180 (+61).

Non sono state segnalate vittime mentre è Stabile il numero dei pazienti in terapia intensiva (10), e anche il numero dei ricoverati negli altri reparti Covid (93).

«I dati di oggi – afferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini – confermano quello che da alcuni giorni sta accadendo in Emilia-Romagna, in Italia e in Europa: il contagio da Covid si sta diffondendo soprattutto nelle realta produttive legate ai settori della logistica e della lavorazione delle carni. Gli interventi immediati e massivi che abbiamo messo in campo consentono di fare emergere tante persone positive asintomatiche, spesso già in isolamento domiciliare, attraverso una efficace azione di contact tracing. Cio contribuisce a non impegnare in maniera preoccupante le strutture sanitarie e i reparti ospedalieri e a gestire e poi spegnere, di volta in volta, i focolai che si innescano. Ci conforta il fatto che per il quinto giorno consecutivo non ci siano decessi. Né – rispetto a ieri – aumenta il numero di pazienti in terapia intensiva e negli altri reparti dedicati agli ammalati Covid».

«Domani – prosegue l’assessore regionale – sarà firmata l’ordinanza regionale che stabilisce l’obbligo dei test sierologici o dei tamponi a tappeto nelle aziende del settore della logistica e in quello della lavorazione delle carni. Un provvedimento che riguarda piu di 70mila lavoratori in Emilia-Romagna».
«L’appello che rinnovo a tutte le aziende in Emilia-Romagna, indipendentemente dal settore di attivita , è quello di effettuare lo screening ai propri dipendenti, per individuare tempestivamente la positività nei soggetti asintomatici e limitare gli effetti epidemiologici di nuovi focolai. Così come ribadisco l’importanza di osservare scrupolosamente le prescrizioni previste dagli appositi protocolli emanati per tutti i settori economici e le attivita sociali».

Ausl Romagna: il direttore Carradori nomina ai vertici dell’azienda Aimola e Altini

I due professionisti sono incaricati della direzione amministrativa e sanitaria. Prevista anche la nomina di Tamagnini per le attività socio-sanitarie

Dirigenti Ausl 2020 Aimola Altini
Agostina Aimola e Matteo Altini

Il nuovo direttore generale dell’Ausl della Romagna, Tiziano Carradori, ha recentemente provveduto a integrare la direzione strategica dell’azienda sanitaria pubblica, nominando la nuova direttrice amministrativa e il nuovo direttore sanitario.
I due professionisti che da lunedì 13 luglio ricopriranno l’incarico ai vertici aziendali, affiancando Carradori alla guida dell’Azienda, sono rispettivamente Agostina Aimola e  Mattia Altini. Il completamento della Direzione strategica avverrà nei prossimi giorni con la nomina del direttore delle attività socio-sanitarie, per la cui formalizzazione sono necessari ulteriori adempimenti burocratici. Il professionista individuato è il dottor Mirco Tamagnini.

I professionisti individuati sono stati selezionati nell’ambito degli appositi albi regionali degli idonei, hanno maturato nel corso della loro carriera una qualificata formazione ed esperienza professionale in ambito sanitario, ricoprendo importanti incarichi nel corso degli anni, tra i più recenti: Agostina Aimola come direttore delle Attività Amministrative di presidio dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Ferrara e Mattia Altini come presidente nazionale dei medici-manager e direttore sanitario dell’Istituto di Cura e Ricerca sui Tumori di Meldola, Mirco Tamagnini è stato già titolare del medesimo incarico per l’Ausl della Romagna fino al febbraio 2020.
La direttrice amministrativa e il direttore sanitario si caratterizzano anche per una lunga e consolidata consuetudine collaborativa con l’attuale direttore generale.

Nel comunicato stampa che informa dei nuovi incarichi, il direttore Carradori ha voluto ringraziare il’ex commissario sanitario Stefano Busetti e l’ex commissario amministrativo Franco Falcini per il lavoro svolto durante il loro incarico e il supporto fornito nei primi giorni della nuova direzione.

La terza volta di Muti alla Rocca di Ravenna per dirigere due capolavori di Dvořak

Dopo la serata inaugurale del festival e il “Concerto dell’Amicizia”, il Maestro torna sul podio dell’Orchestra Cherubini, accompagnato anche dal solista Tamás Varga al violoncello

Riccardo Muti Rocca
Riccardo Muti (foto Silvia Lelli)

Dopo la serata inaugurale del 21 giugno e il Concerto dell’Amicizia, Riccardo Muti torna stasera, 12 luglio, sul palco della Rocca Brancaleone di Ravenna protagonista di un terzo appuntamento con la grande musica sinfonica sul podio dell’Orchestra giovanile, ospitando anche un solista d’eccezione come il violoncellista Tamás Varga, primo violoncello dei Wiener per oltre vent’anni.
In programma due capolavori di Antonin Dvorak: la Sinfonia “Dal Nuovo Mondo” e il, per l’appunto, il Secondo Concerto per violoncello del compositore boemo.

È un messaggio di integrazione sociale quello dietro ai due capolavori sinfonici di Antonín Dvořák Nel 1892 il compositore boemo fu invitato dalla mecenate Jeannette Thurber a dirigere il Conservatorio di New York, una delle prime scuole ad ammettere donne e afroamericani. Sotto la direzione di Dvořák, il Conservatorio diventò un modello di avanguardia e meritocrazia. Tra i suoi studenti anche il compositore afroamericano Harry Burleigh, che fece conoscere a Dvořák lo sterminato repertorio spiritual e dei nativi. Unendo i due patrimoni popolari – quello boemo e quello americano – nacquero la Sinfonia n. 9 “Dal nuovo mondo”, che nel 1893 debuttò con enorme successo alla Carnegie Hall, e il Secondo Concerto per violoncello, ancor oggi la composizione concertante per violoncello più eseguita e amata al mondo.

Tamás Varga
Tamás Varga (foto Katsuhiro Ichikawa)

Lo storico legame di Riccardo Muti con gli Stati Uniti festeggia quest’anno due significativi anniversari: il decennale della sua investitura a direttore musicale della prestigiosa Chicago Symphony Orchestra e i quarant’anni dalla nomina alla Philadelphia Orchestra. A Chicago, dove ogni anno studenti, anziani e persone a basso reddito sono invitate a partecipare gratuitamente alle prove della CSO, Muti continua a lavorare per rafforzare il legame tra l’orchestra e la sua comunità. È lo stesso spirito che animò Antonín Dvořák quando a fine Ottocento ricevette l’incarico di dirigere il Conservatorio di New York da Jeanette Thurber, lungimirante patrona delle arti, convinta che per la neonata istituzione musicale fosse fondamentale la guida di un eminente musicista europeo. Da quell’incrocio di traiettorie e di esperienze ha tratto beneficio non solo quella generazione di studenti, ma anche la storia della musica. La Sinfonia n. 9 e il Concerto per violoncello in si minore n. 2 sono infatti i frutti più maturi della parabola artistica di Dvořák, ottenuti grazie alla mescolanza della tradizione sinfonica europea, Brahms in primis, con l’ascolto del melting pot culturale americano. Una lezione di convivenza straordinaria per quei tempi, tanto più necessaria in quelli attuali.

Il concerto, realizzato con il contributo di BPER Banca, è già sold-out, ma sarà in diretta streaming gratuita su ravennafestival.live (dove sarà fruibile on demand fino al 15 agosto) in collaborazione con Riccardo Muti Music.

 

 

Situazione epidemica stabile, solo un contagio rilevato in provincia di Ravenna

In Emilia-Romagna le nuove positività sono 47 (di cui 22 per focolai individuati a Bologna). Nessun caso di decesso per Coronavirus

Lab CoronavirusIn provincia di Ravenna oggi è stata segnalata solo una nuova positività, una donna con sintomi lievi e ricoverata in via precauzionale. Non si registrano decessi, mentre si sono verificate una guarigione completa ed una clinica di paziente che dovrà effettuare tamponi di negativizzazione.
Sono, infine circa 150 le persone in quarantena e sorveglianza attiva, tale numero é motivato dai numerosi rientri dall’estero cui si aggiungono i contatti stretti con casi positivi. I casi complessivamente diagnosticati da inizio contagio nel Ravennate, aggiornato alla mattinata di oggi, sono dunque 1.081.

In ambito regionale sono stati registrati 47 casi di positività  in più rispetto a ieri, di cui 29 persone asintomatiche individuate nell’ambito del contact tracing e dell’attività di screening regionale a seguito di test sierologici. Dei nuovi casi, 22 si registrano nella provincia di Bologna: 12 legati al focolaio individuato in questi giorni in un’azienda del comparto logistico, 4 quello isolato in precedenza sempre in un gruppo del medesimo settore.
Diciotto i sintomatici (11 Bologna, 3 Ferrara, 1 Ravenna, 1 Forlì e 2 Rimini), per la maggior parte riconducibili a focolai o a casi già noti.

Non sono stati registrati invece (ormai da quattro giorni) decessi legati al Coronavirus in Emilia-Romagna.

D’altra parte, nel territorio regionale, le nuove guarigioni sono 41, per un totale di 23.481, l’81,4% dei contagiati da inizio crisi. I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 1.119 (6 in più di ieri).

Folla di amici e fan – con tanti applausi – per l’ultimo saluto a Titta

Celebrati i funerali dell’estroso e amatissimo artista ravennate con grande partecipazione e commozione fra chi l’aveva conosciuto e apprezzato. FOTO

Funerale Titta Fan MagliettaUn corteo ininterrotto di amici e fan di almeno due generazioni hanno reso omaggio a Giuseppe Tittarelli, per tutti e per sempre Titta, scomparso l’8 luglio scorso.
Estroso e imprevedibile artista, va ricordato per la potente e mirabile vena ironica che ha alimentato la sua musica e la sua vita.
In tanti gli hanno reso reso omaggio, anche in presenza, in occasione dei funerali, indossando magliette che lo citavano e con un sentito applauso verso l’ultima meta.

Nella sequenza fotografica l’ultimo saluto a Titta (foto Massimo Argnani)

 

 

Forse piove, il concerto di Neri Marcoré trasferito dalla Rocca al Pala De André

Inizio dell’evento sempre alle 21.30. E per chi non ha trovato posto c’è sempre la diretta streaming.

Neri MarcoréC’è rischio pioggia staserà così la direzione del Ravenna Festival ha ben pensato di trasferire il previsto concerto alla Rocca Brancaleone di Neri Marcore al coperto, al Pala De André.

Grazie ad un allestimento realizzato ad hoc – scerive in un comunicato il Festival – nel rispetto delle regole del distanziamento sociale che determinano la capienza degli spazi al chiuso, tutti i biglietti sono confermati. Lo staff di biglietteria accoglierà il pubblico all’ingresso del Pala e fornirà le indicazioni per le nuove assegnazioni di posto.
Il concerto, che è tutto esaurito, sarà trasmesso in diretta streaming sul sito www.ravennafestival.live.

 

 

In cinquecento a Cervia per l’Iron Ciapet con Michelle Hunziker e Paolo Cevoli

Iniziativa ludico-sportiva benefica, sul prato del Golf Club di Milano Marittima, per le donne vittime di violenza. FOTO

Iron Ciapet Hunziker

Grande successo a Cervia, nella cornice del Golf Club di Milano Marittima, per l’evento ludico-sportivo “Iron Ciapet” che ha visto protagonista Michelle Hunziker.
Cinquecento i partecipanti, a due metri di distanza l’uno dall’altro, nel totale rispetto delle misure e dei protocolli Covid-19, a cui si aggiungono centinaia di di migliaia di spettatori in streaming da tutta Italia. Peraltro si trattava di un’iniiziativa benefica, a favore dell’associazione di Michelle Hunziker “Doppia Difesa”, fondata con Giulia Buongiorno, a favore delle donne vittime di violenza.
Un evento unico che ha visto come partner Elisabetta Franchi, in prima fila insieme al comico romagnolo Paolo Cevoli, per allenarsi all’aria aperta tra un esercizio ginnico e una risata e l’altra.

 

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