La terza volta di Muti alla Rocca di Ravenna per dirigere due capolavori di Dvořak

Dopo la serata inaugurale del festival e il “Concerto dell’Amicizia”, il Maestro torna sul podio dell’Orchestra Cherubini, accompagnato anche dal solista Tamás Varga al violoncello

Riccardo Muti Rocca

Riccardo Muti (foto Silvia Lelli)

Dopo la serata inaugurale del 21 giugno e il Concerto dell’Amicizia, Riccardo Muti torna stasera, 12 luglio, sul palco della Rocca Brancaleone di Ravenna protagonista di un terzo appuntamento con la grande musica sinfonica sul podio dell’Orchestra giovanile, ospitando anche un solista d’eccezione come il violoncellista Tamás Varga, primo violoncello dei Wiener per oltre vent’anni.
In programma due capolavori di Antonin Dvorak: la Sinfonia “Dal Nuovo Mondo” e il, per l’appunto, il Secondo Concerto per violoncello del compositore boemo.

È un messaggio di integrazione sociale quello dietro ai due capolavori sinfonici di Antonín Dvořák Nel 1892 il compositore boemo fu invitato dalla mecenate Jeannette Thurber a dirigere il Conservatorio di New York, una delle prime scuole ad ammettere donne e afroamericani. Sotto la direzione di Dvořák, il Conservatorio diventò un modello di avanguardia e meritocrazia. Tra i suoi studenti anche il compositore afroamericano Harry Burleigh, che fece conoscere a Dvořák lo sterminato repertorio spiritual e dei nativi. Unendo i due patrimoni popolari – quello boemo e quello americano – nacquero la Sinfonia n. 9 “Dal nuovo mondo”, che nel 1893 debuttò con enorme successo alla Carnegie Hall, e il Secondo Concerto per violoncello, ancor oggi la composizione concertante per violoncello più eseguita e amata al mondo.

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Tamás Varga

Tamás Varga (foto Katsuhiro Ichikawa)

Lo storico legame di Riccardo Muti con gli Stati Uniti festeggia quest’anno due significativi anniversari: il decennale della sua investitura a direttore musicale della prestigiosa Chicago Symphony Orchestra e i quarant’anni dalla nomina alla Philadelphia Orchestra. A Chicago, dove ogni anno studenti, anziani e persone a basso reddito sono invitate a partecipare gratuitamente alle prove della CSO, Muti continua a lavorare per rafforzare il legame tra l’orchestra e la sua comunità. È lo stesso spirito che animò Antonín Dvořák quando a fine Ottocento ricevette l’incarico di dirigere il Conservatorio di New York da Jeanette Thurber, lungimirante patrona delle arti, convinta che per la neonata istituzione musicale fosse fondamentale la guida di un eminente musicista europeo. Da quell’incrocio di traiettorie e di esperienze ha tratto beneficio non solo quella generazione di studenti, ma anche la storia della musica. La Sinfonia n. 9 e il Concerto per violoncello in si minore n. 2 sono infatti i frutti più maturi della parabola artistica di Dvořák, ottenuti grazie alla mescolanza della tradizione sinfonica europea, Brahms in primis, con l’ascolto del melting pot culturale americano. Una lezione di convivenza straordinaria per quei tempi, tanto più necessaria in quelli attuali.

Il concerto, realizzato con il contributo di BPER Banca, è già sold-out, ma sarà in diretta streaming gratuita su ravennafestival.live (dove sarà fruibile on demand fino al 15 agosto) in collaborazione con Riccardo Muti Music.

 

 

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