sabato
20 Giugno 2026

Bonus affitto dalla Regione per chi si è visto ridurre il reddito a causa del virus

In arrivo anche un innovativo contributo per far ridurre il canone ai proprietari

Affitti AffittasiUn bonus affitto fino a 1.500 euro per famiglie e persone in difficoltà, parametrato alla riduzione di reddito determinata dall’emergenza coronavirus. Contributo massimo che sale – andando da 2 mila a 3 mila euro – per i proprietari che accettano di rinegoziare il contratto d’affitto riducendo il canone a favore dell’inquilino, che facciano lo stesso convertendolo in affitto a canone concordato o ne stipulino uno nuovo (misura che punta a rimettere sul mercato dell’affitto a lungo termine alloggi rimasti vuoti a causa del fermo degli spostamenti). Aiuto esteso agli studenti universitari iscritti in un ateneo dell’Emilia-Romagna e a chi è in una situazione di forte emergenza, cioè i nuclei familiari con reddito Isee inferiore a 3mila euro, in questo caso a prescindere dal calo reddituale.

Lo prevede il nuovo bando regionale affitto per il 2020: già definito, verrà approvato dalla Giunta regionale nella prossima seduta. Si inserisce nell’ambito di un’operazione complessiva da 15 milioni di euro che permette anche di scorrere le graduatorie del bando 2019, per ampliare la platea dei beneficiari.

È l’aiuto concreto della Regione Emilia-Romagna per le famiglie e le persone colpite economicamente dalla crisi sanitaria: perché hanno perso il lavoro o subito una riduzione d’orario, sono in cassa integrazione o in mobilità, oppure sono state costrette a cessare la propria attività libero professionale o a chiudere la propria impresa. E, di conseguenza, non riescono a sostenere la spesa dell’affitto di casa.

Le risorse (esattamente 14,9 milioni) provengono per i due terzi, quindi 10 milioni, dal bilancio regionale, e per il resto, 4,9 milioni, dalla dotazione 2020 del Fondo statale per il Sostegno alla locazione destinato alle famiglie economicamente svantaggiate; saranno distribuite ai distretti sanitari di tutto il territorio regionale, da Piacenza a Rimini, ma potranno essere gestite anche direttamente dai Comuni o dalle Unioni di Comuni.

I fondi potranno essere utilizzati fino a un massimo della metà per scorrere le graduatorie del bando regionale affitti 2019. L’altra metà delle nuove risorse, oltre a quanto eventualmente non impiegato per le liste 2019, servirà a finanziare le nuove misure finalizzate a sostenere economicamente chi è stato penalizzato dalla crisi e adesso deve rialzarsi: i contributi diretti e gli incentivi alla rinegoziazione dei canoni o alla conclusione di nuovi contratti a canone concordato.

Requisiti di accesso al contributo, procedure rapide per l’erogazione

Tra i requisiti per accedere al contributo regionale, un reddito ISEE 2020 non superiore ai 35.000 euro (soglia che i Comuni possono modificare per le rinegoziazioni), e, se superiore ai 3.000 euro, anche l’autocertificazione con adeguata documentazione della diminuzione del reddito di almeno il 20% negli ultimi tre mesi, rispetto al reddito trimestrale medio 2019. É sufficiente il domicilio nell’alloggio in cui si abita con regolare contratto d’affitto, così da permettere la partecipazione anche a studenti e lavoratori che vivano in un comune della Regione pur non avendo spostato la residenza. La cittadinanza italiana o quella di uno Stato appartenente all’Unione europea o, per i cittadini extra Ue, il permesso di soggiorno. Per gli studenti, sarà sufficiente che anche un solo genitore possa dimostrare una effettiva riduzione del reddito, come conseguenza dell’emergenza sanitaria, e il  requisito del reddito Isee sotto i 35mila euro si riferisce al nucleo famigliare del quale fanno parte.

Le risorse potranno essere erogate anche con modalità a sportello (non è obbligatoria la definizione di una nuova graduatoria, per rendere più celere l’erogazione dei contributi in fase di emergenza).

I soggetti che presentano domanda avranno tempo per presentare l’ISEE 2020, qualora non già disponibile, fino al 30 ottobre, e dovranno autocertificare il calo del reddito, producendo una adeguata documentazione (buste paga o fatture).

Contributi diretti a persone singole e nuclei familiari

La prima misura consente alle persone singole o ai nuclei familiari che si trovano in difficoltà economiche a causa dell’emergenza sanitaria, di ricevere contributi diretti per pagare il canone di affitto. Requisiti necessari per ottenere il bonus: avere un regolare contratto di affitto in un comune dell’Emilia-Romagna, dichiarare un reddito Isee che non superi i 35mila euro e autocertificare una riduzione del proprio reddito familiare, nel trimestre marzo-maggio 2020, superiore al 20% rispetto alla media trimestrale del reddito percepito nel 2019. Il contributo riconosciuto, misurato e proporzionato in base alla perdita di reddito o fatturato subita, è di 3 mensilità per un massimo di 1.500 euro.

A questa misura sono ammessi anche i nuclei familiari con reddito Isee inferiore a 3mila euro che non potevano accedere al bando 2019, senza dover dimostrare un calo del reddito.

Rinegoziazione del canone e contributi ai proprietari

La seconda misura è molto innovativa e consiste in una serie di incentivi alla rinegoziazione dei canoni esistenti o alla conclusione di nuovi contratti a canone concordato del bando, epuò avere effetti di maggiore durata rispetto al semplice contributo, guardando oltre l’emergenza.

Si tratta infatti della possibilità di concordare con il proprietario dell’abitazione una riduzione, per almeno sei mesi, di almeno il 20% (almeno il 10% per i Comuni non ad alta tensione abitativa) sull’importo del canone di locazione; oppure di modificare il proprio contratto, passando a quello concordato (3+2 anni). In questo caso il contributo regionale viene riconosciuto al proprietario dell’alloggio, che riceverà il 70% della riduzione del canone fino a un massimo di 2.000 euro.

Se il contratto passa da libero mercato o transitorio a concordato, il proprietario potrà accedere, per i primi 12 mesi, a un contributo che copre il 70% della riduzione del canone fino a 2.500 euro.

Per i nuovi contratti a canone concordato (per un importo massimo del canone di 700 euro mensili) il contributo regionale riconosciuto al proprietario potrà coprire, per i primi 18 mesi, metà del canone, fino a un contributo massimo di 3mila euro.

La possibilità di rinegoziazione del canone, diversamente dal contributo diretto, è accessibile anche ai locatari che siano percettori di reddito o pensione di cittadinanza e ai proprietari che rinuncino a procedere in eventuale procedura di sfratto per morosità.

Calcio, il Ravenna si giocherà la stagione ai playout. Il presidente: «Assurdo»

Giocatori senza stipendi da marzo, si stanno allenando individualmente. La decisione ufficiale l’8 giugno

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Il presidente del Ravenna Fc Alessandro Brunelli

Un’intera stagione decisa in 90 minuti da giocare dopo quattro mesi di sospensione dell’attività: chi vince si salva, chi perde retrocede. Pare ormai certo sarà questo l’epilogo del campionato di serie C per il Ravenna Football Club. L’ipotesi da confermare è quella di disputare il 28 o 30 giugno i playout in base alla classifica di febbraio, quando tutto si è fermato per il coronavirus. Il Ravenna sedicesimo ospiterebbe al Benelli il Fano diciannovesimo per uno spareggio (in caso di pareggio si salvano i giallorossi per la migliore posizione in graduatoria).

La decisione finale spetterà alla Federazione l’8 giugno, ma pare ormai certa dopo il via libera arrivato in questi giorni anche dal ministero dello Sport.

Lo scenario non piace a Alessandro Brunelli, presidente del Ravenna: «La Federazione ha già bocciato una precedente proposta della Lega che bloccava la retrocessioni dicendo che bisogna trovare una soluzione che premi il merito sportivo. Obbligare delle squadre a una partita secca non mi pare risponda a questa logica. E soprattutto mi pare assurdo che si continui a considerare serie A e serie C allo stesso modo, come se le regole per la Juventus possano andare bene anche per il Ravenna».

Intanto l’attività della prima squadra è ancora ferma. Protocolli e linee guida del governo per gli allenamenti di gruppo non sembrano aver fatto ancora la chiarezza sufficiente per la ripresa: «I giocatori sono dei professionisti e stanno facendo allenamenti individuali nei propri spazi, tenendosi in contatto con il nostro staff. Stanno dimostrando tutti grande serietà».

L’ultimo stipendio pagato è quello di marzo: «Abbiamo parlato con i giocatori, sanno quanto è delicata la situazione e per i mesi successivi stiamo aspettando di capire quali contributi ci saranno dallo Stato. Nel caso la stagione non dovesse riprendere, bisognerà ragionare su cosa fare: al momento non c’è nulla di sicuro sui pagamenti che dovremo fare».

Il Comune di Ravenna ha promesso aiuti alle società del territorio, ancora da definire nel dettaglio. Brunelli non ha fretta: «Ci sono cose più importanti del calcio adesso, capisco che vadano risolte prima altre situazioni».

La sospensione si è abbattuta su un movimento che stava ragionando a proposito di una riforma per modificare la composizione di B e C, creando due gironi da 20 squadre nella cadetteria. Che fare ora? «Non credo che in questo momento si possa mettere anche questo sul tavolo. Però visto che il prossimo sarà una sorta di anno zero, potrebbe essere l’anno di adattamento per arrivare a una conformazione dei campionati nella stagione successiva. Una riforma è necessaria, ma con i tempi opportuni».

L’Autorità portuale assegna lavori di manutenzione per 30 milioni di euro

Appalti pronti per la partenza. Altri 15 milioni di euro sono in fase di avanzata progettazione. Il presidente Rossi: «Entro metà giugno la nomina del vincitore del maxi bando da 230 milioni per i fondali. Entro fine anno vedremo la prima draga al lavoro»

Nave Jolly Vanadio Porto Ravenna 0L’Autorità portuale di Ravenna ha firmato nell’ultima settimana di maggio un pacchetto di contratti per lavori di manutenzione in porto per un valore di circa 30 milioni di euro. Gli appalti sono frutto del lavoro tecnico svolto nei mesi scorsi pur con le difficoltà dettate dall’emergenza sanitaria. A questi si aggiungono diversi progetti in fase di avanzata preparazione per un totale di ulteriori circa 15 milioni di euro di appalti per cui si punta all’affidamento entro il 2020. In totale 45 milioni di lavori pubblici a servizio dello scalo portuale.

Per quanto riguarda il gruppo da 30 milioni già affidati, gli appalti più significativi sono quelli relativi alle manutenzione delle briccole di accosto presso i pontili in Pialassa Baiona, per un valore di più di tre milioni di euro; al rifacimento della banchina di attracco del traghetto a Porto Corsini, opera del valore di tre milioni di euro (che sarà realizzata senza interferenze sulla viabilità del paese durante il periodo estivo); alla ristrutturazione delle banchine “Marcegaglia” in sinistra Canale Candiano, investimento da oltre 12 milioni di euro ed il rifacimento della banchina “Magazzini Generali” in destra canale, per oltre 8 milioni di euro. Oltre a vari interventi di manutenzione elettrica ed edile per più di un milione di euro.

Il gruppo da 15 milioni da concludere entro fine anno invece comprende la sistemazione della darsena pescherecci a Marina di Ravenna (valore oltre 2 milioni di euro, con gara entro il 2020 e lavori nel 2021); la ricostruzione della banchina Nadep (valore 1 milione di euro e avvio lavori entro il 2020) e della banchina della Fabbrica Vecchia (valore 4,4 milioni di euro ed inizio lavori a fine anno) quest’ultima propedeutica al recupero dell’immobile. È in fase avanzata l’iter autorizzativo, che dovrebbe concludersi entro l’anno, del progetto del Parco delle Dune a Porto Corsini (valore 6,5 milioni, procedura di gara ed inizio lavori nel 2021). Inoltre entro il 2020 sarà redatto il progetto esecutivo per la ristrutturazione del Mercato del Pesce a Marina di Ravenna (valore di circa 1,5 milioni di euro, inizio lavori nel 2021).

Tutti questi interventi si collocano al di fuori del progetto dello hub portuale con l’approfondimento dei fondali e la costruzione delle piattaforme logistiche: per questa partta la commissione tecnica dovrebbe individuare a breve il nome del general contractor  al quale affidare 230 milioni di euro di lavori. Il presidente di Ap, Daniele Rossi, confida di arrivare alla nomina entro la metà di giugno: «Sono ottimista di poter vedere la prima draga al lavoro entro la fine del 2020». Intanto Ap sta lavorando per preparare l’istruttoria della “Fase 2 del progetto Hub Portuale”, cioè quella che porterà i fondali del canale Candiano alla quota di 14,5 e che prevede lavori, tra i quali la realizzazione dell’impianto di trattamento fanghi di escavo, per ulteriori 160 milioni di Euro.

«Gli studenti che concludono i cicli scolastici si incontreranno per salutarsi»

L’impegno del sindaco di Ravenna per organizzare un momento collettivo nel segno del teatro

Depascale MimandaraitreAlunni e studenti all’ultimo anno dei cicli scolastici nel comune di Ravenna potranno incontrarsi di persona per un saluto finale prima della definitiva interruzione dell’attività didattica in estate. L’assessorato comunale all’Istruzione sta lavorando alla realizzazione dell’evento in sinergia con il gabinetto del sindaco. Lo ha reso noto il primo cittadino, Michele de Pascale, durante il suo intervento al seminario in streaming che si è tenuto oggi, 29 maggio, sulla pagina Facebook del Comune: “Celebrare il diritto al gioco al tempo del Covid-19“, promosso dagli assessorati alla Pubblica istruzione e all’Ambiente e ConCittadini dell’assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.

De Pascale ha annunciato l’iniziativa cogliendo l’esortazione di Roberto Farnè, professore di Scienze della Qualità della vita all’Università di Bologna: «Un progetto ambizioso. Lo faremo nel segno del teatro, organizzeremo un momento collettivo per tutte le classi che finiscono il loro corso, restando nelle disposizioni che regolano il periodo attuale. Auspico che si faccia in tutta Italia ma a prescindere da questo, di sicuro si farà a Ravenna». Al momento i dettagli non sono ancora noti.

Una iniziativa simile era già stata annunciata anche da Luca Della Godenza, sindaco di Castel Bolognese.

Il sindaco De Pascale si è detto particolarmente orgoglioso della recente riapertura dei giochi negli spazi pubblici del comune: «Abbiamo circa 170 aree gioco nel verde e un Dpcm ne impediva espressamente l’utilizzo. Appena è stato possibile allentare la misura lo abbiamo fatto».

Nel suo intervento, De Pascale ha ancora sottolineato come questa emergenza che ha sconvolto le nostre esistenze debba essere presa come spunto per correggere alcuni approcci: «Migliorare le nostre città, renderle più a misura di bambino, sfruttare di più i luoghi pubblici che sono un grande spazio di uguaglianza per tutti i piccoli e le piccole».

Al mare con il cane: confermate sei aree di spiaggia libera dove Fido è benvenuto

Anche stabilimenti balneari propongono spazi attrezzati per gli amici a quattro zampe

Cane In Spiaggia MareAnche per la stagione balneare 2020 il Comune di Ravenna conferma le sei aree sulla spiaggia dove, come nel 2019, sarà consentito l’accesso ai cani.

A Marina di Ravenna, nel tratto di spiaggia libera di 80 metri adiacente al lato nord dello stabilimento balneare Ruvido; a Casalborsetti, nel tratto di spiaggia libera della lunghezza di circa 70 metri a sud dello stabilimento balneare Overbeach; a Marina Romea nel tratto di spiaggia libera di 100 metri circa, tra i campeggi Reno e Romea; a Lido Adriano, nel tratto di 80 metri circa a nord dello stabilimento balneare Oasi; a Lido di Classe nel tratto di spiaggia libera, a nord della scogliera, trasversale alla foce del fiume Savio; a Lido di Savio nel tratto di spiaggia libera della lunghezza di 40 metri a sud della scogliera, trasversale alla foce del fiume Savio. A questa offerta si aggiungeranno, come negli ultimi anni, gli stabilimenti balneari che decideranno di mettere a disposizione zone adeguate. Qui la mappa aggiornata con le disponibilità.

Si parte sabato 30 maggio, in anticipo di 15 giorni rispetto allo scorso anno, e si dispone che da ora in avanti, a partire dal 2021, sarà possibile portare i propri cani in spiaggia dal sabato che precede la celebrazione della Pasqua all’ultima domenica di ottobre. In pratica un’integrazione dell’ordinanza emessa il 4 giugno 2019 che allinea l’utilizzo delle aree cani con la durata della stagione balneare estiva prevista dall’ordinanza della Regione Emilia-Romagna.

«Dopo le positive esperienze degli anni scorsi – dichiara l’assessore al Turismo Giacomo Costantini – abbiamo deciso di apportare queste significative novità, a cui si aggiunge una nuova cartellonistica informativa con il coordinamento della Cooperativa bagnini, consentendo a turisti e cittadini di godere del mare in compagnia dei loro cani nel rispetto delle regole, a maggior ragione in questo particolare periodo di convivenza con il Coronavirus. Siamo convinti che ci sarà armonia e buona convivenza con gli altri ospiti che frequentano le nostre spiagge inserite in un importante contesto naturalistico».

Il tribunale approva il concordato Cmc. Soddisfatto il sindaco

Voto favorevole dei giudici dopo il parere già espresso dai creditori. Il primo cittadino: «Nella ripresa è importante che la città e il Paese possano usufruire delle competenze di una protagonista assoluta»

204AB024D3A04In tribunale a Ravenna è arrivata la definitiva approvazione del concordato richiesto dalla Cmc. Dopo il voto positivo dei creditori a fine aprile, lo stesso parere è stato espresso dai giudici oggi, 29 maggio. L’esposizione complessiva della Cooperativa muratori cementisti, come riportato da articoli della stampa locale, ammonta a 1,6 miliardi di euro.

Il sindaco Michele de Pascale esulta: «Un’ottima notizia per tutta la nostra città e non solo! La Cmc di Ravenna ha ottenuto l’omologa al concordato che le permetterà di poter mettere in campo il suo progetto di rilancio. Nella ripartenza sarà fondamentale l’investimento pubblico in infrastrutture ed è importante che la città e il Paese possano usufruire delle competenze di una protagonista assoluta come è sempre stata e come deve continuare ad essere la Cmc».

Al volante con 40mila euro di cocaina sotto al sedile: 32enne arrestato

Fermato dalla squadra mobile con un chilo di droga. A casa aveva 260 euro

Ev.owaDa solo al volante di una Volkswagen con un chilo di cocaina, che può valere circa 40mila euro, nascosto sotto al sedile passeggero. Per un 32enne albanese qualcosa è andato storto perché è stato fermato a Ravenna dalla polizia ieri pomeriggio, 28 maggio, e per lui si sono aperte le porte del carcere.

Formalmente il controllo in strada è avvenuto nell’ambito dei servizi finalizzati al rispetto delle disposizioni contro la diffusione del contagio da Covid-19. Ma sul campo c’erano gli agenti della squadra mobile. Secondo le scarne informazioni divulgate dalla questura, la perquisizione dell’auto sarebbe partita di fronte ai segni di nervosismo manifestati dal 32enne con precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti, contrabbando di tabacchi e violazione delle norme di soggiorno.

Nel corso della medesima perquisizione, estesa anche all’abitazione, i poliziotti hanno proceduto al sequestro della somma di 260 euro, ritenuta provento dell’attività di spaccio dato che l’uomo non è risultato svolgere alcuna attività lavorativa.

Covid in provincia: 111 casi attivi su 1.026, il dato migliore in regione

I nuovi casi del 29 maggio sono due: uno diagnosticato dopo un test sierologico e l’altro individuato durante un ricovero per altre ragioni. Nessun decesso (il totale resta 85)

Pulizia Giochi ChaletPer la giornata di oggi, 29 maggio, nel territorio provinciale di Ravenna sono state individuate due nuove positività al coronavirus. Si tratta di due donne: una deriva dagli screening sierologici ed è in isolamento domiciliare e l’altra era ricoverata per altre motivazioni e la positività è stata riscontrata proprio in virtù del ricovero. Una è residente fuori provincia, l’altra a Faenza. Il totale dei casi provinciali è 1.026. Non si segnalano ulteriori decessi (85 il totale dall’inizio della pandemia). Si sono inoltre verificate dieci guarigioni complete (804 i n totale). Il totale dei casi attivi, aggiornato al 28 maggio, è 111: è il dato più basso tra le nove province dell’Emilia-Romagna. Sono, infine, 201 le persone in quarantena e sorveglianza attiva in quanto contatti stretti con casi positivi o rientrate in Italia dall’estero.

I casi complessivamente diagnosticati, confermati alle 12 del 29 maggio, sono così distribuiti tra i 18 comuni ravennati:
453 Ravenna
133 Faenza
77 Cervia
68 Lugo
62 Russi
38 Bagnacavallo
31 Alfonsine
22 Castel Bolognese
21 Fusignano
16 Cotignola
12 Massa Lombarda
11 Brisighella
8 Conselice
8 Riolo Terme
6 Solarolo
4 Sant’Agata sul Santerno
2 Casola Valsenio
1 Bagnara
55 residenti al di fuori della provincia di Ravenna

Per quanto riguarda la regione, dall’inizio dell’epidemia si sono registrati 27.739 casi di positività, 38 in più rispetto a ieri. Di questi nuovi casi, 24 derivano dall’attività di screening realizzata dalla Regione su persone asintomatiche tramite test sierologici e tamponi. Le nuove guarigioni sono 216, per un totale di 20.073: il 72,4% sul totale dei contagi dall’inizio dell’epidemia. Continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi che a oggi sono scesi a 3.564 (-186).

Movida recintata per evitare assembramenti: ingressi limitati e si beve solo seduti

In viale Milano e viale Romagna si può accedere solo da due varchi controllati da steward e polizia locale e non si potrà stazionare in piedi

Alcohol Alcoholic Bar Beverage 545058Milano Marittima mette il recinto attorno alle strade della movida serale con ingressi limitati e obbligo di consumazione seduti a tavola per evitare assembramenti che possono facilitare la diffusione del coronavirus. Il Comune di Cervia interviene in maniera drastica, seguendo la linea ipotizzata dal sindaco Massimo Medri dopo gli eccessi riscontrati nel primo weekend di riapertura dei locali.

Le strade interessate dal progetto denominato “Oasi” sono viale Milano, nel tratto compreso tra vialetto Venezia e viale Romagna e lo stesso viale Romagna nel tratto compreso tra viale Milano e viale Gramsci. Due accessi controllati dalle 21 alle 3.30 nelle serate di venerdì, sabato, festivi e prefestivi. Il presidio sarà affidato alla polizia locale e agli steward che fermeranno il flusso quando si presenteranno problemi di assembramento. «All’interno di questa area – fa sapere il Comune – non dovranno trovarsi contemporaneamente più persone rispetto a quelle consentite dalla capienza dei locali nell’osservanza dei protocolli e linee guida nazionali e regionali». Non sarà possibile stanziare all’interno dell’area in piedi, e sarà obbligatorio accedere con la mascherina.

Su tutto il territorio comunale cervese sarà vietato il consumo di cibi e bevande in piedi e al di fuori dei locali autorizzati, si potrà per tanto consumare solo seduti e rispettando le misure di sicurezza.

Inoltre nel dalla statale 16 al mare, compreso l’arenile, sarà vietata la vendita per asporto, anche a mezzo di distributori automatici, di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione dalle 21 alle 6 del giorno successivo con l’eccezione delle bevande alcoliche di gradazione inferiore a 8 gradi in contenitori in lattina da 33 cl la cui vendita resta consentita esclusivamente per il consumo domestico chiuso in appositi involucri e sigillati fino alle 23. Resta consentita la somministrazione o il consumo delle stesse se effettuato all’interno dei locali autorizzati sede dei pubblici esercizi, nel rispetto della distanza interpersonale prescritta dal protocollo secondo gli orari stabiliti dalla normativa nazionale.

«L’obbiettivo di questa amministrazione – commenta il sindaco – è quello di tutelare i cittadini e i turisti e allo stesso tempo di promuovere e sostenere l’economia cervese, e non diminuire, ma al massimo migliorare l’offerta e l’intrattenimento. Credo che questa sia l’occasione per alzare gli standard del prodotto, e venire incontro alle esigenze di benessere e comodità che sempre più richiedono i nostri turisti. Offrire una vacanza in sicurezza è il nostro mantra, e siamo certi che in questo modo gestiremo al meglio gli spazi e la loro fruizione in totale sicurezza».

Ampliamenti e riorganizzazioni: 514 nuovi posti auto a pagamento in centro

Un piano di interventi che riguarda quattro aree di sosta tra cui largo Giustiniano, dietro alla basilica San Vitale, dove è confermato l’indirizzo del Comune in merito all’impiego di cooperative sociali

Con un piano di lavori di ampliamento, riorganizzazione e miglioramento tecnologico che interesserà quattro parcheggi esistenti, il Comune di Ravenna si prepara a creare 514 nuovi posti auto con strisce blu in centro. Le aree di sosta interessate dagli interventi sono largo Giustiniano, via Gianbattista Bezzi, via Beatrice Alighieri e via Renato Serra. La giunta comunale ha inserito oggi, 29 maggio, gli interventi nel contratto già in essere con Azimut, società a controllo pubblico che ha in gestione la sosta a pagamento. Si comincerà dai parcheggi di largo Giustiniano e di via Gianbattista Bezzi.

Per quanto riguarda largo Giustiniano gli interventi per complessivi 737mila euro più Iva verranno realizzati in quattro fasi. La prima fase prevede solo il rifacimento dell’asfalto, la pubblica illuminazione, l’installazione di un sistema di videosorveglianza e un locale con servizi tecnici e toilette. I lavori cominceranno a luglio, con l’ingresso di Azimut nella gestione, e si concluderanno entro alcune settimane. Nella prima fase la gestione sarà a parcometro; successivamente si passerà ad un sistema di regolazione dell’accesso e dell’uscita attraverso lettura ottica della targa (come quello oggi presente in via Guidarelli).

La proposta condivisa con Azimut prevede di mantenere un presidio dell’area – per necessità logistico funzionali e date anche le ampie dimensioni del sito – confermando l’indirizzo del Comune in merito all’impiego di cooperative sociali. Nelle scorse settimane era nata una polemica tra Palazzo Merlato e la coop San Vitale. I dieci lavoratori disabili della cooperativa non perderanno il posto di lavoro, come più volte ribadito dal Comune: la maggior parte rimarrà in quell’area anche con compiti diversi e gli altri troveranno occupazione in altre mansioni per Azimut di cui la San Vitale è socia.

Parcheggio Giustiniano«Sono profondamente rammaricato per le incomprensioni rispetto agli inserimenti lavorativi che sono sempre stati al centro delle nostre interlocuzioni con Azimut – dichiara il sindaco Michele de Pascale – e che forse sono state dovute dalla difficoltà di confronto durante la fase 1 dell’emergenza Covid. Ora è tutto ampiamente chiarito e il parcheggio di largo Giustiano non contrappone l’innovazione e la riqualificazione, entrambe necessarie, con la natura di luogo sociale, tanto amato dai ravennati e tanto importante nel percorso di crescita di tanti nostri concittadini e concittadine».

Anche in via Gianbattista Bezzi la gestione sarà inizialmente a parcometro; saranno delimitati posti a servizio della polizia locale e verrà sperimentato un sistema innovativo di controllo della sosta. Nelle aree antistanti via Beatrice Alighieri e via Renato Serra l’accesso e l’uscita saranno regolati fin da subito attraverso lettura ottica della targa.

Dividendi più alti e fondi dalla riserva: da Romagna Acque 10 milioni extra ai soci

La società pubblica proprietaria delle fonti aumenterà la cifra di 4,5 milioni prevista nel bilancio 2019 fino a 14,5 per aiutare i Comuni romagnoli nell’emergenza Covid

Diga RidracoliRomagna Acque, società pubblica proprietaria di tutte le fonti idropotabili per usi civili della Romagna, ha deciso una distribuzione straordinaria ai Comuni soci di dividendi e riserva facoltativa e straordinaria per un valore complessivo di oltre 14 milioni e mezzo di euro (20 euro per azione), come sostegno in questa particolare situazione economica causata dalla crisi sanitaria.

La proposta è partita dal coordinamento soci e verrà discussa nell’assemblea di bilancio del 24 giugno. Nello specifico verrà alzata a 9 euro ad azione la cifra di dividendo sull’utile dell’esercizio 2019 (pari al 92,9 percento dell’utile stesso), aumentando la quota complessiva a 6,5 milioni. Sarà distribuita ai soci anche una parte della riserva facoltativa e straordinaria per un valore complessivo di 8 milioni di euro, pari a 11 euro ad azione. Nel complesso dunque, con riferimento all’approvazione del bilancio 2019, si propone in via del tutto straordinaria di dimensionare in 20 euro complessivi ad azione l’importo da distribuire ai soci come dividendo e riserve, per un totale di 14,538 milioni di euro

La decisione va a modificare il piano triennale 2020-2022 approvato dall’assemblea nel dicembre 2019 vista la particolare delicata situazione economica in cui versa il territorio romagnolo a causa della pandemia e visti i positivi dati del bilancio della società e la solidità finanziaria della società.

Romagna Acque precisa che la cifra straordinaria proposta per la distribuzione ai soci non crea problemi agli investimenti futuri della società: «Le due cose sono compatibili e sostenibili e non causano difficoltà alla sfida strategica di accelerare al massimo gli investimenti futuri».

Venturelli lascia l’incarico di segretaria generale, arriva Giannattasio

La dirigente era arrivata nell’ente ravennate nel 1999. Il nuovo incaricato arriva da Ferrara

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Da sinistra: Maria Grazia Venturelli, Giorgio Guberti, Mauro Giannattasio

Cambio nella stanza dei bottoni della Camera di Commercio di Ravenna: Maria Cristina Venturelli lascia l’incarico di segretaria generale, dall’1 giugno le succede Mauro Giannattasio, ex segretario generale della Camera di Commercio di Ferrara.

Giannattasio, classe 1969, inizia la sua esperienza alla Camera di Commercio di Varese nel 1997 dove scala le tappe fino a diventare vice segretario generale vicario nel 2004. Nel marzo 2006 viene nominato segretario generale della Camera di Commercio di Catania e cinque mesi dopo, nell’agosto dello stesso anno, segretario generale della Camera di Commercio di Ferrara. Nel 2017 viene nominato dal Ministro Calenda commissario ad acta della allora costituenda Camera di commercio di Ferrara e Ravenna.

Venturelli lascia al termine della sua carriera vissuta interamente nel sistema camerale. Il suo percorso professionale inizia alla Camera di Commercio di Forlì nel 1978, per approdare a Ravenna nel 1999, dopo aver messo la sua esperienza al servizio anche della allora nascente Camera di Rimini, guidandone la delicata fase di costituzione e la successiva di consolidamento, dal 1995 al 1999, e divenendone vice segretaria generale vicaria e conservatore del Registro Imprese, per poi ricoprire l’incarico di Segretario generale. Anche l’esperienza ravennate inizia con lo stesso ruolo, per essere nominata segretaria generale il 31 dicembre 2016.

Foto 2 Com 9«La nostra Camera ha trovato in Maria Cristina Venturelli una rappresentante istituzionale di alto profilo – dichiara il presidente Giorgio Guberti – capace di attivare ovunque proficui rapporti di collaborazione, professionale e umana. Il suo contributo, sempre al servizio prima di tutto delle aziende del territorio, rimarrà come valore comune nella nostra realtà aziendale e in tutto il sistema camerale».

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